TPO 24 e 25 gennaio 2026

TPO01, 02 e 03 si riferiscono alle registrazioni video. Segue il numero progressivo. In coda il tempo in minuti e secondi.

TPO1-001 introduzione 3-42
TPO1-002 Zilan compagna curda 7-13
TPO1-003 avvio lavori 2-58
TPO1-004 Christopher Ceresi Municipi Sociali Bologna 14-50
TPO1-005 Rossella Vigneri ARCI Bologna 10-52
TPO1-006 Roberto Morea Stop Rearm Europe italia 8-05
TPO1-007 Luca Blasi Rete no ddl sicurezza 7-01
TPO1-008 Laura Renzi -Amnesty international Italia-9-35
TPO1-009 Marina Misaghinejad attivista italo-iraniana-8-55
TPO1-010 Lince della rete Lince Occhi sugli abusi-4-27
TPO1-011 Antonio Lancellotti Centri Sociali del NE 7-13
TPO1-012 Barbara Tebaldi FIOM 14-19
TPO1-013 avvio tavoli di lavoro-1-33
TPO2-001 introduzione Giulia Sezzi 8-20
TPO2-002 Roberto Musacchio 10-04
TPO2-003 Mario Neumann medico Berlino 7-23
TPO2-004 Ludovico Coord Antimilitarista Belga Bruxelles 7-00
TPO2-005 Mauro European Action Coalition Zagabria 7-31
TPO2-006 Michele Masucci Stoccolma 5-46
TPO2-007 Mira Solidarity Collective Kiev 5-49
TPO2-008 Antonis Global Movement to Gaza Atene 4-41
TPO2-009 Ilaria Salis PE 4-00
TPO2-010 Elena Crasta CES Progetto Trade Unions for Peace 2-03
TPO2-011 Sergio Bassoli CGIL-5-52
TPO2-012 Alex Foti MI 2-48
TPO2-013 Erasmo Palazzotto ARCI Protection Hub 2-48
TPO2-014 Beppe Allegri 4-12
TPO2-015 Fabio Alberti Un ponte per 4-42
TPO2-016 Monica Di Sisto Osservatorio su clima e commercio di fair watch 4-30
TPO2-017 Valentina Orazini FIOM 3-10
TPO2-018 Detjon Begaj Coalizione Civica Bologna 4-13
TPO2-019 Pasquale Tridico capo delegazione M5S 4-08
TPO2-020 Pasqualina Napoletano CRS 5-02
TPO2-21 Arturo Scotto deputato PD 3-27
TPO2-22 Stefano Bleggi Centri Sociali NE 4-38
TPO2-23 Stella Laboratorio Occupato Morion 1-54
TPO2-24 Vittorio Agnoletto Medicina Democratica 4-57
TPO2-25 Giulia Sezzi chiusura-2-12
TPO3-001 introduzione-3-47
TPO3-002 Stefano tavolo1 7-46
TPO3-003 Martin tavolo2 6-31
TPO3-004 Elena Mazzoni tavolo3 7-43
TPO3-005 Valerio Renzi CS Brancaleone Roma 5-20
TPO3-006 Nando Centri Sociali NE 06
TPO3-007 Barbara Tibaldi FIOM 6-05
TPO3-008 Dario Salvetti GKN 5-25
TPO3-009 Davide Insurgencia NA 3-59
TPO3-010 Demetrio CS Lambretta MI 3-37
TPO3-011 Alberto Campailla Nonna Roma 4-44
TPO3-012 Maria Elena Delia Global Sumud Flotilla 4-00
TPO3-013 Gianluca Peciola SI 4-12
TPO3-014 Erica Askatasuna TO 2-19
TPO3-015 Maurizio Acerbo PRC 5-28
TPO3-016 Ruggero Adl cobas 3-52
TPO3-017 Anita Laboratorio sociale Alessandria 3-51
TPO3-018 Tiziano ESC Roma 4-17
TPO3-019 Jules Rete della Conoscenza 3-24
TPO3-020 Roberto detto Arzura SEE-5-19
TPO3-021 Giosuè2 UGS2-3-46
TPO3-022 Fabio Cerutti Sinistra Anticapitalista 3-30
TPO3-023 Marco Ferrando PCL 5-11
TPO3-024 BDS 4-32
TPO3-025 Lorenzo la Strada 2-24
TPO3-026 Giulia Antigone 2-51
TPO3-027 Luca Federazione Lavoratori della Conoscenza -2-22
TPO3-028 documento finale 8-11
TPO3-029 agenda e chiusura 5-17

 

Documento conclusivo della due giorni del 24 e 25 gennaio 2026 al Tpo di Bologna, O re O libertà.

A Bologna ci siamo proiettatə nel futuro. Il mondo nuovo è qui davanti a noi.

Un mondo, il loro, che ha definitivamente archiviato il diritto internazionale, che colpisce lə attivistə, che reprime e tenta di cancellare i progetti politici confederali e democratici, che tenta di controllare i corpi di donne e soggettività dissidenti, che legittima deportazioni di massa e ostruisce la libertà di movimento, che ci proietta in città distopiche in cui chi guadagna meno è escluso mentre la crisi avanza. Un mondo in cui la guerra non è un’eccezione, ma una tecnica ordinaria di governo.

Un mondo, il nostro, che per funzionare deve battere il tempo della resistenza, della pace e dell’alternativa, insieme, contemporaneamente.

Il trono dove siedono i Re appare ben saldo ma lo strato di ghiaccio dove poggia è ancora sottile e può infrangersi, noi dobbiamo attrezzarci perché questo possa succedere, con tecniche nuove ed un conflitto efficace.

Il vecchio mondo non tornerà. La trasformazione in corso è materiale. La contesa è su tutto. I re vogliono disporre delle vite e delle terre, delle nuove scienze e delle tecnologie. Le vecchie forme politiche si riducono a dominio, la libertà, invece, si realizza avendo cura del meglio che ci tiene insieme e inventando forme politiche nuove.

Siamo già proiettatə nei prossimi mesi: nuove misure repressive, una destra che avanza e che si accompagna ai grandi capitali nel disegnare il loro nuovo progetto di società, l’ipotesi di una Gaza distrutta e colonizzata, che diviene sinonimo di “pace”, dazi, imposizioni, arroganza elevata a merito e persino suggerita per il Nobel.

Questo è il loro progetto di società. 

E il nostro? Siamo già nel futuro, perché è nel presente che si gioca la resistenza da cui può nascere il nostro mondo nuovo. Il vecchio non torna, il nuovo deve nascere. Il potere è vecchio ma ha forme nuove, ha polizie digitali ed uomini armati che, come avvenuto ancora una volta a Minneapolis, uccidono. Noi dobbiamo aumentare la scala della nostra attivazione ed essere ambiziosə. Nelle città ed in Europa. Nella federazione delle lotte, nella costruzione del dizionario della libertà dai Re, contro i Re. 

Poniamoci il problema di come sabotare realmente i nodi strategici della filiera del capitalismo bellico e pensiamo a come costruire uno sciopero generale europeo. Stanno costruendo un apparato repressivo che attacca direttamente la possibilità di ribaltare i rapporti di forza; stanno delineando un clima intimidatorio e patriarcale che dietro l’inevitabilità della guerra nasconde l’inarrestabile smantellamento dei nostri diritti sociali e della nostra industria civile; stanno imponendo un approccio predatorio che sta devastando il nostro sistema industriale promettendo ai padroni la tutela dei profitti attraverso la riconversione bellica, e schiacciando la dignità del lavoro. E riconversione bellica vuol dire per sua natura impossibilità di riconversione ecologica e sociale, quella riconversione imprescindibile che ci faccia uscire dal fossile mortifero. Non dobbiamo essere movimento di opposizione al riarmo, ma essere rapporto di forza che ribalta il riarmo.

Dobbiamo costruire l’ipotesi di un’Europa transfemminista dei territori confederati e delle nuove soggettività in opposizione all’Europa dei nazionalismi e della guerra.

É con questo spirito che abbiamo discutere le discussioni e da cui nasce l’agenda e una visione futura che, nelle accelerazioni di questo tempo, trova in questo spazio un luogo politico in cui convergere, da far crescere e trasformare insieme con cura.

La partenza della carovana per Rojava ha inaugurato la nostra riunione, il messaggio del confederalismo democratico ha attraversato tutte le assemblee; le parole dell’insurrezione in Iran ci hanno ricordato come i Re nostri nemici non siano solo a Washington ma anche a Teheran. Ed in ultimo la resistenza di chi viene attaccato – ora dagli USA, ora dalla Russia, ora da Israele, ora dalle forze jihadiste, ora da Palantir – ha risolto ogni ambiguità: la resistenza all’oppressore è sacrosanta. Il diritto alla pace si conquista nella resistenza contro i Re.

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Ordine del giorno

28 marzo: INSIEME, INSIEME. In parallelo con l’oceanica manifestazione di Londra contro l’estrema destra, Manifestazione nazionale della convergenza No Kings. Accogliamo la proposta dei compagni di Roma di fare un’assemblea preparatoria alla manifestazione il primo marzo a Roma.

Lanciamo un appello ad artistə ed esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo ad aderire all’iniziativa per una giornata di protesta internazionale nella Capitale, con un concerto finale, così come quella che si sta organizzando a Londra.

31 gennaio: con Askatasuna al Corteo nazionale contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali.

5-8 febbraio: mobilitazioni contro le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, in cui saranno presenti l’ICE, la squadra israeliana, i mezzi blindati del Qatar.

14 febbraio: manifestazione regionale a Napoli per la difesa degli spazi sociali.

21 febbraio: manifestazione antifascista per Valerio Verbano a Roma.

5 marzo (durante la manifestazione contro la leva in Germania “Guerra alla guerra”): giornata di mobilitazione territoriale contro la guerra. 

In questo periodo, azioni conflittuali si dislocano nei territori contro l’industria bellica (come a Vicenza contro la base militare americana Dal Molin).

8-9 marzo sciopero transfemminista generale 

22-23 marzo: un netto NO al referendum sulla giustizia. Partecipiamo attivamente nei territori alle campagne per il NO.

23-29 Marzo: Giornate di azione abitativa – Settimana di mobilitazione europea per il diritto all’abitare.

Data intermedia territoriale prima del 28 marzo contro torsione autoritaria (nuovo dl sicurezza, DDL Gasparri) e contro zona rosse.

1 maggio: giornata transnazionale di lotta – E NON DI FESTA – dagli Stati Uniti all’Europa da costruire

7-8 maggio: manifestazione contro la presenza del padiglione israeliano alla Biennale di Venezia.

Maggio: Incontro a Zagabria per discutere nuovamente del nuovo spazio politico europeo.

14 giugno: Mobilitazione a Bruxelles contro riarmo e guerra, in un orizzonte che sia frutto di un percorso che si sommi con le fabbriche vuote e il coinvolgimento dei sindacati europei.

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Ringraziamo chi ci ha raggiunto da Kiev, da Zagabria, da Berlino, da Tirana, e chi non è riuscito fisicamente ma da Bruxelles, Stoccolma, Atene è statə in connessione. Ringraziamo gli oltre 160 interventi in 2 giorni, le 3000 persone connesse in streaming e le oltre 2000 persone che hanno attraversato fisicamente il Tpo e costruito questo spazio insieme, insieme!

Da questo spazio politico parte qualcosa di nuovo, perché a Bologna c’è stato un fatto che riporteremo nelle città e nei territori. L’evento politico avviene quando si concentrano accumuli di energia che portano gli equilibri tra noi ad un livello superiore di attivazione.

Contro il mondo dei Re: un nuovo spazio politico batte il tempo della libertà.

Avanti no kings

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