editoriali

Un triste Natale

di Roberto
Musacchio

Capita che uno come me, ateo e comunista, trovi conforto nelle parole di un Papa che considera assurdo parlare di pace riarmandosi e grande tristezza in quelle di un Presidente per cui il riarmo è indispensabile.
Non è un bel Natale e non si può aspettare il nuovo anno con grandi speranze. Troppi morti ammazzati, a Gaza, Ucraini e Russi, in Sudan. Sono centinaia di migliaia, un’ecatombe. Neanche il tempo di uscire dall’incubo, dalla malattia, dalla morte e dalla reclusione della pandemia e lo scannatoio ha ricoperto il mondo di sangue. Io che ho dedicato la vita alla politica continuerò a cercare in essa ciò che può aiutare. Certo è che il dubbio ti assale e pensi che solo un dio ci salverà, ma io non credo ci sia. E allora vediamola, la politica.
Meloni “canta vittoria” dopo il Consiglio Europeo. L’escalation dell’uso dei fondi russi non è passata (la finanza è la finanza ed è tabù). E neanche il Mercosur. Siccome stiamo parlando di cose serie, la guerra e le politiche commerciali agricole, bisognerebbe affrontarle con serietà e non ai livelli da fb cui è ridotta la politica italiana. Ci troviamo oggi con 90 miliardi di debito comune in più (facile immaginare chi paga e fa rabbia pensare a come molto molto meno sarebbe bastato alla Grecia di Tsipras per non finire strangolata) e col riarmo come unica strategia politica e industriale. E tra dazi, protezionismo e liberoscambismo. Con agricoltura e industria in crisi. Con le pensioni sotto attacco definitivo. I salari a picco. Il welfare che transita nel warfare. La Germania riarmata e con la leva volontaria ma forse obbligatoria capofila della UE potenza dell’Europa Reale e i pesci piloti Baltici. Posso dire che qualunque politico italiano della prima Repubblica sarebbe schifato e terrorizzato? Togliatti, Moro, financo Andreotti e Craxi (forse unica eccezione La Malfa) mai avrebbero consentito uno scempio del genere. E certo Brandt o Palme volevano tutt’altro. L’Europa a cui hanno lavorato, nonostante le divisioni del Mondo, era comunque dall’Atlantico agli Urali. Larga per politica e non per cattiva geopolitica o sussunzione. La Conferenza di Helsinki di 50 anni fa era un modello. Europa a 47, con politiche attive e cooperanti su tutte le frontiere, dall’Urss, ai Balcani, al Mediterraneo. Esistono ancora strutture dell’Osce che potrebbero essere operative. Invece si è preferito costruire l’allargamento a rimorchio della Nato e dei neocon USA. Una simil potenza ademocratica. Affidata al più stupido dei patti, quello di stabilità secondo le parole di Prodi, ad un Trattato di Maastricht più scioccamente ideologico dei piani quinquiennali. Al funzionalismo e all’intergovernativismo che magari andavano bene per la Ceca ma non per la UE. E infatti passiamo dall’acciaio pubblico per ricostruire ciò che la guerra mondiale aveva distrutto a quello privato per fabbricare le armi per la prossima. Sempre più in balia delle destre transatlantiche, come nella profezia di Enrico Berlinguer consegnata ad una intervista a Critica Marxista nel 1984.Risultato al bar Facebook,  Meloni dice che ha vinto e il Pd è riuscito in questi 30 anni a non ereditare nessuna lezione di politica estera dal Pci e dalla DC di cui dice di essere la continuità. C’è più politica e capacità nei movimenti pacifisti che in questa politica mal ridotta. Ed è già qualcosa.
L’assemblea nazionale di Stoprearm è stata molto partecipata, preparata e propositiva. Memoria, consapevolezza, competenza. Contribuisce in modo importante al prossimo appuntamento di convergenza allargata, quella contro tutti i Re (e le Regine) e le loro guerre che ci sarà a Bologna presso il TPO il 24 e 25 gennaio del nuovo anno. Vorrei, per mio conto ma penso al nostro lavoro collettivo di Transform, contribuire in particolare a capire per quale strada si può provare a liberare l’Altra Europa. Difficile perché si è consolidata una Europa Reale che da 34 anni “accetta” di vivere senza Costituzione, retta da un Trattato, Maastricht, iper ideologico e ordoliberale. È impressionante come l’ABC che fu pure dei liberali, la sovranità popolare costituzionale, sia svanito dentro questa costruzione che ora vorrebbe che a funzionalismo e intergovernativismo si abbinasse il voto a maggioranza. Come se le decisioni che premono all’accordo tra élites e nazionalisti ormai in atto da tempo non fossero già prese senza colpo ferire, dalla austerità al riarmo, a differenza di quelle per cui premono anche grandi masse, dalla difesa delle pensioni al sostegno alla Palestina. Come si costruisce una Europa democratica è questione necessaria ma assai difficile. E chiede di diradare questa cappa asfissiante che rende triste questo Natale.
Che è anche un Natale povero.
La fonte è Eurostat, dunque Europea. Ne emerge che Grecia e Italia sono gli unici due Paesi in cui il reddito disponibile alle famiglie è inferiore a quello di 20 anni fa. E europeo è il ragionamento che propongo di fare. Mi pare evidente che siamo davanti ad un dato strutturale. Non c’è un processo di armonizzazione grazie a politiche economiche e sociali. Alcuni Paesi subiscono di più i contraccolpi di questa mancanza. E di politiche sciagurate come l’austerity. Per l’Italia credo si possa dire che la connessione tra Maastricht, privatizzazioni, integrazione passiva con perdita sia di margini industriali che salariali, politiche concertativi fondate su una idea lamalfiana della politica dei redditi assunta con Maastricht sia stata disastrosa. Non mi pare che si possa né prendersela in particolare con qualche governo visto che hanno governato tutti compresi I “campioni” Ciampi, Monti e Draghi. Né che siano mancate le “modernizzazione” proposte da “lorsignori” visto che per privatizzazioni e flessibilizzazione del lavoro e tagli alle pensioni abbiamo fatto il record. A questo dato in tabella potrei aggiungere oltre alla perdita massiccia di settori industriali quello di 3,5 milioni di giovani under 35 anni andati via negli stessi 20 anni.
Il PCI era stato molto attento a governare l’integrazione europea. Gli europeisti sociali hanno sempre contestato Maastricht e chiesto una Europa costituzionale e sociale. Lo scioglimento del PCI e la subalternità dei presunti eredi al lamalfismo di Maastricht ha creato danni gravissimi a noi e tolto alla Europa quel contributo che sarebbe stato indispensabile a non fare tanti disastri.
Auguri a tutte e tutti noi, ne abbiamo bisogno. 

Roberto Musacchio

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1 Commento. Nuovo commento

  • Purtroppo ho dovuto ammirare Trump per l’attacco alla Nigeria, dove da tanti anni i terroristi massacrano i cristiani, era ora! Il papa invece non ha speso nemmeno una parola per condannare questo genocidio,eppure si tratta di cristiani. Grazie Trump!

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