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Pesca alla trota in America

di Marino
Calcinari

Convinti della coerenza, del valore, dell’importanza che la candidatura di Bernie Sanders come antiTrump rappresenti la vera alternativa possibile riconosciamo l’altra faccia del Pianeta USA e ricordiamo le radici che non gelano, e l’humus su cui continuano a germogliare la politica e la democrazia che si oppongono al Potere.

Ricordiamo quindi l’esempio della California e il contributo pacifista, ecologista, collettivista, anarchico e socialista dell’America degli anni’60 del secolo scorso. Il retroterra culturale e ideologico su cui sono cresciute molteplici esperienza alternative al modello capitalista, nuclearista e bellicista che si opponeva alla logica degli USA gendarmi del mondo, che poi è la visione attuale di Trump, dell’ICE, delle multinazionali.

L’incipit è il titolo di una narrazione semiseria ideata da Richard Brautigan, un esponente, del magmatico e effervescente milieu della controcultura americana, vissuto ed attivo in California tra il 1935 e il 1984.

Agli inizi del sec. XX (tra il 1903 e il 1917) già vi furono scrittori a sfondo sociale e la modernizzazione industriale fornì loro, ad esempio ad Harold Baxter Adams (+1901) di gettare le basi per la letteratura sociale, di indagine e di rivendicazioni ; questi fondò la American Historical Association e gettò le basi per sostenere opere di educazione e formazione teorica a collettivi e quadri operai ; dopo di lui Upton Sinclair si propone , con il romanzo “ La Giungla” stampata nel 1906, il più tenace e coerente accusatore delle ingiustizie sociali di quel tempo. Si teneva assieme il socialismo, l’insegnamento della Comune di Parigi, con l’apertura di credito alle politiche sociali di Theodore Roosevelt da cui sarebbero discesi Dos Passos, Steinbeck, Howard Fast e Ambrose Bierce ( che letteralmente e fisicamente scomparve nel 1914 durante la Rivoluzione messicana nelle cui file si era arruolato.

Gregory Corso, Charles Bukowski, Henry Miller, Norman Mailer, Mickey Spillane, Lawrence Ferlinghetti ed altri autori sono il tramite per arrivare, dopo il 1945, allo scrittore che ci interessa.

Richard Brautigan era nato a Tacoma, nello stato di Washington che si affaccia sul Pacifico nel 1935, a vent’anni iniziò a scrivere, forse volendo prendersi sul serio, ma fu eclettico, immaginifico, sregolato, come buona parte del milieu di letterati e filosofi “alternativi“ che popolavano il Big Sur.

Ricordiamo en passant che fu nel 1945 che quel luogo entrò nella leggenda, grazie alla penna di Steinbeck, con “Cannery Row”, la storia di una piccola strada, delle sue case, dell’umanità che le abitava (nella realtà aveva il nome di Ocean Avenue).

I personaggi che allora Steinbeck descrisse erano individui semplici, indaffarati, ingenui a volte imbroglioni ma comunque onesti e pronti a darti una mano se ti trovavi nei guai, ma nel 1965 il panorama era decisamente già cambiato, trasformato dal consumismo di massa dopo che nel 1962 Jack Kerouac, nel suo stile sincopato e ribelle ebbe modo di descrivere i tre brevi soggiorni di Duluoz- il suo alter ego- godendo dell’ospitalità nello chalet di Lawrence Felinghetti. narrazioni e contaminazioni epistolari tra diversi autori, con altrettanto diverse esperienze che però sapevano creare e fare poesie, utilizzando personalissimi modi di scrivere e di usare le parole, come nella poesia di Corso su “La Via Americana “che è una critica feroce al modello sociale con cui i potenti “stanno frankensteinizzando Cristo in America nelle loro crociate domenicali. lasciano i tendoni per portare il loro Cristo dentro agli stadi d’America nelle loro crociate sulla bomba atomica.” Ed effettivamente, si muoveva sottotraccia un cammino disordinato, lisergico, profetico che avrebbe preso diverse, svariate direzioni e che si sarebbe concretizzato con forme di solidarietà, condivisione di esperienze, meeting e significative esperienze di controcultura, Questo cammino culminò con il lungo ‘68 che giunse dall’Europa. non solo il maggio francese ma anche la Primavera di Praga e quel sommovimento creativo aveva avuto origine in Inghilterra.

Il Primo Circo Psichedelico si svolse nel giugno 1965 in occasione della celebre “Cosmic Poetry Visitation Accidentally Happening Carnally” dell’Albert Hall in Kensington Road dove erano convenuti Allen Ginsberg, l’olandese Simon Vinkenoog, Christoper Logue, esponente del movimento poetico British Poetry Revival, e Lawrence Ferlinghetti.

Furono questi “creativi” a coniare l’acronimo UFO che non si riferiva ai rilevamenti alieni di entità spaziali non identificate ma significava Underground Freak Out e in Tottenham Court Road si esibirono Arthur Brown, Pink Floyd, Procol Harum etc.

Questo fermento prese due direzioni, la prima si fermò alla logica del mercato e si normalizzò ( Erskine Caldwell, Thornton Wilder, James Caine), la seconda si diversificò e si ramificò producendo inchiesta, denuncia, contrinformazione. Harwey Swados negli anni ‘60 analizzò e descrisse le dinamiche della OdL fordista ; fu critico verso l’Urss ma rimase iscritto al Workers Party.

Una guida del Big Sur scritta da Emil White,( nato austriaco), fondatore della “Henry Miller Library”, fa scoprire ai bibliocuriosi l’esistenza di un luogo magico, Timothy Leary favorevole all’utilizzo dell’LSD, coniò e rese popolare lo slogan “Turn on, tune in, drop out” (“Accenditi, sintonizzati, abbandonati”), sostenne inoltre che “. i gruppi responsabili della grande evoluzione della nuova èra che oggi stiamo attraversando sono tre: gli spacciatori di droga, i musicisti rock, e gli artisti e scrittori dell’Underground.

Vi si aggiunsero anche personalità eccentriche e “fuor di sesto”, come Philp K. Dick, che diede il meglio di sé nel genere SF certo, ma che non trascurò narrazioni paradossali o kafkiane di realtà “deviata/deviante”.

Richard Neville scrisse un saggio (il testo oggi è pressoché introvabile) “Play Power” nel 1969 dove si accennava alla grande innovazione tecnologica destinata a cambiare il corso degli eventi, citava i cambiamenti tecnologici, denunciava le politiche di controllo dei governi borghesi dell’Occidente, si batteva per la liberalizzazione delle droghe leggere, forniva una dettaglia mappa delle tante multiformi realtà, spontanee od organizzate d’Europa, spiegava cosa fosse l’Underground.

Il calcolatore elettronico, il computer, la IA muovevano i primi passi. ma a tenere banco erano i Grateful Dead, Janis Joplin, i Beatles e i Rolling Stones ed anche donne come Joanne Kiger che, proveniente dalla “Scuola dei poeti del cortile, che guardano fuori dalle finestre della cucina e vedono l’universo”, formatasi all’Università di Santa Barbara, seppe affermarsi come massima esponente del “Rinascimento di san Francisco, uno dei più importanti tasselli che concorrevano a comporre il puzzle multicromatico della Beat Generation.

Una insolita bibliografia di quei fermenti letterari infine, può essere tratta da “Pesca alla trota in America” realizzata da Brautigan in un capitolo del suo libro.

Val la pena riportare infine qualche titolo di altri autori che si sono cimentati sia con la pesca, sia con una interpretazione dell’alterità sociale, ed i testi di cui si sono avvalsi :

il “Libro di Sant’Albano” del 1496 ( un trattato di Araldica, e sulla Falconeria), “La verità è più strana della pesca” e “Finché il pesce non ci separi” di Beatrice Cook ; “Studi sui ruscelli calcarei” di Charles Kingsley (1859); “Trout Madness” (noto in italiano come Anatomia di un pescatore), fu scritto dall’autore e giudice statunitense Robert Traver,

“Il fiume non dorme mai “ di Roderick L. Haigh – Brown (1946); “Tanto per pescare” ; il “Libro di istruzioni per i principianti” (scritto nel 1938) di Ray Bergman, il più grande pescasportivo d’America negli anni ‘30-40; e poi “Cogliere la schiusa “ di Ernst Schwiebert; questi viaggiando per lavoro, visitò anche alcuni dei migliori corsi d’acqua per la pesca al mondo, alimentando una passione nata durante le vacanze da ragazzo sul fiume Pere Marquette nel Michigan.

Marino Calcinari

 

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