Sabato 11 aprile, in mattinata, si è svolto a Roma un piccolo presidio del movimento “Donna, vita, libertà” a cui hanno partecipato esponenti della diaspora iraniana. Quello che proponiamo a seguire è il testo dell’intervento della compagna Neguin Bank.
Compagne e compagni, siamo in questa piazza per un atto di rottura necessario. Siamo qui per urlare un triplice no che non accetta compromessi:
- no al regime fascista della Repubblica Islamica!
- no a tutte le esecuzioni capitali — dall’Iran alla Palestina!
- no a tutte le guerre imperialiste!
Siamo qui per denunciare il regime di Teheran per quello che è: una dittatura capitalista, patriarcale e oppressiva. Da 47 anni questo regime combatte una guerra feroce su due fronti: da una parte reprime le donne e i giovani che chiedono solo dignità e libertà; dall’altra alterna cinicamente una guerra di potere a negoziati sulla pelle dei popoli con America e Israele.
Mentre il mondo intero ha gli occhi fissi sulle bombe che USA e Israele sganciano sull’Iran, il regime ne approfitta per compiere il suo lavoro più sporco. In soli venti giorni, protetto dal fumo delle bombe e dal blackout digitale, il regime ha impiccato 14 prigionieri politici!
Hanno spento internet per uccidere nel silenzio. Questa è la prova definitiva: il regime non difende il popolo dall’aggressione imperialista, difende solo il proprio potere insanguinato! Usano la minaccia straniera come uno scudo per continuare a massacrare il popolo.
Dobbiamo restare lucidi. Non cadremo mai nella trappola logica secondo cui “il nemico del mio nemico è mio amico”. Tutti i nostri oppressori — a Teheran, Washington o Tel Aviv — usano la propaganda per manipolare la nostra sofferenza.
Israele e Trump hanno usato il dolore degli iraniani per legittimare la loro guerra sio-imperialista. Ci hanno mentito dicendo che le bombe ci avrebbero “liberati”. Ma dopo aver colpito scuole e università, hanno rivelato il loro vero volto: l’intenzione di eliminare un’intera civiltà, esattamente come in Palestina e in Libano!
Come può uno Stato genocida essere un “liberatore”? È una menzogna! Ed è un inganno credere che il regime che impicca i nostri giovani stia facendo una guerra “anti-imperialista”. Entrambi usano i nostri corpi come una leva negoziale per spartirsi i profitti di petrolio, gas e rotte commerciali. Sono tutti criminali!
Oggi gridiamo con forza: no alle esecuzioni dall’Iran alla Palestina!
Il regime iraniano e lo Stato d’Israele si somigliano in modo mostruoso. Entrambi usano la pena di morte per annientare chi resiste. Il mondo deve fermare Israele! Deve fermare Trump! Il genocidio in Libano deve essere fermato ora!
E i nostri governi in Europa? Tacciono. Sono complici. Si preoccupano dello Stretto di Hormuz e dei mercati, mentre vendono armi e concedono basi aeree per bombardare i nostri bambini. Chi tace è complice!
Non facciamo più affidamento sui governi dei mercanti di morte. La nostra forza è solo nella lotta globale, nell’internazionalismo dal basso.
Uniamoci oltre ogni confine, perché ricordiamocelo bene: Non c’è altra guerra se non la guerra di classe!
Rifiutiamo i loro schieramenti, costruiamo il nostro!
- No alle esecuzioni!
- Palestina libera!
- Libano libero!
- Iran libero!
- DONNA, VITA, LIBERTÀ!
- JIN, JIYAN, AZADI!
