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Ursula con lo scudo

di Paola
Boffo

di Paola Boffo –

Il laboratorio greco: dai memoranda alla gestione delle frontiere esterne

Si è tenuto il 4 marzo il consiglio straordinario dei ministri dell’interno dell’Unione, allargato ai paesi associati dell’area Schengen, per discutere della situazione ai confini della Grecia.

Nella dichiarazione finale non una parola è stata spesa a proposito dell’emergenza umanitaria, la catastrofe in corso nella Siria nordoccidentale, le condizioni di fragilità e di salute precaria di famiglie, donne e bambini, costretti in aree di confine senza possibilità di ristoro, della necessaria protezione internazionale.

La Grecia si ritrova di nuovo a fare da laboratorio per le politiche dell’unione, e dopo essere stata strangolata dai Memorandum e le politiche di austerità ora è alle prove con la gestione europea integrata delle frontiere “solida ed efficace alle frontiere esterne”.

Il governo greco, da parte sua, ha sospeso le pratiche per il riconoscimento dell’asilo, e l’UNCHR ha ricordato, anche alle istituzioni europee, nel suo comunicato del 2 marzo scorso che “Ogni Stato ha il diritto di esercitare il controllo delle proprie frontiere e di gestire i flussi irregolari di persone, ma, allo stesso tempo, deve evitare di fare uso eccessivo o sproporzionato della forza e assicurare il funzionamento di sistemi che consentano di prendere in carico domande di asilo secondo procedure ordinate.

Né la Convenzione del 1951 sullo status dei rifugiati né il diritto dell’Unione Europea in materia di asilo contemplano alcuna base legale che permetta di poter sospendere la presa in carico delle domande di asilo. A tale riguardo, il Governo greco ha evocato l’art. 78(3) del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Tuttavia, le disposizioni in esso contenute permettono al Consiglio Europeo di adottare misure provvisorie, su proposta della Commissione Europea e in consultazione col Parlamento Europeo, nell’eventualità in cui uno o più Stati membri si trovino a dover far fronte a una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso sul proprio territorio di stranieri cittadini di Paesi terzi, senza però prevedere la possibilità di sospendere il diritto di chiedere asilo e il principio di non-refoulement, entrambi riconosciuti dalle norme internazionali e ribaditi dal diritto dell’UE. Le persone che fanno ingresso irregolarmente sul territorio di uno Stato non devono essere sanzionate se si recano, senza indugiare, presso le autorità per presentare domanda di asilo.”

Ma la dichiarazione finale del Consiglio Affari interni è in piena sintonia con il discorso della Presidente della Commissione, che abbiamo riportato qui, dove Ursula Von der Leyen ha detto, tra l’altro, che ringrazia

“le guardie di frontiera greche. [ndr: quelle che – stando a quanto riportato dal corrispondente di Radio Radicale – avrebbero sparato a un ragazzo siriano mentre tentava di oltrepassare il confine tra Turchia e Grecia, causandone la morte].
Le forze di sicurezza greche, e le guardie costiere” [ndr.: quella stessa guardia costiera che, al largo delle spiagge di Lesbo, ha cercato di far affondare un gommone di profughi, come si vede in un video, che mostra una motovedetta ellenica passare a grande velocità al largo di Kos di fianco a un gommone di migranti, che rischiano di venire sbalzati fuori.].

Ha po aggiunto: “voglio ringraziare i civili [ndr: a terra a Lesbo alcuni abitanti hanno aggredito e colpito giornalisti e esponenti di organizzazioni non governative, arrivati per documentare la tragedia.], la polizia [ndr: quella polizia che sta sparando gas lacrimogeni e granate fumogene su centinaia di persone, tra cui donne e bambini in fuga al confine tra Turchia e Grecia], gli uomini e le donne in servizio militare, e voglio ringraziare Frontex per il loro instancabile sforzo.”

Ha, infine, espresso compassione per i migranti “che sono stati attirati da false promesse in questa situazione disperata”.

Ha affermato che “La nostra prima priorità è garantire che l’ordine venga mantenuto alla frontiera esterna greca, che è anche una frontiera europea”.

E ha lodato la Grecia per fare da scudo all’Europa “(detto anche in greco, nel discorso di Ursula: I thank Greece for being our European ασπίδα [English: shield] in these times).

Dichiarazione sulla situazione alle frontiere esterne dell’UE del Consiglio “Giustizia e affari interni”, 4 marzo 2020

1. I ministri degli Interni dell’UE si sono incontrati oggi, assieme ai ministri dei paesi associati Schengen, in una riunione straordinaria del Consiglio per valutare la situazione alle frontiere esterne dell’UE con la Turchia.

2. In linea con le forti dichiarazioni rilasciate dai quattro presidenti delle istituzioni dell’UE durante la loro recente visita alla frontiera greco-turca, il Consiglio esprime la sua solidarietà alla Grecia, alla Bulgaria e a Cipro e agli altri Stati membri che potrebbero trovarsi in situazione analoga, anche per quanto concerne gli sforzi nella gestione delle frontiere esterne dell’UE. L’UE continuerà inoltre a cooperare da vicino con i partner dei Balcani occidentali nella gestione dei flussi migratori.

3. Sebbene il Consiglio riconosca l’aumento dell’onere migratorio e dei rischi con cui la Turchia deve fare i conti sul proprio territorio, come pure gli ingenti sforzi da essa profusi nell’accogliere 3,7 milioni di migranti e rifugiati, esso respinge fermamente l’uso che la Turchia fa della pressione migratoria per scopi politici. La situazione alle frontiere esterne dell’UE non è accettabile e il Consiglio si aspetta che la Turchia metta in atto in modo integrale le disposizioni della dichiarazione congiunta del 2016 nei confronti di tutti gli Stati membri. La dichiarazione produce risultati concreti, anche attraverso il sostegno ai considerevoli sforzi profusi dalla Turchia nell’accogliere migranti e rifugiati. Sia l’UE che la Turchia possono trarre vantaggi dal proseguimento della cooperazione e dell’impegno.

4. L’UE e i suoi Stati membri restano determinati a proteggere efficacemente le frontiere esterne dell’UE. Gli attraversamenti illegali non saranno tollerati e a tale proposito l’UE e i suoi Stati membri adotteranno tutte le misure necessarie, in conformità del diritto dell’UE e del diritto internazionale. I migranti non dovrebbero essere incoraggiati a mettere a repentaglio la loro vita tentando attraversamenti illegali via terra o via mare. Il Consiglio invita il governo della Turchia e tutti gli attori e le organizzazioni sul campo a trasmettere questo messaggio e a contrastare la diffusione di informazioni false. L’UE continuerà a combattere attivamente il traffico di esseri umani.

5. Tutti gli Stati membri, la Commissione europea e le agenzie dell’UE si tengono pronti a rafforzare il sostegno alle zone sottoposte a pressioni, anche mediante lo schieramento delle squadre Frontex di intervento rapido alle frontiere e con ulteriore assistenza tecnica. Gli Stati membri forniranno rapidamente il sostegno necessario a garantire lo schieramento immediato delle squadre e dei mezzi opportuni. La Commissione svolgerà un ruolo attivo nel coordinare il sostegno fornito dagli Stati membri.

6. Il Consiglio accoglie con favore il sostegno aggiuntivo messo a disposizione dalla Commissione europea per la Grecia, ovvero l’impegno di sbloccare immediatamente 350 milioni di euro nonché la proposta relativa ad altri 350 milioni di euro per sostenere la gestione delle migrazioni e la gestione integrata delle frontiere. Il Consiglio accoglie inoltre con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione per coordinare il rapido inoltro di assistenza attraverso il meccanismo unionale di protezione civile.

7. Il Consiglio “Giustizia e affari interni” si riunirà il 13 marzo per elaborare ulteriormente la risposta dell’UE alle esigenze manifestate dalla Grecia. Il Consiglio e la Commissione continueranno a seguire la situazione e a coordinare l’azione dell’UE, anche grazie ai dispositivi integrati dell’UE per la risposta politica alle crisi e ad altre possibili misure di coordinamento, secondo necessità.

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LAROMACHEVOGLIAMO

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