globalizzazione

Per una nuova globalizzazione socialista

editoriali
Cosa ci può essere di peggio della globalizzazione capitalistica per come l’abbiamo conosciuta e contrastata? La domanda è spontanea, e necessaria, oggi in pieni venti di guerra che hanno effetti…

Il non-governo della catastrofe

editoriali
Il titolo di questo articolo potrebbe essere “da Catania a Glasgow passando per il Metaverso”  incrociando in modo surreale eventi di questi giorni; gli eventi diversi in due città legati…

Da Genova a Campi Bisenzio

editoriali
Voi 8 noi 6 miliardi si diceva a Genova; a Campi Bisenzio 472 lavoratori sono messi in mezzo ad una strada da una multinazionale la GKN gestita da un fondo…

Intervista a Giorgio Riolo

focus
Giorgio Riolo ha svolto attività di direzione di associazioni culturali e di formazione culturale in generale, in particolare tenendo corsi sui temi filosofici, storici, economici, letterari. Ha scritto e pubblicato…

Territori, metropoli, globalizzazione

articoli
La parola territorio ricorre sempre in qualsiasi capitolo della storia del nostro paese, dal processo di unificazione, alla dicotomia nord-sud, al modello di sviluppo dal triangolo industriale del dopoguerra, alla…

L’economia politica globale del salmone

articoli

L’allevamento del salmone è un’industria multimiliardaria che ha assunto un crescente peso economico e politico. Lo sviluppo di questo settore industriale ha consentito di trasformare il salmone in una commodity e di far diventare quotidiano un cibo un tempo consumato solo nelle grandi occasioni. Ma, come per tutte le merci che alimentano consumi di massa globali, ci sono anche alti prezzi ambientali, culturali, sociali ed economici da pagare, e la prima vittima di questa trasformazione è senz’altro stato il salmone selvatico che in poco più di 40 anni ha subito la domesticazione e la mutazione in una merce globale esposta sugli scaffali dei supermercati.

La dismisura, la globalizzazione, la pandemia

articoli

Crescente potere delle reti globali. FAGAM big tech del digitale e big pharma, social networks e vaccini, cambiamento climatico e zoonosi, più potere globale minore capacità di governare il cambiamento. Assumiamo il cambiamento climatico come punto di osservazione, piano descrittivo. Il contenitore il vincolo al processo di trasformazione dell’economia mondo: contenitore, vincolo e motore

Dalla seconda potenza mondiale dei movimenti alla grande macchina globale

articoli

Il nuovo secolo si è aperto con la stagione dei movimenti di critica alla globalizzazione, definiti come no-global o alter-mondialisti, anche le sfumature nel nome hanno la loro importanza, una straordinaria esperienza di produzione e condivisione della conoscenza. Nel terzo decennio la stabilità del sistema mondo è scossa dalla crisi pandemica, di contro il suo network tecnologico digitale che innerva i circuiti finanziari e produce forme di produzione della vita e del sentire, si presenta come una forma auto-organizzata, capace di trasformarsi attraverso le crisi, servito dal suo esercito di chierici che mai lo tradiranno, garantendo rendite stratosferiche ad un pugno di padroni del mondo. Si può ancora cambiare?

Effetti politici di un’epidemia globale

Segnaliamo un saggio molto interessante di Renzo Mario Rosso, che evidenzia le molteplici facce della crisi coronavirus, dall’applicazione della biopolitica in forma evidente a tutti nel mondo, agli incerti esiti…
Manifestazione di migranti con i pugni alzati

Il fenomeno migratorio alla luce dei fenomeni di costituzione dell’ordinamento globale

«Il fenomeno migratorio alla luce dei fenomeni di costituzione dell’ordinamento globale» è il titolo di un working paper che sarà presentato da Alessandro Tedde (giurista, Sinistra XXI) al IV Congresso Internazionale della Cattedra Innocenzo III dedicato al tema “Migranti e rifugiati nel diritto: Evoluzione storica, situazione attuale e questioni irrisolte”, organizzato dalla Pontificia Università Lateranense e dall’Università Cattolica di Murcia (Spagna), che ospiterà i lavori dal 12 al 14 dicembre 2018…

il cadavere di un soldato accasciato sul filo spinato

100 anni di guerra

di Stefano Galieni – La cosiddetta Grande Guerra di cui si celebrano i cento anni dalla fine il 4 novembre è davvero mai terminata? Bisognerebbe partire da questa domanda per comprendere il presente e per districarci in un’astratta concezione geopolitica della Storia che dimentica con facilità le proprie radici. Da quel 4 novembre 1918 non mai nata un’era di prosperità e pace. Se il punto di vista rimuove l’eurocentrismo di stampo coloniale di cui in tante/i si è vittime si scopre che il prima e il dopo sono stati soltanto forieri di tragedie annunciate. Il prima con le espansioni coloniali britanniche, francesi, belghe, tedesche, spagnole, portoghesi e poi anche italiane soprattutto verso il continente africano…