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The killers of the flower moon

di Marcello
Pesarini

Stavo rivedendo “The killers of the flower moon”, film del 2023 inseribile nei documentari-film sulla seconda conquista del West, dopo la prima guerra mondiale. Il tema era quello dello sfruttamento da parte dei bianchi dei nativi amerindi Osage trovatisi improvvisamente ricchi per avere scoperto sul loro territorio una quantità altissima di giacimenti di petroli.
Di fronte all’oro nero gli Osage, considerati dal Potere “inadatti” ad amministrare la ricchezza rispetto ai bianchi avevano accettato di dividerla con i conquistatori.
Dopo un’esplosione euforica di matrimoni misti, di strane morti per malattie del sangue e suicidi sospetti, attraverso sofferenze e comportamenti ignobili dei bianchi che avevano sposato le proprietarie di terreni, e si preparavano a riprenderli, la pellicola arriva agli anni 50 nei quali parziale giustizia viene resa agli amerindi, e alcuni di coloro che paternalisticamente si erano spacciati per loro protettori, vengono condannati a pene che hanno solo in parte scontato.
Il tema delle fonti di energia fossile e di quelle rinnovabili è una delle tante diatribe che, partendo da basi inconfutabili,  approdano a una discussione falsata, proprio come quella rispolverata nelle ultime settimane a proposito del“woke” , che si parli di diritti civili, dell’uso del politically correct e dell’effettiva presa di coscienza generale.
Mi sembra molto più adeguato affermare che, in Italia, il partito che viene a maggioranza indicato come il principale del centrosinistra, il PD, ha fatto sue o ascoltato le campagne legate al diritto alla cittadinanza delle seconde generazioni di immigrati, ed in parte anche all’accoglienza degli stessi migranti, dei diritti LGBTQ+, e molto meno della pubblica istruzione e della sanità pubblica, ancora meno del modello di sviluppo economico, dei salari, del diritto all’abitazione, dell’ambiente.
Lo stesso discorso dobbiamo fare per la politica estera, per la Pace, anche se sono arrivate alcune piccole correzioni che rischiano di essere rimangiate per equilibri interni.
Sono quasi tutti i partiti del centrosinistra che avendo abbracciato il liberismo senza neanche porsi il problema di mitigarlo, non sono credibili e neanche efficaci nel sostenere solo in parte i diritti civili senza supportarli con la lotta di classe, che è possibile solo se si combatte per la pace, tanto per citare Enrico Berlinguer.
Negli altri partiti di centrosinistra e sinistra non assistiamo a questi due pesi e due misure, o dicotomia, ed in parte anche nella CGIL. Il loro peso resta relativo e legato anche alla costruzione di un’alleanza non prorogabile per cacciare le destre che stanno aumentando di arroganza sia in Italia che all’estero, proprio perché vedono gran parte del paese sostenere altre necessità e portare altre proposte, prive però di un fronte ancora compiuto a cui affidarle.
Vorrei affrontare ora il punto che rende un’altra politica economica ed energetica difficile da affrontare per chi vuole veramente cambiare.
Pochissimi giorni fa, in occasione del tremendo disastro che si sta consumando fra Nepal e Tibet, durante una trasmissione a microfono aperto al GR1 un ascoltatore aveva denunciato i veri colpevoli dell’inquinamento, dei produttori di gas serra, di rifiuti pericolosi smaltiti alle spese dei paesi più poveri. Aveva chiesto al conduttore, il giornalista Giorgio Zanchini, conduttore anche di “Quante storie” al TG3, perché i veri colpevoli non vengono mai accusati chiaramente e perché mai condannati a pagare. E’ intervenuta un’esperta presente in collegamento, che ha posto un ragionamento solo apparentemente corretto.
Gli elettrodomestici utili a risparmiare energia sono costosi e non alla portata delle classi meno abbienti, ed in più non sono sufficienti i comportamenti virtuosi di base, ma è necessario spingere sui partiti al Parlamento perché agevolino politiche votate al risparmio energetico e contro l’inquinamento.
E’ evidente che le campagne ecologiste e contro il consumo di terreno e aria ricorrenti in Italia e all’estero sono spesso efficaci, e mettono assieme differenti strati di popolazione. Stiamo assistendo alla saldatura della Global Sumud Flotilla con la rivoluzione dei fenicotteri” (Revolucioni i Flamingove) nata in Albania a fine maggio 2026, mobilitazione  scattata contro la costruzione di un lussuoso resort turistico nell’area protetta della laguna di Narta e sull’isola di Sazan (Saseno).
Lo snodo che si vuole nascondere è invece che, escludendo purtroppo dal discorso delle possibilità di sostentamento dei poveri e dei “working poor”, in Italia più che in altri paesi europei, moltissime sono le famiglie che si indebitano pur di fare le vacanze e pur di concedersi l’ultimo grido della moda nel campo delle automobili e degli altri elettrodomestici, su spinta di una mentalità modellata dalla nostra economia malata, che se non esternalizza a più non posso, vive sul sistema della iper rateizzazione.
Torniamo quindi al paternalismo: non vi ribellate perché non potete farlo dal basso, affidatevi ai partiti che, quasi tutti, non vogliono neanche provare a scardinare l’economia finanziaria e si appoggiano anche sulla giustificazione di una mentalità presente in molte persone.
E’ vero, a forza di spostare l’asticella sempre più in basso, i nostri rappresentanti non possono fare molto né contro l’inquinamento, né contro i morti sul lavoro, né sui salari, né sui diritti civili.
E’ l’ultima sentenza?

Marcello Pesarini

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