Il flusso degli eventi che i notiziari del mattino offrono al risveglio dell’attenzione, le ricerche assonnate per approfondire sui siti, magari con qualche ricerca che trova il quadro che ne fa l’Intelligenza Artificiale. Stamattina il dietrofront dell’UE sullo stop ai motori termici1, il peggioramento del trattamento pensionistico, mentre si regalano fondi all’industria, infine le solite notizie dal fronte del riamo europeo e del conflitto russo-ucraino, nel quale le trattative per un cessato il fuoco non paiono realmente avviate, in attesa di capire se l’uso degli asset finanziari russi verranno usati per finanziare l’Ucraina, Von der Leyen si raccomanda che l’UE sia pronta ad una ‘moderna guerra ibrida’. Non si spegne l’eco della vittoria di un nostalgico di Pinochet nelle elezioni presidenziali in Cile sull’onda di una campagna sul tema della sicurezza e del blocco delle migrazioni.
Le notizie incrociano i temi che stanno trattando i nostri articoli, l’intreccio tra attualità e approfondimenti offerto dai media, varia di giorno in giorno, ma alla fine offre una trama che sul piano globale viene sinteticamente definita come policrisi2, intreccio di diversi processi di crisi, rottura, trasformazione che operano a livello globale, con i caratteri specifici dei singoli paesi e regioni del globo. La questione migrante, la crescita continua delle migrazioni, è il prodotto comune di tutti questi processi, in un quadro di destabilizzazione, di rottura delle dinamiche riproduttive delle società da cui sono costretti a fuggire ondate di persone.
L’andamento demografico riflette necessariamente il mutare delle condizioni e delle prospettive di vita, ne parla Alessandro Scassellati in un articolo sul nesso tra declino demografico e migrazioni in Europa e in Italia, dopo aver delineato la condizione del nostro paese nell’articolo che commentava il rapporto CENSIS di quest’anno. La propensione a mettere su famiglia, a procreare è il prodotto necessario delle condizioni generali di vita, che a sua volta ha effetti di lungo periodo, nel passaggio generazionale, sul futuro delle formazioni sociali. Il cambiamento climatico, prodotto dal riscaldamento globale, che si sviluppa in modo diseguale per intensità e conseguenze tra le diverse regioni del pianeta, non è contrastato efficacemente da accordi globali come, per l’ennesima volta, purtroppo di è verificato alla COP30 di Belém3. Andamento demografico e cambiamento climatico-crisi ecologica, i movimenti migratori sono processi le cui manifestazioni ed effetti si colgono nel breve periodo e preannunciano i loro ulteriori sviluppi nel medio e lungo periodo. Sono manifestazioni del procedere della vita dell’umanità, della specie umana intrecciata ecologicamente con tutte le altre specie, della vita in generale nel contesto dei rapporti sociali di produzione capitalistici. Sotto il cielo dei mercati finanziari, delle ‘bolle’ che si succedono, da ultimo quella delle società che dominano il mercato, le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale, si svolge la vita in tutte le sue declinazioni; vita che in tutte le sue manifestazioni dai processi più intimi della fisiologia cellulare, della manipolazione genetica, sino alla manipolazione/riproduzione/controllo delle relazioni umane e della produzione condivisione della conoscenza con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale è oggi il cuore della estrazione di plusvalore, di moltiplicazione dei valori finanziari e borsistici.
Parliamo di transizione tecnologico-digitale, poiché le tecnologie digitali, da ultimo l’ecosistema dell’intelligenza Artificiale, sono il necessario fattore abilitante per ogni altra filiera tecnologica, in particolare tutto quanto ha a che fare con la vita, dal clima, agli ecosistemi, alle dinamiche delle popolazioni, le dinamiche interne ai singoli orgasmi sino a livello cellulare, dalla genetica della singola cellula a quella delle popolazioni. L’ecosistema tecnologico-digitale fornisce gli strumenti per indagare la complessità del vivente sino ai sistemi sociali, cogliendo la natura ed il livello delle soglie oltre le quali il comportamento dei sistemi cambia, cambia la natura dei sistemi stessi.
La comprensione ed il governo della complessità purtroppo non sono -per dirla semplicemente- al servizio del bene comune, della difesa e valorizzazione dei beni comuni, semmai sono maggiormente utilizzati nella competizione tra i poteri statuali e non che si contendono il dominio sulle risorse globali, sulle filiere di estrazione di valore. Nessun potere è estraneo a questa dinamiche, la diversità delle strategie, vedi la differenza tra Cina e USA -peraltro anche in funzione di contingenze come può essere la presidenza Trump negli USA- non cambia le logiche di fondo, dove i centri di potere economico e politico-militare hanno la necessità primaria di appropriarsi delle risorse necessarie alla propria riproduzione, in un regime di competizione globale; laddove la struttura economica, sociale e politica ha i caratteri del rapporto di produzione di capitale. Le logiche del conflitto sociale, culturale e politico all’interno dei diversi paesi, partono da questa realtà pur dovendosi comunque esprimere in regimi politici parzialmente o totalmente diversi, direi parzialmente, ma questa annotazione richiede uno sforzo di analisi non da poco.
Il caso della Cina è particolarmente emblematico nel suo procedere, da quando il suo decollo, il diventare potenza globale è passato attraverso l’essere la fabbrica del mondo; al proprio interno il processo di industrializzazione e conquista di un primato tecnologico complessivo, ha sconvolto la composizione sociale, territoriale demografica con un straordinario processo di urbanizzazione, dislocazione delle popolazione non solo sul piano territoriale ma anche del profilo, lavorativo e sociale, con la necessità di tenere sotto controllo la crescita demografica. L’esito del controllo demografico, la politica del figlio unico, ha prodotto un eccessivo invecchiamento della popolazione a cui ora deve porsi rimedio; a dimostrazione del fatto che della complessità dei processi demografici, della profondità a cui operano i processi riproduttivi della loro interrelazione con tutti gli altri processi e piani di trasformazione delle società. Oggi si parla di una bilancia commerciale in attivo nei primi undici mesi dell’anno per un trilione, mille miliardi di dollari; nel quadro della guerra dei dazi attivata dall’amministrazione Trump, gli USA comunque hanno dovuto addivenire a più miti consigli.
I mercati monetari e finanziari globali sono un terreno di scontro e confronto primario per la modifica dei rapporti di forza a livello globale. La sostituzione del dollaro come moneta utilizzata negli scambi internazionali procede molto lentamente, benché con alcuni passaggi significativi; viene da chiedersi se una possibile crisi finanziaria, come potrebbe essere lo scoppio della bolla dei valori borsistici delle Big Tech dell’intelligenza Artificiale, possa essere un punto di svolta in questa competizione per la sostituzione della divisa dominante gli scambi. La realtà che sta dietro l’esplosione della quotazione borsistica di una società come Nvidia, che in alcuni momenti ha superato i 5.000 miliardi di dollari, è quella del ruolo preponderante dei grandi fondi finanziari4 le cui partecipazioni si estendono a tutte le maggiori società che dominano i propri settori di attività a livello mondiale. Ricordiamo, restando sull’argomento, come Nvidia a sua volta finanzi le società che comprano le proprie schede usate nei data center, una circolarità che non depone a favore della stabilità del sistema tecnologico complessivo dell’I.A.
Facendo una connessione tra la crescita del consenso per le politiche di contenimento delle migrazioni e la diffusione pervasiva dell’I.A. in tutti i settori, ciò che sta avvenendo sul piano dell’occupazione è che le applicazioni dell’I.A. vanno a sostituire innanzitutto i livelli di ingresso nelle organizzazioni aziendali e nelle professioni, i cosiddetti junior ai quali sono ovviamente affidati compiti meno complessi nel reperimento, organizzazione e trattamento dell’informazione. Le conseguenze come si può intuire si rivelano man mano sempre più rilevanti e drammatiche. L’amministrazione Trump mentre scatena i mercenari dell’ICE contro i migranti, irregolari e non, contemporaneamente toglie ogni vincolo all’azione delle Big Tech dell’Intelligenza Artificiale. Contemporaneamente la stessa amministrazione riduce drasticamente gli aiuti umanitari, gli aiuti allo sviluppo, chiude le sedi le sedi dell’USAID strumento che storicamente univa aiuto alle popolazioni e penetrazione dell’influenza Usa nei paesi in cui agiva. In questo gli USA sono seguiti da molti altri paesi5. La conseguenza di questa riduzione drastica degli aiuti la messa in crisi delle condizioni di vita sino alla possibilità di sopravvivenza di intere comunità, con l’ulteriore effetto di incrementare la migrazione.
“Il divario tra bisogni umanitari globali e i fondi disponibili si stava già allargando nel gennaio 2025, quando gli Stati Uniti, il più grande donatore al mondo, hanno improvvisamente sospeso il loro aiuto estero. Nell’anno precedente, il mondo aveva soddisfatto la metà (50,6 percento) dei requisiti identificati dalle Nazioni Unite nei loro appelli umanitari coordinati, lasciando un deficit di 24,4 miliardi di dollari—uno dei più grandi mai registrati. La successiva decisione dell’amministrazione USA Donald Trump di tagliare drasticamente i contributi statunitensi all’assistenza salvavita ha trasformato questa crisi umanitaria di bilancio in una vera e propria emergenza, i cui costi saranno a carico dei più vulnerabili del mondo. (…)
La portata del bisogno umanitario globale è impressionante. Nel 2024, quasi 300 milioni di persone hanno bisogno di aiuti e protezione per la propria sopravvivenza. Le Nazioni Unite, che rimangono il fulcro della cooperazione multilaterale per la fornitura di assistenza salvavita, hanno dato priorità ai bisogni di 198 milioni di questi. Eppure, alla fine del 2024, gli aiuti internazionali raggiungevano solo circa 115,7 milioni di persone, abbandonando almeno 82 milioni delle persone più disperate del mondo. Numeri così grandi sono intrinsecamente astratti e il loro significato può essere difficile da comprendere. (…) Ora immagina che quei 300 milioni di persone formano una nazione. Sarebbe la quarta nazione più popolosa al mondo, dietro agli Stati Uniti e appena davanti all’Indonesia. (…)
Anche l’infrastruttura istituzionale dell’azione umanitaria statunitense è stata gravemente compromessa, e in molti casi distrutta. Con l’83 percento dei programmi USAID chiuso e l’assistenza estera drasticamente ridotta”6.
“I tagli ai finanziamenti degli aiuti statunitensi hanno portato direttamente alla chiusura di oltre 1.000 cliniche di pianificazione familiare, rivelano nuove cifre condivise con il Guardian. Milioni di persone sono rimaste senza accesso a contraccettivi o cure, comprese quelle che hanno subito aggressioni sessuali, come parte di un ‘cambiamento radicale verso ideologie conservatrici che bloccano deliberatamente i diritti umani’, secondo la Federazione Internazionale per la Pianificazione Familiare (IPPF). Un sondaggio tra le associazioni membri ha rilevato che circa 1.394 punti di erogazione dei servizi, o cliniche, sono stati chiusi, inclusi 1.175 in Africa, e che 34 hanno licenziato personale a causa dei tagli dell’amministrazione Trump, per almeno 969 perdite di posti di lavoro”7.
Per capire la logica che guida l’azione dell’amministrazione Trump in questi campi possiamo riprendere le dichiarazioni del segretario di stato Marco Rubio.
“Dopo una revisione di 6 settimane, annulleremo ufficialmente l’83% dei programmi dell’USAID. I 5.200 contratti ora annullati hanno comportato la spesa di decine di miliardi di dollari in modi che non servivano (e in alcuni casi addirittura danneggiavano) gli interessi nazionali fondamentali degli Stati Uniti. In consultazione con il Congresso, intendiamo che il restante 18% dei programmi che stiamo mantenendo (circa 1000) venga ora amministrato in modo più efficace dal Dipartimento di Stato. Grazie a DOGE e al nostro instancabile staff che ha lavorato moltissime ore per realizzare questa riforma attesa da tempo e storica”8.
Potremmo dire, dopo questo breve excursus, che quegli aiuti sono comunque gocce nel mare, che si accompagnano ad un’azione complessiva di instaurazione di una egemonia, di una logica imperialista. In realtà come per molte altre scelte e comportamenti, si afferma la gerarchizzazione delle popolazioni, delle regioni del globo delle etnie, una scala che differenzia il diritto alla vita, a costruire un presente dignitoso ed il proprio futuro. La guerra ai migranti, alle popolazioni ed ai paesi da cui originano, conquista consenso in popolazioni a cui non è a loro volta offerta la garanzia di un proprio futuro, il potere di decidere e costruire il proprio futuro, nell’incertezza massima del presente. Una richiesta d’ordine proiettata fuori il contesto che genera violenza, precarietà, diseguaglianza e disordine e esistenziale, di cui non si sa riconoscere l’origine.
Dobbiamo tornare alle conferenze sul clima, all’inadeguatezza delle azioni concrete e prescritte, in assenza dello stanziamento di fondi che anno dopo anno aumentano vertiginosamente, necessari per contrastare il riscaldamento globale e mitigarne gli effetti soprattutto verso quelle popolazioni e paesi che con minor responsabilità ne patiscono maggiormente le conseguenze. Nell’orizzonte globale della crisi climatica, che si manifesta quotidianamente in tutta la sua drammaticità, nell’indifferenza reciproca, nell’insufficienza della cooperazione, troviamo la manifestazione di quella incapacità di identificarsi nel futuro, nel diritto alla vita di ogni popolazione, di ogni essere umano. Incapacità di cogliere la crisi drammatica dei meccanismi riproduttivi, della vita complessivamente intesa sulla superficie del nostro pianeta, quella vita, quell’intreccio inestricabile di forme di vita di cui facciamo parte, intenti come siamo a tagliare il ramo su cui siamo seduti, a cui siamo appesi, di cui ci nutriamo.
Non si tratta allora semplicemente, si fa per dire, di contrappore la solidarietà all’odio, la cooperazione alla discriminazione, alla guerra di tutti contro tutti, a quella perdita della propria individualità e personalità, proprio quando la si vuole affermare contro l’altro invece di riconoscersi nell’altro, come troppe volte stato detto, diventando individui-massa, masse di individui manipolabili e manipolati che hanno perso ogni autonomia, nel riconoscersi reciprocamente, nel riconoscere e comprendere il contesto in cui si svolgono le proprie vita. Certo da quello si parte, ma si tratta di riconoscere e riconoscersi nella complessità della vita a tutti i livelli, dalla nuda vita alla ricchezza delle relazioni possibili, delle interazioni possibili con i mondi della vita, per questo rotture rivoluzionarie sono necessarie con e forme alienate di convivenza, con la logica pervasiva della guerra che si va affermando. Certo non una definitiva e risolutiva rottura rivoluzionaria, ma una successione, un reticolo di rotture/trasformazioni. Il muoversi, manifestarsi, esprimersi in tanti, come marea è necessario, deve ripetersi, ma deve incarnarsi. Almeno questa è la speranza da coltivare più che un dover essere proclamato da non si sa quale autorità o posizione autorevole.
Convergiamo coltivando, praticando e costruendo la speranza.
Intanto buone feste, se si può.
Roberto Rosso
- Vedi https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/16/stop-motori-termici-ue-dietrofront-emissioni-notizie/8230212/.[↩]
- https://transform-italia.it/policrisi-un-concetto-utile-a-descrivere-e-attraversare-la-complessita-del-presente/.[↩]
- https://transform-italia.it/la-cop30-dal-fallimento-la-necessita-della-rivolta/ https://transform-italia.it/crisi-climatica-da-belem-a-teheran/.[↩]
- https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/NVIDIA-CORPORATION-57355629/azienda/ https://it.investing.com/equities/nvidia-corp-ownership.[↩]
- https://carnegieendowment.org/research/2025/12/the-painful-seismic-shift-in-humanitarian-aidand-whats-next?lang=en https://www.unocha.org/publications/report/world/global-humanitarian-overview-2024-enarfres https://humanitarianaction.info/ https://www.ohchr.org/en/stories/2025/09/report-foreign-aid-cuts-threaten-global-human-rights-ecosystem.[↩]
- https://carnegieendowment.org/research/2025/12/the-painful-seismic-shift-in-humanitarian-aidand-whats-next?lang=en.[↩]
- https://www.theguardian.com/global-development/2025/dec/16/figures-us-funding-cuts-family-planning-clinics-shut-anti-rights.[↩]
- https://x.com/marcorubio/status/1899021361797816325?s=20.[↩]