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von der Leyen va in Canada

di Roberto
Musacchio

Col tanto atteso discorso sullo stato dell’Unione, modo di fare scimmiottato dagli USA, von der Leyen ci porta in Canada. C’era un tempo in cui l’allargamento era pensato verso la Turchia, in una logica euro asiatica, discutibile ma con elementi di razionalità. Io, ad esempio, ho pensato alla UE non come super Stato ma come modello sociale che praticasse un’altra idea di globalizzazione. Diciamo sull’onda del rapporto Nord-Sud di Brandt.
Ora invece la UE, che von der Leyen vuole forte e potente, si associa col Canada. Che cosa questo significhi in termini di cosa sia la UE è difficile capire. Se non in una logica di Potenza e non certo Federale. In un discorso che rilancia la litania dei soliti nemici (interni ed esterni), la velleità della potenza, l’incursione in Canada e tutti i refrain di armi, IA, autosufficienza, clima (!?) e, naturalmente, valori, che stanno in tutti i discorsi di tutte le Unioni, è difficile trovare qualche spunto riflessivo su cosa succeda veramente, perché e come uscirne. Succede che il Mondo soffre, guerre, genocidi, disastro climatico ormai verso l’estinzione. Che del modello sociale e dei valori europei è rimasto poco, tra privatizzazioni selvagge, partecipazione a guerre, riarmo, doppi standard (compreso il sedicente “scudo democratico”), remigrazioni. Che Maastricht ha favorito l’estrattivismo sociale (lei che è tedesca si dovrebbe guardare i dati delle case pubbliche in Germania precipitate a cifre minime) ma non ha creato “campioni economici” che invece c’erano col pubblico e col modello sociale condivisi. Continuando ad estrarre la ricchezza sociale ora, la borghesia che si è impadronita di quello che fu il compromesso sociale più avanzato, vagheggia di farsi potenza. Col riarmo. Con clausole di “aiuto (anche militare!?)” che scimmiottano la NATO e ignorano l’assenza di una Costituzione europea e l’esistenza di Costituzioni nazionali. E con una sorta di super nazionalismo dell’Europeismo reale. Sempre con l’intergovernativismo e il funzionalismo ancora più assolutizzati usando lo stato d’emergenza. Roba da Ottocento. Neanche uno straccio di riflessione sul bisogno non di sovranismo ma di democrazia che è sempre più grande e irrisolto. La nostra Europa non è questa. Questa è la vostra Europa reale. La nostra, quella di Spinelli, Brandt, Palme, Berlinguer e dei movimenti sociali sarà in piazza il 20 novembre contro la militarizzazione. 

Roberto Musacchio

Testo integrale in italiano

 

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