contenuti

Il Contratto a-sociale

di Paola Boffo – Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo l’intenzione di lasciare l’Unione europea, conformemente all’articolo 50 del trattato sull’Unione europea. Da quel momento si è avviato il negoziato per la Brexit, che si dovrà concludere con la definizione di un accordo di recesso. La totalità del diritto primario e derivato dell’Unione cesserà di applicarsi al Regno Unito alle ore 00.00 del 30 marzo 2019 (la “data del recesso”). A partire da quel momento il Regno Unito sarà un paese terzo…

Grecia al lavoro

di Gianni Rinaldini* – Tre anni fa, pochi pensavano, a destra e a sinistra, che Alex Tsipras sarebbe politicamente sopravvissuto al memorandum della Troika.
Così non è stato, e questo permette al governo di Syriza di avere maggiore forza e credibilità nell’affrontare gli spazi di manovra possibili con l’uscita dal commissariamento della Troika.
I costi sociali imposti dall’Europa sono stati vergognosi e pesantissimi e, i nuovi spazi che ora si aprono per l’operare del governo di Syriza, sono limitati dai vincoli monetari e dalle previsioni del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea…

Salvini-Minniti: 1-1

di Stefano Galieni – Da settimane, il Ministro dell’Interno, ormai uso a parlare come se ricoprisse gran parte degli incarichi di governo, ha annunciato un “Pacchetto sicurezza” che nella prima data utile dovrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri. Lo stesso ministro che è indagato per i reati connessi al sequestro del pattugliatore Diciotti della Guardia costiera italiana, dell’equipaggio e dei 177 richiedenti asilo soccorsi.

Le accuse formulate dalla Procura di Agrigento verso lui e il suo Capo di gabinetto, sono, come ormai noto, sequestro di persona, abuso di potere e arresto illegale. Difficilmente gli imputati finiranno alla sbarra, soprattutto il primo le cui pendenze dovranno prima essere valutate dal Tribunale dei ministri e dal parlamento, ma i reati di cui sono accusati sono estremamente gravi, comportano pene detentive intorno ai 25 anni. Senza contare il fatto che aver bloccato la nave prima a Lampedusa e poi a Catania per 10 giorni (tutti i profughi son potuti scendere a terra nella serata di sabato 25 agosto) ha provocato o aggravato condizioni fisiche e psicologiche.

I diritti dei lavoratori al primo posto

di Heinz Bierbaum – Si deve constatare che negli ultimi decenni il peso politico del lavoro è diminuito. I diritti dei lavoratori sono stati limitati e i sindacati sono statti indeboliti. È questo la conseguenza della politica neoliberista prevalente da tanti anni. Un elemento centrale della politica neoliberista è l’attacco agli diritti dei lavoratori. La cosiddetta riforma del mercato del lavoro è un fattore principale della politica d’austerità europea, cioè flessibilità dell’organizzazione del lavoro, meno tutela dei lavoratori, priorità degli accordi aziendali su contratti collettivi, indebolimento dei sindacati. ..

Tsipras e i diktat

di Daniela Sansone – Riscrivere il diritto del lavoro, a favore dei lavoratori. Nonostante le restrizioni imposte dalla troika. Così, Syriza e il governo di Alexis Tsipras vogliono dimostrare al “popolo del lavoro” di non averlo abbandonato. Contraddicendo quanti, ad oggi, ritengono che il governo greco si sia limitato a obbedire ai dikatat dei creditori, senza battere ciglio e abbandonando completamente la sua vocazione a sinistra. Gli interventi normativi di questi anni si inquadrano in una nuova visione dell’economia, che mette al centro e valorizza la produttività, senza lasciare da parte il profilo delle tutele…

Grandi opere, città e ambiente

di Sergio Brenna – Nella vicenda del crollo del ponte sul fiume Polcevera a Genova, progettato nei primi anni ’60 dall’ingegner Morandi, “mago” del cemento armato precompresso, e realizzato tra il 1963 e il 1967, i più attenti ed avveduti commentatori hanno fatto rilevare che tra le critiche alla questione ingegneristica (perché il manufatto è crollato: imprevidenza o imprevedibilità da parte del progettista nel valutare nel lungo periodo il possibile degrado dei materiali nel complesso equilibrio di un forse troppo ardito sistema progettuale…

Citoyens!

di Francesca Lacaita – Ci fu un periodo, tra il 2003 e il 2004, quando militavo nel Movimento Federalista Europeo, in cui raccoglievo le firme perché fosse inclusa nel Trattato costituzionale allora in discussione, la “cittadinanza europea di residenza”, l’estensione cioè anche ai cittadini di paesi terzi residenti in paesi UE dei diritti di cittadinanza europea istituita nel 1993 con il Trattato di Maastricht: il diritto di circolare e soggiornare liberamente nei territori dell’Unione; di votare e di essere eletti alle elezioni comunali ed europee nello stato in cui si risiede; di ottenere la tutela diplomatica e consolare di qualsiasi stato membro della UE in un paese terzo dove non sia rappresentato lo stato di provenienza; di inviare petizioni al Parlamento Europeo e di rivolgersi al Mediatore Europeo.

Sinistra e migrazioni

di Marco Noris – Nei primi anni ’90 del secolo scorso, Immanuel Wallerstein cercò di analizzare il processo di disintegrazione del sistema-mondo, all’indomani della fine del sistema bipolare della guerra fredda che aveva governato il pianeta dal 1945. L’analisi non era solo determinata da un esercizio accademico volto all’interpretazione ex post bensì, come consuetudine della World System Theory, era finalizzata a delineare le tendenze future del sistema-mondo stesso. In particolare nel saggio “La guerra fredda e il Terzo mondo: i bei tempi andati?”, ad un certo punto Wallerstein si pone direttamente questa domanda: “Cosa accadrà al Terzo mondo?” dandosi immediatamente la risposta: “Poco di buono”. La diminuzione della partecipazione del Sud del mondo ai processi produttivi mondiali, la fine dei movimenti di liberazione nazionale e la loro sconfitta nei processi di autoderminazione finalizzati allo sviluppo nazionale erano le principali cause evidenziate al fine di spiegare quella che sarebbe stata la traiettoria di molti dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo.

Hotel Moskva

Pierluigi Sullo interviene nella nostra discussione sull’89 con una formula particolare. Un racconto breve che ci ha regalato e di cui lo ringraziamo molto. Un racconto naturalmente di fantasia per le cose raccontate e i personaggi e i loro nomi ma verosimile e che fa riflettere oltre ad appassionare.

di Pierluigi Sullo – Mi aspettava a un tavolino d’angolo, il mese era caldo e lui sudava, ma era anche innervosito da qualcosa, si muoveva a scatti e gli occhi avevano la tentazione di non guardare nulla, fuggivano qui e là, lui si passava la mano tra i capelli
schiacciati sul cranio, rossicci e radi, e aveva una barba mal curata di colore nero
e rossiccio insieme, sgradevole a vedersi.

Che roba Contessa, quell’89…

di Paolo Pietrangeli – Qualche settimana fa mi avete chiesto cosa ricordassi del 1989 e chi bene mi conosce sa come io sia solito cancellare dalla mente tutte le cose, i fatti e le date dolorosi. Quindi, in un computo approssimativo, cancello più del settanta per cento della mia vita per poter continuare a campare senza troppi rimpianti, senza troppi scossoni, senza troppi rancori.

Abbattiamo l’ultimo muro, guadagniamoci il rinascimento

di Monica Di Sisto – «Viviamo in un mondo pieno di politiche erronee, non erronee però per coloro che le sostengono», Federico Caffè

“Segretario generale Gorbachev, se cerca la pace, se vuole prosperità per l’Unione Sovietica e l’Europa dell’Est, se vuole la liberalizzazione: venga qui, davanti a questa porta! Signor Gorbachev, apra questa porta! Signor Gorbachev, tiri giù questo muro!”

Si può (ancora) fare!

di Patrizia Sentinelli – L‘89 per me è stato un annuncio di liberazione e insieme uno stravolgimento anzi uno smottamento di idee e culture.

La caduta del muro di Berlino era il desiderio realizzato, il segno materiale della fine di una segregazione intollerabile . Come tutti i muri, anche quelli eretti in questo tempo di liberismo autoritario, quello era la negazione di umanità e di una politica di integrazione.

A trent’anni dal Muro, tra storia e metafora

di Imma Barbarossa – “Il dolore si ricorderà di noi. Grazie ad esso,dopo, se ci rincontreremo, e qualora un Dopo esista, potremo riconoscerci.”

(Christa Wolf, Cassandra, ed.e/o, p.153)

Devo ringraziare transform! italia per la scelta “scandalosa” di ricordare a trent’anni di distanza una data,la caduta del muro di Berlino, in un momento come quello attuale in cui vige la dittatura del presente. Una data così lontana, eppure così viva nella carne e nella testa di non so più quante e quanti di “noi”.

La strage degli innocenti

di Sandro Medici – “Anche la sinistra incolpevole finì sotto le macerie dell’89”

 Si ristabilirono verità negate, a lungo nascoste. Si demolirono certezze, sebbene da tempo non più tali. Si sgretolarono sistemi e apparati, forse perché già sfilacciati e decomposti. Si annientarono poteri e neutralizzarono armate, e senza grandi mobilitazioni. Ma si consumarono vendette, anche se non sempre necessarie. E poi ci si accorse infine di un’inaspettata e prolungata strage di innocenti.

30 anni dopo, la Storia non è finita

di Roberto Musacchio – Con le nostre piccole forze di Transform Italia vogliamo provare a lanciare una sfida: cimentarsi con una riflessione vera sul 1989 e sui trenta anni che ne sono seguiti. Lo proponiamo con un tempo addirittura anticipato rispetto al nascere di quel 2019 che marcherà il trentennio. La nostra non è una voglia di arrivare primi. Al contrario ci muove il timore e l’ansia che non si arrivi mai. Che non si voglia fare i conti né con ciò che era stato prima né con ciò che è stato dopo.

1968

di Franco Russo – Intervento alla Summer University del Partito della Sinistra Europea e Transform! europe, Vienna 12 luglio 2018 –
È pressoché impossibile in pochi minuti raccontarvi il ’68 in Italia: gli storici hanno contato più di cinquemila eventi durate i suoi 365 giorni…

Migranticidio

di Annamaria Rivera – Com’è ben noto, l’unità europea fu concepita per superare non solo i colonialismi, ma anche la concezione della nazione quale comunità sostanziale e omogenea, quindi tendenzialmente orientata a escludere gli altri; nonché i nazionalismi conseguenti e le crisi economiche che avevano favorito, anch’esse, la nascita dei regimi totalitari. Oggi, invece, gli esuli forzati (tutti lo sono, in misura diversa, anche i migranti detti economici), paradossalmente approdano, allorché ce la fanno, in un continente disseminato di confini blindati…

L’Europa, la Cultura, la Sinistra

di Citto Maselli – Come sappiamo il primato dell’economia e della finanza, elevata da gran vettore dei processi di globalizzazione in corso a filosofia fondamentale dello sviluppo, conduce a un futuro – ad un  presente – d’ingiustizia e disuguaglianze che non hanno precedenti nella storia dell’umanità…

La montagna incantata resta in attesa

di Stefania Brai – La direttiva di riforma del copyright in discussione al Parlamento europeo è stata rinviata a settembre con una votazione che ha fatto registrare una quasi generale spaccatura di tutti gli schieramenti politici europei (e italiani). Da un lato le pressioni fortissime delle lobby americane in difesa dei giganti del web (Google, Facebook, Youtube, eccetera), dall’altro gli editori e i produttori di contenuti. . In questo clima e data la scadenza elettorale europea del 2019…

Menu