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Stop Rearm!

di Roberto
Morea

La campagna contro il riarmo europeo ha inviato nei giorni subito precedenti al voto del parlamento europeo, una lettera aperta ai parlamentari chiedendo di non votare il piano industriale per la difesa (EDIP) e tutte le misure che stanno spingendo verso militarizzazione e guerra.

Una lettera che ha avuto riscontro dalla delegazione dei parlamentari cinque stelle al parlamento europeo da Mimmo Lucano e Ilaria Salis ed alcuni verdi italiani nel parlamento europeo. Il riarmo europeo passa certamente solo in parte per il bilancio presentato dalla commissione UE e gran parte avverrà in quello che tutti gli Stati europei dedicheranno alle spese militari a livello nazionale, l’impatto più grande infatti sarà in quello che i bilanci nazionali in questi giorni in discussione faranno a favore di riarmo a discapito di spesa in salute, scuola e spesa sociale. Per questo sono in corso scioperi e mobilitazioni come oggi in Belgio in cui aeroporto e trasporti sono bloccati.

Anche per questo il percorso che abbiamo costituito insieme ad altre reti che si sono battute per l’autoritarismo che questa militarizzazione porta con sé, così come le reti a fianco della flottiglia e della solidarietà con il popolo palestinese sono sicuramente importanti per far fronte a disegno europeo e nazionale di questo riarmo non è un percorso facile che vede organizzazione punti di vista e punti di interesse diversi e diversificati, ma che è l’unica strada per poter riconnettere considerare la stessa partecipazione politica e distacco infatti che c’è tra le persone e le scelte politiche elettorali e forse i termometro di quel distacco tra le persone e la partecipazione politica. In questo senso, le enormi manifestazioni di indignazione di solidarietà con il popolo palestinese su quello che stava succedendo nella striscia di Gaza non possono essere scambiate per una riattivazione immediata delle persone.

Serve un lavoro di riconnessione e una capacità di stare insieme di tenere insieme le cose, serve un’intelligenza all’altezza di questo compito. Il 29 novembre giornata internazionale per la Palestina saremo la mattina con la Global Movement to Gaza all’Università Roma 3 e poi, alle 13 al parco Schuster per partecipare alla manifestazione che da lì partirà verso San Giovanni. Portando con noi quell’articolazione di contenuti e di soggettività di cui siamo composti. il pericolo di cercare una scorciatoia o di tornare in luoghi sicuri è certamente incombente, come dimostrano le divisioni sindacali.

transform! europe e italia sono impegnata a lavorare affinchè tutte le condizioni per stare insieme non vengano meno e anzi si allarghi il fronte contro le guerre e le armi.

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