Il primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, insieme al rinnovo del Parlamento, ha dato un esito peggiore di quanto ci si aspettasse a sinistra. Si sapeva che sarebbe stato un duello difficile tra il Presidente uscente, Lula, e il candidato attorno al quale si sono unite tutte le destre, anche le più estreme, ovvero il figlio dell’ex Presidente Bolsonaro. Anche i due rami del Parlamento hanno confermato il consenso dei settori più reazionari, determinando un contesto nel quale anche la possibile vittoria di Lula al secondo turno porrebbe consistenti limiti alla sua capacità di determinare le politiche dei prossimi anni. Mentre in Brasile si votava, in Spagna il primo ministro socialista Sanchez decideva di sciogliere le Cortes e andare ad elezioni anticipate a fine novembre, chiudendo una legislatura che si sarebbe comunque esaurita nella primavera del prossimo anno. Le due vicende politiche presentano elementi comuni e ovviamente diversità legate alle differenze di contesto. In entrambi i casi però l’esito elettorale avrà un impatto notevole anche al di fuori dei due Stati. Il governo di Sanchez, che unisce la sinistra socialdemocratica e moderata del Psoe con le componenti più radicali che si erano presentate alle ultime elezioni sotto l’ombrello di Sumar, è l’unico governo progressista che resiste all’interno dell’Unione Europea in uno Stato di un certo peso. Per quanto l’immagine di cui gode all’estero sia forse più rosea di quanto non si concretizzi realmente nelle sue politiche, resta il fatto indiscutibile che su alcuni temi politici decisivi ha assunto posizioni in controtendenza. Sanchez ha quanto meno la consapevolezza, non così diffusa nemmeno nella socialdemocrazia europea, che di fronte all’offensiva politica, sociale e ideologica della destra, all’interno della quale sono emerse in primo piano le tendenze più aggressive e antidemocratiche, sia necessaria una controffensiva ideologica che si collochi allo stesso livello di organicità. La stessa scelta di sciogliere il Parlamento e andare al voto dopo che i decreti sulla questione del diritto all’abitazione erano stati bocciati per la scelta dei nazionalisti catalani di destra del partito Junts, di opporsi in difesa dei diritti dei proprietari e della grande rendita immobiliare, è un segnale che è necessario accettare la sfida e provare a determinare i contenuti dello scontro elettorale. Da parte sua, per la destra catalana, pur consapevole dell’impatto che avrebbe sulla Catalogna un possibile governo di coalizione tra la destra e l’estrema destra a Madrid, la questione di classe ha prevalso sulla questione nazionale. Senza che si debba escludere il calcolo che un governo centrale negatore della pluralità della Spagna possa rianimare il movimento indipendentista. L’esito della sfida di Sanchez avrà un impatto sugli equilibri della socialdemocrazia in Europa tra i settori che inseguono la destra sulle politiche anti-migranti e coloro che ritengono indispensabile un certo riallineamento a sinistra per recuperare il voto popolare perduto dall’adesione subalterna al neoliberismo teorizzato dagli ideologi della “Terza Via”. A Sanchez si è richiamata esplicitamente Elly Schlein mentre da un altro versante il nuovo premier britannico Andy Burnham ha moderatamente ricollocato il laburismo su una prospettiva che torna a considerare lo Stato come strumento che tutela i propri cittadini anche contro gli effetti antisociali del mercato. Un mutamento di discorso, di cui bisognerà verificare quanto si tradurrà in fatti concreti. Per il momento, hanno riportato una parte importante del consenso che era andato verso l’estrema destra o verso i Verdi a ridare fiducia al Partito laburista. L’esito delle elezioni in Spagna come quelle prossime in Italia avrà un impatto importante sul posizionamento delle forze socialdemocratiche, senza le quali, allo stato dei fatti, è difficile pensare la possibilità di costruire una alternativa politica al fronte emergente…
fasciocapitalismo
è una parola su cui riflettere perché può contenere tante delle prolematiche che ci vengono drammaticamente poste dal presente e che sono da tempo al centro delle nostre riflessioni, comprese quelle di oggi. Per questo abbiamo scelto le immagini tratte da Brazil del 1985, un film che ci sembra avesse più di un tratto anticipatorio.
Torna il fascismo e non trova il socialismo
di Roberto
Musacchio
All’inizio del ‘900 il mondo liberale, il suo pensiero, la sua economia, la sua “geopolitica” entrarono in crisi. Un’ideologia povera…
LeggiFuggire dal capitalismo con Clara E. Mattei
di Alessandro
Scassellati
Recensione del libro Fuga dal capitalismo di Clara E. Mattei Introduzione e inquadramento editoriale: la genealogia di un’eresia necessaria Nel…
LeggiLa catastrofe ibrida nella società del rischio.
di Roberto
Rosso
Poche note sui temi che nelle cronache e nelle nostre analisi si intrecciano: la transizione tecnologico-digitale, la crisi climatica, la…
LeggiNo Kings: un calendario concreto di convergenze
di Stefano
Galieni
Svolgere a Napoli l’assemblea nazionale No Kings può forse aver reso più difficoltosa la partecipazione, soprattutto per chi giungeva da…
LeggiIl potere si contende porta a porta
di Stefano
Kenji Iannillo
Intervento all’Assemblea nazionale No Kings, Napoli, 4 ottobre 2026 Emiliano Brancaccio, che insegna economia politica in questa università, ha da…
LeggiMerz Unter Allen
di Paola
Giaculli
Non c’è niente da fare. Nonostante gli ultimi sondaggi rispettivamente al 19 e al 17,% per Cdu contro il 26…
LeggiPirelli e lo “scippo” tecnologico: il futuro industriale europeo cresce altrove
di Herta
Manenti
La sicurezza è “nazionale” quando si tratta di arginare la Cina. Ma chi protegge il lavoro, la capacità produttiva, la…
LeggiDalla Spagna all’Europa: senza una mobilitazione generale il diritto alla casa continuerà a perdere
di Silvia
Paoluzzi
La decisione del Parlamento spagnolo di respingere le misure proposte dal Governo Sánchez per rafforzare la tutela degli inquilini, limitare…
LeggiRapporto INAIL 2025: l’inversione di tendenza sta solo nella testa del Governo
di E. Gentili,
F. Giusti
Uscita la Relazione annuale INAIL relativa al 2025, scopriamo che le denunce di infortunio “sono state 600 mila, in aumento…
LeggiEdoardo Salzano: la buona urbanistica e la passione civile
di Stefano
Nutini
Edoardo Salzano (1930-2019) è stato un urbanista di grande spessore culturale, politico ed etico. Ha saputo coniugare – come pochi…
LeggiFinis Austriae tra irredentismo adriatico ed i nascenti nazionalismi
di Marino
Calcinari
“Nel crepuscolo di un mondo”è uno scritto di Franz Werfel che annota nel giorno della morte di Francesco Giuseppe, il…
LeggiIl sudario della memoria
di Laura
Tussi
Il Sudario della Memoria attraversa la Sicilia. Geografie dell’indignazione e dell’impegno civile nel tempo del genocidio Sfidando la retorica del…
LeggiUna analisi della manosphere
di P. Guazzo,
N. Pirotta
Tratta dalla newsletter femminista “Ghinea” e scritta da Enrico Gullo, presentiamo questa settimana un’analisi della “manosphere”(sfera maschile), ovvero una rete…
LeggiSul velo islamico
di Nicoletta
Pirotta
Qualche settimana fa davanti alla platea dell’italica gioventù Giorgia Meloni ha dismesso ogni postura istituzionale (non le torna difficile a…
LeggiPercorsi “outsider” contro la guerra: Woolf e Weil
di Paola
Guazzo
Le tre ghinee di Virginia Woolf (1938) e il Manifesto per la soppressione dei partiti politici di Simone Weil (1943)…
LeggiFronti Ampi, una proposta per l’unità d’azione
di Mundo Obrero
In questo incontro [ndr: alla festa del PCE a Madrid] si sono riuniti sette partiti per discutere dell’unità d’azione della…
LeggiUna politica di pace per la sinistra
di Aral
Wolf
Il mondo è in subbuglio. Il tanto decantato “ordine internazionale basato sulle regole” è stato ridotto in macerie . Il…
LeggiLa Linke prende posizione
di Ruairí
Casey
Crisi economiche, demografiche, ambientali, democratiche, geopolitiche: le molteplici crisi che affliggono la Germania sembrano aggravarsi di mese in mese. La…
LeggiSciopero giovanile internazionale contro la guerra
di Alessandro
De Miceli
Alessandro De Miceli, della Rete della conoscenza, da Berlino dove partecipa allo sciopero studentesco contro la militarizzazione dà appuntamento alla giornata europea del 20 novembre. Ci saremo anche in Italia!
Arriva Zoro e se la prende con i campesinos
di Piero
Soldini
La storiella dell’invasore e dell’invaso, più che un’ analisi politica è una semplificazione sempliciotta, che non tiene conto del fatto…
LeggiL’occasione mancata del Pd: serve una nuova narrazione
di Pier Giorgio
Ardeni
Se l’è cavata con poco, la segretaria Pd, persino dopo aver ascoltato la giovane Virginia Libero affermare che «non saremo…
Leggi





















