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Ritorno all’ovile: la firma del Contratto nazionale funzioni locali

di Federico
Giusti

Anche la Cgil torna a firmare i contratti nazionali della Pubblica amministrazione, cronaca di un cedimento annunciato dopo la esclusione dai tavoli negoziali  della contrattazione locale.

Ma esistono reali motivi per sottoscrivere questi contratti pubblici? In effetti no, non si recupera il potere di acquisto perduto, permane l’impianto divisivo ed iniquo di tanti istituti contrattuali,. non si ferma la erosione degli organici (siamo ridotti a 403mila dipendenti), del potere di acquisto e di contrattazione. E intanto si annunciano arretrati medi di circa 1.136 euro per costruire una comunicazione già proiettata a presentare il contratto come una grande conquista.

Firmata quindi oggi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl 2025-2027.

Viene annunciato in pompa magna un” titolo contrattuale dedicato all’intelligenza artificiale” a sostegno dell’innovazione tecnologica

Le risorse sono a nostro avviso inadeguate, non lasciamoci ingannare dalle cifre sbandierate dall’Aran, non si comprende la ratio di incrementi per tredici mensilità differenti tra i vari Enti locali, alle disuguaglianze nella PA subentrano quelle dentro lo stesso comparto.

Alcune risorse sono finalizzate all’incremento del trattamento accessorio a conferma che il livello decentrato, magari in deroga al CCNL, avrà sempre maggiore spazio. Invece di valorizzare poi le figure professionali esistenti se ne valorizzano altre e a uso e consumo dei ruoli apicali come la figura del social media e digital manager, Si continua ad applicare il codice Ipca che è l’origine di tutte le perdite economiche pur promettendo una vacanza contrattuale più elevata della attuale miseria pari a una dozzina di euro al mese.

E invece di rilanciare e potenziare il welfare universale si pensa a quello integrativo sbandierano nuove e crescenti flessibilità Queste le nostre prime osservazioni, nei prossimi giorni torneremo su tutti gli istituti contrattuali ma fin da ora possiamo asserire, senza timore di smentita che la montagna ha prodotto il classico topolino e, nel frattempo, la paura di perdere potere ha allineato la Cgil alle posizioni della Cisl  . Chiudiamo con il comunicato stampa redatto dalla Cgil poco dopo la sottoscrizione della intesa, sottoscrizione annunciata da settimana dopo la firma avvenuta di altri CCNL del comparto pubblico.  Si parla acriticamente di un  insolito “finanziamento extracontrattuale, in capo allo Stato e non agli enti locali, per contribuire a ridurre le differenze retributive tra le funzioni locali e le altre amministrazioni pubbliche” Ebbene quelle differenze continuano ad essere marcate e il contributo extra è legato al definanziamento avvenuto negli ultimi anni, ha poco senso parlare di risorse ancora insufficienti e rilanciare la palla alla prossima legge di Bilancio quasi a promettere qualche pseudo mobilitazione se la Finanziaria, come tutti sanno, risulterà inadeguata, funzionale alla svolta guerrafondaia e ingenerosa verso i bisogni reali del welfare. “Siamo di fronte a risorse ancora insufficienti e chiederemo vengano aumentate dalla prossima legge di Bilancio, ma intanto rivendichiamo l’aver fortemente contribuito all’istituzione di questa nuova indennità di comparto che rappresenta il frutto di una lunga battaglia sindacale e culturale che abbiamo condotto e continueremo a condurre per garantire salari dignitosi, aumentare l’attrattività del comparto e valorizzare le professionalità di lavoratrici e lavoratori. E’ un primo passo, al quale dovranno seguirne molti altri”. Queste sono le parole del Segretario generale della Funzione pubblica Cgil Federico Bozzanca che ci parla di aumenti superiori alla inflazione prevista dimenticando le perdite degli ultimi contratti e il sistema i calcolo degli aumenti che non tiene conto dei generi elettrici cresciuti invece a dismisura.
Ancora una volta si firmano intese che forniscono risposte alle richieste datoriali (dell’Aran ), si ammette di avere commesso errori su errori relativamente alla parte normativa, agli inquadramenti del personale, al finanziamento del Fondo, tuttavia, le soluzioni individuate non risolvono il problema. Inadeguata la parte economica, inadeguata quella normativa, allora era indispensabile la firma del contratto? Evidentemente a guidare la Cgil era un imperativo categorico: costi quel costi torneremo ai tavoli della contrattazione di secondo livello.

Federico Giusti

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