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Tax the Rich: i giovani per una nuova giustizia fiscale

di Dario
Ballardini

A meno di un mese dal lancio della raccolta firme, la campagna per la Legge di Iniziativa Popolare (Lip) per l’imposta sui grandi patrimoni ha già superato un traguardo straordinario: oltre 55.000 persone hanno firmato in pochissime settimane. Non siamo più di fronte a una semplice proposta tecnica, ma a un movimento che sta ridefinendo il dibattito politico con una velocità sorprendente.

Il dato più rivoluzionario è il volto di questa mobilitazione. Se in Italia i cittadini tra i 18 e i 42 anni rappresentano il 30% della popolazione, tra chi ha sottoscritto la nostra Lip questa fascia d’età raggiunge un clamoroso 68%. Sono i giovani a chiedere a gran voce un futuro diverso.

Ma in cosa consiste, concretamente, la proposta depositata in Cassazione?

Il testo introduce un’imposta patrimoniale annuale e progressiva che si applica esclusivamente ai grandi patrimoni superiori a 2 milioni di euro, escludendo totalmente l’abitazione principale. La misura prevede aliquote comprese tra l’1% e il 3,5% calcolate solo sulla quota eccedente i 2 milioni, accompagnate da un allineamento delle imposte di successione alla media europea.

Non si tratta di una misura punitiva, ma di un intervento strutturale per applicare l’articolo 53 della Costituzione sulla progressività fiscale, oggi non rispettata per il 5% più ricco del Paese. Questa riforma è in grado di generare un gettito stimato tra i 26 e i 60 miliardi di euro all’anno. Per legge, queste risorse saranno interamente vincolate a scopi sociali: il finanziamento di sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, disabilità e sostegno al reddito, oltre a una quota riservata alla riduzione dell’IRPEF per i redditi medio-bassi.

Questa spinta non si ferma alla Rete. I banchetti sono partiti con successo in molte città grazie al ruolo di Rifondazione Comunista, tra i primi promotori della campagna. In molti eventi la mobilitazione si unisce a quella della Cgil e delle sue categorie, legando le proposte su sanità e appalti alla campagna unpercentoequo, che indica chiaramente dove trovare i fondi per finanziare lo stato sociale.

Nel frattempo, il fronte si allarga: le adesioni di personalità politiche, accademici, intellettuali e artisti al Comitato Promotore (composto da oltre 50 economisti e docenti) sono salite a 80 e, con l’adesione nazionale di Possibile, si sta consolidando un’alleanza ampia e plurale. Nelle prossime settimane la raccolta si estenderà capillarmente, portando il tema della giustizia fiscale nelle piazze e nelle feste estive.

Questa mobilitazione dal basso sta producendo effetti concreti anche nelle stanze della politica, rompendo il tabù del “non si può fare”. Il Comitato è stato invitato all’evento “Tax the Rich” organizzato da Sinistra Italiana il 5 giugno a Milano, un confronto europeo che sancisce la centralità della proposta per la sinistra, che ne ha fatto un punto fermo del proprio programma. Parallelamente, la segretaria del PD, Elly Schlein, ha dichiarato che la proposta è sul tavolo del confronto, mentre per il Movimento 5 Stelle il capogruppo Riccardo Ricciardi e Chiara Appendino si sono espressi favorevolmente. Quella che sembrava una battaglia isolata è oggi un asset imprescindibile per un’alternativa di governo coraggiosa.

Il successo di questo primo mese è solo l’inizio: l’obiettivo è raccogliere centinaia di migliaia di firme entro il termine del 15 novembre per dare alla Lip una forza d’urto parlamentare impossibile da ignorare. Si può firmare ai banchetti oppure online con SPID o CIE sulla piattaforma governativa. Ogni firma è un mattone verso un’Italia più equa.

Dario Ballardini – coordinatore nazionale campagna 1% equo

Per firmare: www.unpercentoequo.it

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