Verso una conferenza dei cittadini sul futuro dell’Europa?

di Francis Wurtz

La nuova presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, sa che la sua istituzione e l’Unione Europea in generale hanno molta strada da fare per cercare di riconquistare la fiducia di milioni di cittadine e cittadini. La Commissione cerca pertanto di dare un’immagine più allettante dell’ue rispetto a quella delle ” direttive ” Austeritarie e delle ” raccomandazioni ” Vincolanti. Così ha appena proposto ai 27 governi degli stati membri di riflettere su un salario minimo europeo; di scegliere come “priorità” del suo quinquennio la lotta per il clima o ancora di riprendere l’idea (lanciata l’ Anno scorso da Emmanuel Macron) di una “Conferenza sul futuro dell’Europa”. fermiamo su quest’ultimo suggerimento, immediatamente sostenuto dal Parlamento europeo.

Di cosa si tratta? Nessuno sarà sorpreso di sapere che non ci si appresta a riprendere, per l’occasione, la proposta avanzata dal pcf dal 2012: cioè degli “Stati generali della Rifondazione Dell’Unione Europea” aperti alle organizzazioni sindacali, alle organizzazioni sindacali, alle Movimenti associativi, alle reti cittadini in tutta l’Ue per determinare con chiarezza, oltre le loro differenze, cosa, a loro parere, non può più durare e concordare sui quattro o cinque cambiamenti significativi che, secondo loro, Qualunque costo, intervenire, in particolare sul piano sociale e ambientale come dal punto di vista della democrazia e della sovranità popolare! Non siamo arrivati a Bruxelles… per tanto si noterà che questa ” Conferenza europea ” dovrebbe essere preparata da ” Agoras cittadine ” in ciascuno dei nostri paesi, tutto il processo che dovrà iniziare a maggio prossimo e durare due anni , che potrebbe permettere di andare in fondo alle cose. Inoltre, all’inizio si trattava di dibattiti “senza tabù” che potessero mettere in discussione i sacrosanti trattati europei e prendere in considerazione la loro rinegoziazione. Molto bene.

Alcuni “dettagli” seminano, tuttavia, il dubbio sulla reale portata dell’iniziativa. In primo luogo, poiché il caso fa bene le cose, il calendario è così fatto che la conferenza si concluderà nel primo semestre del 2022, vale a dire durante la presidenza francese dell’Ue e durante… la campagna per le elezioni presidenziali. Coincidenza aggiuntiva: è un eminente membro del gruppo “Macronien” dell’assemblea di Strasburgo-il molto liberale (e federalista) Guy Verhofstadt-che è presentato come presidente della conferenza in questione. Infine, nell’ultima comunicazione della commissione sull’argomento (22/1/2020), l’esecutivo europeo si impegna, certo a “dare seguito alle conclusioni che saranno tratte” (da chi?) della conferenza, ma non si parla più di rinegoziazione dei trattati, e molti dei temi che dovranno essere oggetto dei prossimi dibattiti -” promozione dei nostri valori europei -” ” consolidamento delle fondamenti democratici dell’Ue “…- Sono più della tradizionale autosoddisfazione dei responsabili europei che dall’indispensabile spirito critico – senza il quale questa conferenza perderebbe ogni interesse. Ne sapremo di più presto.

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Lettera aperta all’Assessore
San Michele e la Bestia

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