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Prima dell’Apocalisse: recensione

di Pasqualina
Napoletano

Per scrivere il suo ultimo libro, Prima dell’apocalisse. I codici della speranza, Gianluca Solera ha aspettato tanti anni, sperando che la figura che lo aveva ispirato tornasse. Più gli anni passavano, e più il progetto del libro prendeva corpo, nella sua urgenza come nella sua necessità, ma con esso anche le difficoltà nel costruire una storia dove questa figura c’è e non c’è allo stesso tempo. Stiamo parlando di padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito in Siria nel 2013 e non più ritornato, che Solera ha conosciuto e frequentato sin dal 2006, quando si occupava di dialogo interculturale tra Oriente ed Occidente. “Con il tempo, ho sentito sempre più impellente il bisogno di saldare il debito che avevo nei suoi confronti, perché ho imparato molte cose da lui, e sentivo che la sua sparizione non potesse concludersi come una vicenda di cronaca, e che di lui non si dovesse solo parlare in termini di indagini, servizi segreti, ricerca delle prove e quant’altro. Insomma, che venisse semplicemente ricordato per un rapimento o un delitto irrisolto”. È nato così questo libro, un romanzo, dove la storia di quel prete diventa il vettore per combinare pensieri, valori e messaggi che ci aiutino a decifrare la congiunzione delle molteplici crisi che viviamo in questa congiuntura storica.

Come ha preso forma il libro? Dopo la sparizione di padre Paolo, Solera ha cercato un modo per valorizzare quel patrimonio di insegnamenti, concetti e pratiche che il gesuita aveva fatto proprio, non solo come uomo dello spirito, fondatore della comunità monastica di Al-Khalil, ma anche come cittadino e intellettuale, un‘eredità intrisa di senso escatologico e imbevuta del valore dell’ospitalità abramitica. Per l’autore, la complessità e la ricchezza del pensiero e dell’azione dell’ecclesiastico richiedevano una lettura profetica. È così che è nata questa storia, che rende in un certo senso giustizia al mistero irrisolto del sequestro. Padre Paolo non è deceduto, è semplicemente passato ad altra dimensione perché aveva una missione da compiere: quella di indicare il cammino verso la salvezza in un mondo pericolosamente avvicinatosi al baratro.

“Prima dell’apocalisse. I codici della speranza” racconta di un viaggio fantastico nell’Oltre, spazio riflesso della realtà contemporanea, a metà strada tra purgatorio e antropocene, da parte di Ignacio, un vecchio ecclesiastico, e Compagno, un giovane in preda all’angoscia della fine dei tempi. Insieme, percorrono i segni di un mondo proiettato verso una moderna apocalisse. Il loro è un viaggio iniziatico, un pellegrinaggio laico e spirituale scandito da incontri simbolici e da un crescendo ritmico di domande e rivelazioni. Dialogando con personaggi storici e uomini qualunque, ragionando sulle tesi di scienziati e mistici, i due esplorano le contraddizioni del nostro tempo, minacciato dalle ideologie dell’odio e dello scontro di civiltà, dalla crisi ambientale, dal capitalismo selvaggio e dalle ossessioni del potere. È un romanzo che fonde allegoria e attualità, in cui narrazione e indagine sul senso del vivere si intrecciano, e nuovi codici della speranza si rivelano al giovane.

In forma di racconto onirico e escatologico, che si sviluppa lungo piani temporali diversi, quello dell’Oltre e quelli del vissuto dei personaggi, associato a località poste tra Siria, Italia e Mediterraneo, i due protagonisti passano di incontro in incontro, di dialogo in dialogo, con uomini di chiesa e poveri cristi qualunque, filosofi e operai, in un continuo rincorrersi di argomenti, dubbi e apparizioni a sorpresa, che creano le condizioni perché il lettore sia parte della scena e assista al suo sviluppo, come se fosse seduto ai bordi di un palco teatrale o partecipasse a una conversazione con un maestro socratico. Si imbattono in Louis Massignon, Ipazia, Al-Hallaj, un sosia di Marx, Elias Canetti, l’ombra di James Lovelock, la moglie di Noé, il Poeta fiorentino, ma anche un rifugiato del Ciad, il metalmeccanico Alberto, Pio il pescatore, l’ingegnere siriano Ahmed, un monaco passato tra le mani di Daesh, o un angelo femmina disceso dalle montagne dell’Afghanistan. Insieme, portano il lutto verso quella spaventosa capacità che la specie umana ha acquisito di annientare la vita per sempre. «Dobbiamo portare il lutto ora per dare una chance al futuro, perché la fine dei tempi è il futuro anteriore, qualcosa che ancora non si è compiuto, ma che si è già manifestato» – dirà il giovane.

Il religioso raggiunge l’Oltre da Raqqa, dopo la sua scomparsa a causa di un misterioso sequestro. Compagno lo ritrova nell’Oltre dopo essersi perso durante un incubo notturno. Quel viaggio porta il giovane a riscoprire la speranza, e di ritorno a casa cerca di decifrarne i codici mettendo per iscritto due o tre concetti che ci aiutino ad affrontare un mondo ormai in piena tempesta. È un romanzo filosofico, si diceva, ma anche un romanzo d’amore: l’amore per un dio misericordioso e fraterno, senza frontiere né padroni; e l’amore che Compagno prova per la sua amata, senza la quale non potrà mai ritrovare un rinnovato senso del vivere e dello stare insieme, dopo quel viaggio nell’Oltre.

L’autore ha concepito questo libro passando attraverso numerose interviste a chi frequentò padre Dall’Oglio prima del rapimento, letture e approfondimenti di pensatori e scienziati che cercano vie di uscita alle crisi odierne, e fotografie di realtà contemporanee che portano i segni di una possibile apocalisse, umana, planetaria e sociale. Durante la scrittura, Solera si è avvalso di molte voci, testi e fonti, citate minuziosamente in una bibliografia accessibile online, “perché la fantasia” – come dice lui stesso  – “rivela la sua potenza comunicativa soprattutto attraverso la ricomposizione delle vicende del reale”. Ecco così che le ore precedenti il rapimento del gesuita vengono ricostruite dettagliatamente, nel capitolo “Il rattoppatore di Raqqa”, per fare di quell’episodio la porta verso la speranza e il riscatto universali.

E tutto il racconto viene presentato come un manoscritto anonimo affidato all’autore, e probabilmente speditogli dallo stesso giovane protagonista di quel viaggio: con questo espediente, in fondo, l’opera vuole manifestare come la ricerca di senso in un mondo in crescente disordine ci riguarda tutti, indistintamente, e che o ci salviamo tutti, o nessuno.

Un libro da leggere: per liberarci da condizionamenti ideologici e presunte certezze, per metterci in discussione.

« Oltre, sei arrivato ben oltre, dove ci si interroga sul perché delle cose, sul loro senso, e quindi sul nostro destino. Non è forse questa l’essenza dell’essere umani ? Interrogarsi, dubitare e cercare risposte senza mai darsi per vinti. » dirà padre lgnacio a Compagno.

Ma anche un libro per non sentirci soli di fronte ai macigni che minacciano convivenza, pianeta e libertà. Insomma, per aiutarci a riscoprire il valore dell’ospitalità abramitica, così necessaria di questi tempi.

Pasqualina Napoletano

PRIMA DELL’APOCALISSE. I codici della speranza

di Gianluca Solera. Castelvecchi, 2025, 260 pp.

 

L’autore:

Gianluca Solera è per storia personale, esperienza professionale e impegno civile un uomo di frontiera. Cresciuto come ambientalista, ha lavorato come consigliere politico, manager culturale, formatore della società civile e operatore nel campo del dialogo interculturale; ha vissuto in Europa e Medio Oriente, e lavorato tra Mediterraneo, Afghanistan e Africa. Autore di diversi saggi e reportage narrativi che raccolgono voci e storie di vita vissuta, questa è la sua prima opera di narrativa.

 

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