articoli, recensioni

Madame Dupont

di Giorgio
Bona

Attesa per questo libro di sicuro valore letterario pubblicato da Arkadia, l’editore sardo che non sbaglia un colpo.

Madame Dupont di Adriana Valenti Sabouret è uno di quei libri da leggere con attenzione. Siamo certi che dopo la lettura ha lasciato qualcosa dentro.

La storia dimenticherebbe presto se non ci fosse la letteratura a prestarle soccorso e intervenire per colmare un vuoto. Un romanzo costruito grazie a una meticolosa ricerca storica che ci accompagna dentro le rivoluzioni che sono passione, riportando alla luce quei personaggi che la storia un po’ troppo frettolosamente tenderebbe a dimenticare.

Adriana Valenti Sabouret è nata a Siracusa e ha scelto di risiedere ad Alghero e vivere a Parigi, dove ha pubblicato numerosi libri di indagine storica che sono il fondamento principale della sua narrativa.

Madame Dupont è un libro che torna indietro nel tempo. Ambientato nella Parigi napoleonica e nella Sardegna tra 700 e 800, racconta gli anni dell’esilio di un patriota della Sarda Rivoluzione, Giovanni Maria Angioy, che dedicò la sua vita e donò i suoi beni materiali con lo scopo di liberare l’isola dal feudalesimo che opprimeva e affamava il popolo sardo durante il regno sabaudo.

Angioy diventò un bandito, un ricercato. Latitante, sempre in fuga, esiliato a Parigi, dove trovò accoglienza e soccorso da una locandiera, appunto Madame Dupont, che si occuperà di lui fino alla morte, avvenuta il 22 febbraio del 1808.

Giunto a Parigi dopo essere passato da Montpellier, Giovanni Maria, chiamato semplicemente Gio Maria, era già malato. Malaria e diabete stavano debilitandolo.

Nonostante le precarie condizioni di salute che peggioravano gradatamente non rinunciò anche in terra straniera ad abbracciare la sua fede libertaria e repubblicana che erano all’origine della rivoluzione francese, in nome dell’indipendenza politica della sua Sardegna oppressa dal dispotismo sabaudo.

Infatti, durante la sua permanenza a Parigi, nonostante le forze venissero meno giorno dopo giorno, elaborò le “Memoires sur la Sardaigne” in cui, dopo aver redatto minuziosamente le risorse economiche dell’isola, sollecitava il sostegno militare della Francia per la sua liberazione, affinchè diventasse una repubblica indipendente.

Come dice Guccini “gli eroi sono tutti giovani e belli” questo libro rende omaggio a un eroe della rivoluzione, un martire in un certo senso giustiziato e torturato in nome della libertà. Ma non bisogna assolutamente lasciare in secondo piano la coprotagonista femminile che dà il titolo al libro, Madame Dupont, piccola grande donna senza la quale Gio Maria sarebbe passato prima a miglior vita. Questa splendida figura lo accudì con grande amore accollandosi le spese mediche oltre a ospitarlo gratuitamente.

Una donna generosa, coraggiosa, che contribuì, nell’ombra, al benessere di un eroe senza chiedere nulla in cambio.

Si capisce che la stesura di questo romanzo ha comportato un certosino lavoro di archivio, di ricerca e di grande passione. L’entusiasmo che l’autrice ha trovato nella scrittura, con riferimenti storici approfonditi, consente ai lettori di conoscere una parentesi di storia che sarebbe ingiustamente dimenticata. Un romanzo opera di un’autrice siciliana e che ha scelto la Sardegna come sua terra e questa terra l’ha adottata come uno dei suoi figli più cari. Un romanzo che rispecchia la tradizione di Sergio Atzeni e mi riferisco a due capolavori della letteratura come Il figlio di Bakunin e Apologo del giudice bandito.

Di libri così c’è sempre bisogno. Tanto per cominciare se una storia non viene raccontata non è mai esistita. E la Sardegna di quel periodo rilancia una stagione di protagonismo sociale che si protrae per quasi due secoli.

Mi sono lasciato trasportare con la giusta passione durante la lettura di questo romanzo, forse in simbiosi con la passione che ha animato l’autrice mentre lo stava scrivendo. Questa storia rappresenta anche il riscatto di una terra, quella sarda, che ha avuto con grande dignità il coraggio di alzare la testa guardando il cielo oltre le nuvole. Contro l’ingiustizia e in difesa della libertà.

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