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ROSSO VERDE non è un ornamento: a proposito di acque e siccità

di Riccardo
Rifici

È proprio vero, “ROSSO VERDE” NON è UN ORNAMENTO. La necessità e l’utilità di coniugare i temi del Rosso e del Verde è sempre più evidente. Le ragioni della crisi ambientale, risiedono nel modello di società costruito dal capitalismo. Le azioni da intraprendere per contrastare la crisi climatica, non possono avere alcuna efficacia senza mettere in discussione l’attuale modello socio-economico. Da questo punto di vista fa un po’ ridere la dichiarazione di Letta che qualifica il PD (uno dei più saldi difensori del “liberismo dal volto umano”, come il più grande partito ambientalista europeo.

Interessante, su questo tema, l’iniziativa presa da Rifondazione Comunista sul tema delle acque de della siccità e del PO. In proposito, rappresentanti regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto del Partito della Rifondazione Comunista, hanno organizzato le seguenti iniziative lungo l’asta del PO.

  • Pian del Re (CN), giovedì 28 luglio, ore 11 – Manifestazione
  • Torino, ponte Gran Madre, giovedì 28 luglio, ore 11.00 – 13.00 – Flashmob
  • Casale Monferrato (AL), piazza Mazzini, giovedì 28 luglio, ore 18.00 – Volantinaggio
  • Bereguardo (PV), mercoledì 27 luglio, ore 11.00 – Conferenza stampa e presidio sulle rive del Ticino
  • Ravenna, mercoledì 27 luglio, dalle 9.00 alle 12.00 – banchetto con volantinaggio al mercato
  • Correggio (RE), mercoledì 27 luglio, dalle 10.00 alle 12.00 – volantinaggio al mercato cittadino
  • Piacenza, mercoledì 27 luglio, dalle 10.00 alle 12.00 – banchetto con volantinaggio al mercato cittadino
  • Cento (FE), giovedì 28 luglio, dalle 10.00 alle 12.00 – volantinaggio al mercato cittadino
  • Occhiobello (RO), frazione S. Maria Maddalena ponte Lago Scuro, sponda polesana, giovedì 28 luglio, ore 11.00 – Flashmob

Gli elementi sottolineati da RC sono una utile fotografia dei motivi della crisi climatica innescata dal Capitalismo predatorio di diritti e territori.

  • 10: i cm che il Po perde ogni settimana.
  • 30: i chilometri di foce del Po interessati ormai dall’avanzata del cuneo salino dal mare.
  • 136: i metri cubi di acqua che la Coca Cola estrae a Nogara ad 1 cent. al mc.
  • 33%: i capoluoghi di provincia in Italia che registrano, a causa della rete, perdite d’acqua superiori al 45%.
  • 6 miliardi: l’investimento annuale necessario, secondo la Società di medicina ambientale, solo per la depurazione.
  • -45%: il crollo delle precipitazioni nel 2022, secondo le elaborazioni di Coldiretti su dati Isac Cnr.
  • 30 metri: l’arretramento medio dei ghiacciai registrato sulle Alpi orientali in questi anni.

Ciò che stupidisce e fa incazzare chi, come il sottoscritto che si è laureato con una tesi di laurea sperimentale su fiume Ticino agli inizi degli anni ’80 e poi ha lavorato per diversi anni nella pubblica amministrazione occupandosi di acque, non sono tanto gli elementi sopra richiamanti, in se stessi, ma è il fatto che, a parte i numeri che sono naturalmente peggiorati, riguardano, grosso modo, gli stessi problemi di cui i tecnici discutevano 40 anni fa!.

Ciò è stato confermato anche da una recentissima intervista televisiva ad un dirigente dell’autorità del Po, che affermava che da molti anni manca una strategia per affrontare questi problemi.

Sul tema delle cose da fare e di come dovrebbero essere gestite è utile leggere un precedente articolo di Transform ( https://transform-italia.it/siccita-clima-governo-del-territorio-e-delle-acque/ ), che racconta un po’ come è andata la stori della politica sulle acque nel nostro Paese.

Ance in questo caso appare evidente che Rosso-Verde non è un ornamento, e che le azioni da intraprendere per affrontare il tema della siccità e delle acque, devono partire dalla messa in discussione del modello liberista imposto anche per la gestione di un “bene comune” come l’acqua!

 

Riccardo Rifici

 

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