Con questo Manifesto il Collettivo ha cercato di chiarire il proprio posto nella politica del femminismo e di creare uno spazio specifico sia nei confronti delle donne bianche che degli uomini neri.
Il Combahee River Collettive è stata un’organizzazione femminista, lesbica e nera attiva a Boston dal 1974 al 1980. Fu fondato da Barbara Smith e ne fecero parte fra le altre Demitra Frazier, Audre Lorde, Lorraine Bethel, Margo Okizawa Rey, Gloria Hull, Cheryl Clarke, Sharon Page Richie.
Prende il nome dall’azione sul fiume Combahee guidata da Harriet Tubman che, nel giugno del 1863, liberò centinaia di schiavi. Le femministe nere degli anni ’70 hanno voluto ricordare questo significativo e importante evento storico ma sopratutto la leader femminista nera che ne fu l’artefice.
Il Manifesto è frutto di un lungo lavoro di analisi , ricerca, approfondimento, pratiche. Il Collettivo Combahee River ha tenuto riunioni e ritiri durante gli anni ’70 lavorando in particolare sulle analisi lesbiche, in particolare quelle delle lesbiche nere, e sulle analisi economiche marxiste e anticapitaliste.
L’originalità del Manifesto sta nell’aver voluto sviluppare una teoria femminista nera indagando l’intreccio fra sessismo, razzismo, colonialismo, economia ed eterosessualità.
La lucida radicalità di pensiero e di pratiche che contraddistingue il lavoro del Collettivo Combahee River ci è parso meritasse di essere ricordata e diffusa.
Perché di lucida radicalità abbiamo bisogno in un contesto come quello attuale nel quale si fanno sempre più minacciose forme di dominio maschile, insieme ad un capitalismo predatorio, che rafforzano l’immaginario simbolico del patriarcato e rendono sempre più complicato il percorso di liberazione ed autodeterminazione delle donne e non solo.
Buona lettura.