Il congresso della Sinistra Europea

Il sole caldo e la lunga spiaggia di Benalmedena, a pochi km da Malaga, hanno accolto i delegati all’ultimo congresso del Partito della Sinistra Europea.

Un congresso non facile per una sinistra indebolita nelle scorse elezioni europee e iniziato all’indomani della sconfitta Labourista in Gran Bretagna.

L’intervento del presidente uscente Gregor Gysi ha delineato lo scenario in cui ci troviamo, le dinamiche internazionali e quelle europee con cui la sinistra deve confrontarsi, così come la necessità di unità per far sentire vera una alternativa di sinistra.

Molti gli interventi di ospiti stranieri. Dall’America Latina, Cile, Uruguay, Argentina, Cuba, Brasile, Venezuela hanno delineato un quadro con luci ed ombre, in cui la crescente destra fascista e razzista trova risposta nelle grandi mobilitazioni e nella difesa delle esperienze di Cuba e Venezuela.

Dall’Africa interna gli interventi di compagni e compagne come quello del Senegal, ci ha raccontato di un colonialismo mai veramente finito e dai paesi che si affacciano sul mediterraneo come Tunisia e Egitto, abbiamo sentito le evoluzioni delle rivoluzioni delle primavere arabe e come oggi si lotti ancora per maggiore democrazia e diritti.

Gli interventi dei delegati hanno contribuito a definire un quadro a livello europeo a partire dalle condizioni specifiche di ogni paese. Un quadro articolato che passa dalla difficile situazione in Italia e nei paesi dell’est a quella più promettente della Spagna di Unidas Podemos, o delle mobilitazioni francesi. Una situazione in movimento che ha pochi punti fissi, solo una lunga stagione fredda da attraversare.

In questo senso questo congresso ha preso atto di uno stato di difficoltà generale delle sinistre in Europa e ha “messo in sicurezza” l’esperienza del Partito europeo, con la consapevolezza della necessità di un lavoro per allargare e approfondire quel lavoro di coordinamento e di mobilitazione a livello continentale.

Pure nelle difficoltà in cui si trova la sinistra in Europa il partito della Sinistra Europea resta un punto di riferimento per costruzione di una forza che raccolga le differenti tendenze politiche, le diverse storie e le diverse culture su cui si fondano le diverse sinistre europee.

Di fronte c’è l’agenda della commissione europea, una agenda su cui è facile pensare che troveranno un accordo sia le elite finanziarie sia le destre. Per avere una risposta adeguata serve una sinistra capace di unire e presentarsi come attore politico su scala europea.

Il compito che il gruppo dirigente della sinistra europea ha davanti è quello di far sentire utile una dimensione europea anche per i singoli soggetti nazionali.

Un compito non facile per i partiti ancora gelosi del proprio spazio e incapaci di “guardare oltre”, non facile ma indispensabile senza cui sarebbe difficile immaginare un futuro per il partito europeo e alla fine anche a la capacità di incidere a livello nazionale.

Auguri quindi di un buon lavoro, al nuovo presidente eletto Heinz Bierbaum della linke tedesca, ai vice presidenti: Maite mola di Izquerda Unida, Anna Mikkola della Finlandese Left Alliance, Pierre Laurent del PCF francese, Natassa Theodorakopoulou della Syriza in Grecia, Margarita Mileva della Bulgarian Left, Bulgaria ed infine permettetemi di fare un augurio particolare a Paolo Ferrero, riconfermato tra i vice presidenti a cui va il nostro ringraziamento (anticipato) per l’impegno che sono sicuro ci metterà per far crescere anche in Italia la dimensione e il ruolo del Partito della Sinistra Europea.

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