Alle origini le Feriae Augusti erano una celebrazione che si teneva il primo del mese di agosto. Voluta dall’imperatore Augusto a celebrare le sue conquiste e poi adattata a festa concessa per il riposo dopo le fatiche agricole e accompagnata da doni dei proprietari terrieri. L’avvento del cattolicesimo sposta la data al 15 del mese associandola alla Assunzione di Maria. Il fascismo ne farà gita fuoriporta per I lavoratori gratificati da mance padronali.
Questo ferragosto sarà segnato dall’incontro tra Trump e Putin in Alaska. Mentre noi tutti saremo a tavola con amici e parenti, come nei film dedicati al popolo che sopravvive, a Gaza si morirà come in ogni altro giorno. E così moriranno ucraini e russi al fronte. Saranno i giorni di estate ma si fa fatica a vedere un qualcosa di altro e diverso dal risiko dei dominanti. Certo le mobilitazioni per Gaza vanno avanti. Ma che ci sia in campo una proposta diversa e forte è difficile vederlo. Speranze si, temo mal riposte. Si fa fatica anche a capire figuriamoci a prevedere o ancor meno ad agire.
Prendi la UE. Sono in tanti a dire che non conta niente. Ma i dubbi sono d’obbligo. Anche perché o la UE è quella che fa ciò che gli USA ordinano, e allora non si capisce perché si continua a mettere di traverso, oppure gioca una partita in proprio. Con quali forze e quali ragioni è un altro paio di maniche.
Certo ci si può, e ci si deve, sdegnare perché e la UE e la Gran Bretagna che difendono diritto internazionale e inviolabilità dei confini tutto fanno meno che pretendere che Israele torni in quelli del 1967 come richiesto da sempre dall’ONU. E che si ricostruisca la Jugoslavia. Ma lo sdegno non basta.
So che non vale e non conta ma non riesco a stare a guardare al vertice di ferragosto e a non pensare a cosa farei se potessi qualcosa. Di certo provo un senso di oppressione a stare a guardare il muoversi dei dominanti. Trump, Putin, la UE. Guerra Ucraina e genocidio a Gaza così sono un grande risiko giocato con persone in carne ed ossa che muoiono in numeri spaventosi. Una grande spartizione? Una presunta difesa di principi che tutti sanno essere diversi oggi a Kiev e a Gaza e Tel Aviv, ieri in Jugoslavia o in Iraq, Afghanistan, Libia?
Francamente non faccio il tifo per nessun portatore di morte. Francamente non so se la UE è vassalla o impero a se stante. O meglio, ho le mie idee che esprimo spesso.
Ma il mio pranzo di ferragosto di pace prevederebbe questi piatti.
Basta morti. Cessare il fuoco, la vendita e la produzione di armi.
Una conferenza per la sicurezza, la convivenza e la democrazia globale chiamata dall’ONU. All’odg la cooperazione su clima e economia. Lo scioglimento dei blocchi militari. Una riforma dell’ONU fondata su una Costituzione mondiale e parlamenti continentali.
In Europa si fa una cosa analoga. Proporrei di aprire questa conferenza europea leggendo l’intervento con cui Gorbaciov proponeva la casa comune europea. Fare una sessione di lavoro sui 50 anni da Helsinki. Elencare tutti i conflitti sociali ed etnici causati dai 35 anni di folle gestione del dopo 89. Lavorare ad una Costituzione per una Europa dall’Atlantico agli Urali.
Roberto Musacchio

4 Commenti. Nuovo commento
Mi sembrano proposte condivisibili e neanche tanto utopistiche
Purtroppo, sogni di mezza estate..
Caro Battista, infatti poi tocca alla politica. Un abbraccio
Per Patrizia, in effetti un po’ di concretezza c’è. Grazie dell’attenzione