C’è un giudice a L’Aia 

di Giovanni
Russo Spena
Il procuratore della Corte Internazionale ha compiuto un atto inedito e, a suo modo, storico. E’ la prima volta che viene chiesto l’arresto non solo per i dirigenti di Hamas ma per i governanti di un paese che ritiene di essere l’unico paese democratico dell’intero Medio Oriente. E che tale viene ritenuto dall’intero Occidente. In verità, la maggior parte dei costituzionalisti ritiene da decenni che non può dirsi democratico uno Stato che occupa militarmente i territori di un altro popolo. Oggi su quei territori imperversano crimini di guerra e genocidio. Se penso all’Unione Europea, comprendo la rilevanza del provvedimento del procuratore Khan: la Spagna assume un atteggiamento positivo, coerente con…

si incrina il muro di omertà

mentre Spagna, Norvegia e Irlanda riconoscono lo Stato di Palestina, il procuratore capo della Corte penale internazionale chiede il mandato di arresto contro Netanyahu assieme ai leader di Hamas. Intanto il ministro Sangiuliano si allinea con la peggiore destra e definisce la bandiera palestinese un simbolo anti-israeliano (e infatti essa fu proibita in Isreale e i manifestanti la sostituirono con il simbolo dell’anguria). Dedichiamo le immagini di oggi all’esposizione della bandiera palestinese  (e dell’anguria) come segno di solidarietà per il popolo palestinese a cominciare da Cate Blanchett e da Eric Clapton.

pagine interne

in evidenza

articoli

Il futuro della Slovacchia in bilico

di Franco
Ferrari
Al momento di scrivere questa nota il primo ministro slovacco Robert Fico, vittima di un attentato il 15 maggio scorso, sembra aver superato il rischio di perdere la vita e…

Dal rapporto ISTAT alla rivolta sociale?

di Roberto
Rosso
Il rapporto Annuale 2024 dell’ISTAT sulla situazione del paese, offre come accade ogni anno una mole di dati ricca e complessa che si offre a molteplici considerazioni da molteplici punti…

Costruttori e Costruttrici di Pace

di Elena
Mazzoni
In 12.000 All’arena Di Verona, sabato 18 Maggio, son Papa Francesco ed i Movimenti Popolari Italiani C’era anche transform!italia, rappresentato da me, Elena Mazzoni, ed Anna Camposampiero, nella delegazione di…

A fianco della gioventù iraniana

di Fabio
Alberti
Non credo che i ragazzi e le ragazze di Baghdad, uccise in 700 dalle pallottole delle milizie sciite filoiraniane mentre manifestavano contro il regime condominiale irano-statunitense iracheno cantando “down dow…

Campi Flegrei, e adesso?

di Leonardo
Ragozzino
Dopo 44 anni, gli abitanti di Napoli e della sua area occidentale, i Campi Flegrei, sono tornati a vivere la paura ancestrale, cupa e destabilizzante, del terremoto. Sì, i Campi…

Noi e l’astensione

di Giuseppe
Aragno
Con tutte le chiacchiere che si fanno in giro sui massimi sistemi, vi sembrerò molto poco allineato.  Siate clementi; ormai sono vecchio e non capisco niente. Leggo analisi giustamente pessimistiche,…

intersezioni femministe

Judith Butler al Gaza Solidarity Encampment di Bologna

Presentiamo un recente video (con sottotitoli in italiano attivabili cliccando sull’icona sulla destra) di Judith Butler a Bologna, dove la filosofa ha tenuto fra l’altro l’apprezzatissima lectio magistralis intitolata Fascist Passions,  titolo di impatto che vale già il contenuto. Judith Butler, americana di origini ebraiche, partecipa anche a un avvenimento fuori dalle mura universitarie, in un luogo non anodino, dove l’impegno è messo a nudo e non è solo chiacchiera accademica anche queer. È un modo diverso di percorrere i…

Dalla parte delle donne

Pubblichiamo oggi il link di un testo su Silvia Federici. Crediamo che in una rubrica che fa delle “intersezioni femministe” la cifra del proprio esistere non poteva mancare un accenno al pensiero di una filosofa così letta, apprezzata e conosciuta. Anche al di là dall’essere d’accordo o meno con le sue elaborazioni, in particolare per quanto riguarda il lavoro casalingo. Fra l’altro sul tema del lavoro femminile, che consideriamo argomento  fondamentale per un femminismo che non dimentichi la materialità dell’esistere,…

Femminismo islamico

di P. Guazzo,
N. Pirotta
Nell’odierno numero della rubrica “Intersezioni femministe” pubblichiamo alcuni testi che ragionano su un argomento particolarmente complesso: il “femminismo islamico”. A molte e molti, occidentali e non, il binomio “femminismo islamico” sembra un vero e proprio ossimoro, termini inconciliabili che presuppongono mondi e contesti per i quali non è pensabile una dimensione unica. Forse anche una trappola o un’impostura che in ultima istanza consente il consolidamento dei regimi teocratici. Per altre ed altri invece è una dato di realtà non perché…

focus

Il manifesto. Parabola di una eresia

di Sergio
Dalmasso

In vista del convegno organizzato dall’archivio Marini che si svolgerà a Pistoia pubblichiamo per gentile concessione il testo della comunicazione di Sergio Dalmasso che farà parte degli atti –

Gli anni ’70 e i primi anni ’80 sono stati precipitosi, triturando esperienze e idee e nessuno dei discorsi che facemmo al dodicesimo congresso del PCI sarebbe oggi più che un discorso sul passato. Conserviamo più con tenerezza che come il libro della legge il “manifesto” rivista…
Sono storie della politica che oggi è quel che è… Delle storie andate, credeteci, non c’è traccia o è così esile che non val la pena di attardarvisi1.
Così Rossana Rossanda, nell’autunno 1984, commenta lo scioglimento del PdUP e la sua adesione al PCI, una sorta di “ritorno”, da Natta a Natta, che segna la fine di un’eresia durata 15 anni. Tutte le tematiche sollevate, le proposte di rinnovamento e riconversione del più grande partito comunista dell’Occidente, tutte le analisi sui nodi nazionali e internazionali appartengono al passato, ad una stagione interamente superata, di fatto ad una sconfitta consumata.

Scopo e fine di questa breve relazione è, al contrario, chiedersi se alcuni dei temi sollevati non presentino, ancor oggi, pur in una situazione deteriorata, in cui sembra aver trionfato il principio disperazione (G. Anders), elementi di attualità e di interesse, su cui è importante tornare a riflettere.

la nostra rete

  1. Rossana Rossanda, Un fatto di cronaca, in “il manifesto”, 16 ottobre 1984.[]