Podemos e il futuro
Intervista a Fausto Bertinotti
Sinistra e Democrazia: il destino comune
Di Marco Noris – “Venute meno le basi filosofiche della democrazia, l’affermazione che la dittatura è un male è razionalmente valida solo per coloro che non ne beneficiano, e nessun ostacolo teorico impedisce di dichiarare vero l’opposto.”
Max Horheimer – Eclisse della ragione -1947
L’interesse nei confronti della democrazia, soprattutto in merito ai rischi di un suo sostanziale svuotamento, sono al centro dell’analisi ormai da diversi anni. Già nel 2003 la pubblicazione del libro di Colin Crouch, “Postdemocrazia “ rendeva la questione di dominio pubblico e non più semplicemente relegata alla realtà accademica.
Non tirateli per il gilet
ECOTASSE o CARBON TAX: POVERTA’ e CLIMA
di Mario Agostinelli – Di clima si cerca di parlarne il meno possibile, ma l’aria inquinata delle città si fa sentire e aggredisce l’olfatto anche dei più ostinati negazionisti. Non c’è solo CO2 nel bilancio delle emissioni dovute al traffico e alle caldaie delle metropoli, ma vengono sparsi anche elementi cancerogeni, più fastidiosamente monitorabili dal naso degli abitanti.
Stato liberale?
A New Energy to Change Europe
l’Agorà degli abitanti della terra
Buongiorno e benvenuti.
Siamo stati circa 200, donne e uomini d’Africa, d’America latina, d’Asia, e dell’Europa ad incontrarci dal 13 dicembre sera al pomeriggio del 16 dicembre del 2018 a Sezano (Verona) nel mitico Monastero del Bene Comune. La meteo è stata particolarmente propizia perché ci ha regalato splendide giornate di sole.
Stop TTIP italia – campagna NO ISDS
Right to Energy
a Dacca come a Latina
L’accordo “macedone”
Di Daniela Sansone – L’accordo di Prespe, siglato dal Primo Ministro Greco Alexis Tsipras e dal suo omologo macedone Zoran Zaev nel mese di Giugno, ha rappresentato il punto di partenza per la soluzione di una controversia tra i due stati che durava da immemore tempo.
La memoria affondata
Austerità! ecco chi l’ha votata
Dopo il “pianto del coccodrillo” di Juncker sulla austerità siamo andati a rivedere alcuni passaggi chiave su chi l’ha imposta. Ricapitoliamo alcuni passaggi normativi avvenuti nel Parlamento Europeo. Balza agli occhi la responsabilità dei gruppi popolare, socialista, liberale. Ma alcune cose sono votate anche dai verdi. La cosa poi che va detta con forza è che molti “sovranisti” come gli ungheresi e i polacchi hanno votato tutto. D’altronde la Lega, e lo stesso Salvini, si sono astenuti. E poi in sede di Consiglio europeo i governi di Ungheria e Polonia hanno cofirmato tutto il pacchetto.
Ventotene non basta
Divorati dalla Brexit?
di Tony Simpson – Siamo sull’orlo dell’abisso della Brexit. Tra poche settimane, per come stanno le cose, l’Unione europea perderà 65 milioni di cittadini, più del dieci per cento della sua popolazione. Successivamente, a maggio, sarà eletto un nuovo Parlamento europeo, che dovrà poi approvare una nuova Commissione. La Gran Bretagna sarà rappresentata nel nuovo Parlamento? Per renderlo possibile si dovrebbe concordare un’estensione di due anni rispetto ai tempi indicati nell’art. 50 del Trattato dell’Unione Europea, che altrimenti scadranno alla fine di marzo. In alternativa, il governo britannico dovrebbe unilateralmente revocare la notifica del ritiro dall’Unione. Entrambe le opzioni sono legalmente possibili. Ma c’è la volontà politica di evitare la separazione dall’Unione?
Socialismo made in U.S.A.
Pezzettini di tutta Europa, unitevi!
di Patrizia Sentinelli – “Vorrei dirti” è il titolo del concorso per giovani scrittori e scrittrici della Festa di lettura “Pezzettini” che Altra Mente propone quest’anno. Fuori concorso partecipo anche io offrendo questo “Vorrei dirti” all’Europa.
Mi rivolgo all’Europa perché la sento parte di me, composta di popoli diversi eppure contaminati e meticci che in mezzo a tante contraddizioni e tragedie hanno inspirato libertà e fraternità e vorrei che questo profilo tornasse a riemergere dalle macerie di quella reale ademocratica e austera che si è andata definendo nelle sue articolazioni istituzionali.
Un medio oriente senza primavera
di Fabio Alberti – Con un tweet del 19 dicembre – “L’Isis in Siria è stata sconfitta, unica ragione per essere lì durante la mia presidenza” – il presidente Trump ha annunciato a sorpresa il disimpegno statunitense dal teatro siriano.
Lo ha fatto dopo una telefonata col neo-sultano Erdogan nella quale, oltre a incassare una vaga disponibilità turca a soprassedere dall’acquisto di armamenti russi, ha verosimilmente dato il via libera al presidente turco per invadere la Siria del nord-est, allargare la cosiddetta “zona cuscinetto” e schiacciare l’esperienza di autogoverno del Rojava. Quelli che sino a quel momento erano stati suoi alleati e principale forza politica e militare di contrasto all’insediamento dell’Isis in Siria vengono abbandonati al loro destino.
