Le lotte di classe in Francia

di Rosa Rinaldi – “ Le lotte di classe in Francia” questo il titolo del dibattito organizzato da Rifondazione Comunista a Roma il 14 febbraio. Un’assemblea affollata ed attenta curiosa soprattutto di capire l’evoluzione della lotta che dal 5 dicembre 2019 si sta sviluppando in Francia contro la volontà di smantellamento delle protezioni sociali, una lotta che è iniziata contro le leggi che puntano a riformare, naturalmente in peggio il sistema pensionistico francese. Centinaia di migliaia di persone si oppongono alle politiche liberiste di Macron, politiche, che difendono il potere finanziario distruggendo il sistema delle protezioni sociali. Come già accaduto in Italia il tentativo francese è quello di cancellare i corpi sociali intermedi e cancellare ogni principio di solidarietà alla base, per esempio, del sistema pensionistico. Quel che conta, per il presidente Macron, è esclusivamente l’equilibrio finanziario. Lo sciopero riguarda tutti i settori ed è una vera e propria lotta contro la rassegnazione al sistema all’idea che ci fa tutte e tutti più poveri e più soli ovvero che “non c’è niente da fare” questo pensiero che attraversa in Francia molte persone in Italia si è fatto largo da tempo e misuriamo quanto sia nefasto, distrugge la società, la sinistra e l’idea stessa di solidarietà. Per questo la lotta dei francesi ci riguarda, rappresenta una possibilità di rimettere al centro il conflitto e di riattivare le tante energie sopite rassegnate.

Il dibattito, organizzato per incontrare il deputato del Partito Comunista francese Pierre Dharéville, è stato condotto e coordinato da Francesca Fornario che, con vera maestria, metteva in evidenza le similitudini e le differenze tra quel che accade in Francia e quel che non accade da noi, di quale sia il ricatto tra presunti privilegiati come chi ha un contratto a tempo indeterminato, chi ancora riesce ad andare in pensione e i precari che forse in pensione non ci andranno mai.

Roberto Giordano della FIOM-CGIL, ha ricordato la “famosa lettera” inviata dalla Commissione europea al governo italiano, di come si sia deciso di inserire il pareggio di bilancio in Costituzione, una vera e propria aberrazione che rende il principio del pareggio sovra-ordinatorio rispetto ai diritti li previsti.

Piero Bernocchi, del sindacato COBAS, che ha messo in evidenza che se in Francia si sciopera in Italia è praticamente impossibile farlo giacché le regole che sovraintendono allo sciopero sono un vero e proprio capestro. Infatti, da noi non è possibile scioperare per più giorni consecutivi e se non si “rispettano” le regole scattano multe insostenibili sia per i singoli lavoratori che per le stesse organizzazioni sindacali. Insomma sarebbe assai complicato per noi in Italia” fare come in Francia” dove a scioperare, come ci ha raccontato Pierre Dharéville è l’intero sistema pubblico.

Maurizio Acerbo, concludendo il dibattito ha messo in luce il carattere di classe della lotta francese e del progetto di solidarietà che Rifondazione Comunista ha lanciato attraverso la sottoscrizione tra i suoi iscritti e non solo per la CGT, il sindacato francese che insieme ad altri organizza la lotta in Francia . Una sorta di “cassa di resistenza” perché si duri “un giorno in più” di Macron.

Ecco il link per Radio Radicale con la registrazione dell’incontro.


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