intersezioni femministe

Per una lucida radicalità femminista e tranfemminista

di P. Guazzo,
N. Pirotta
Con ancora negli occhi le possenti manifestazioni che hanno riempito le piazze e i cuori grazie al movimento di “Non una di meno” nella due giorni, 8 e 9 marzo scorsi,  di lotta e di sciopero femminista e tranfemminista,  pubblichiamo “A Black Feminist Statement”, il Manifesto del Combahee River Collective, pubblicato nel 1977, che rappresenta uno dei testi chiave del femminismo nero (qui il testo https://www.leswiki.it/1977-combahee-river-collective/) .
Con questo Manifesto il Collettivo ha cercato di chiarire il proprio posto nella politica del femminismo e di creare uno spazio specifico sia nei confronti delle donne bianche che degli uomini neri.

Il Combahee River Collettive è stata un’organizzazione femminista, lesbica e nera attiva a Boston dal 1974 al 1980. Fu fondato da Barbara Smith e ne fecero parte fra le altre Demitra Frazier, Audre Lorde, Lorraine Bethel, Margo Okizawa Rey, Gloria Hull, Cheryl Clarke, Sharon Page Richie.
Prende il nome dall’azione sul fiume Combahee guidata da Harriet Tubman che, nel giugno del 1863, liberò centinaia di schiavi. Le femministe nere degli anni ’70 hanno voluto ricordare questo significativo e importante evento storico ma sopratutto la leader femminista nera che ne fu l’artefice.

Il Manifesto è frutto di un lungo lavoro di analisi , ricerca, approfondimento, pratiche. Il Collettivo Combahee River ha tenuto riunioni e ritiri durante gli anni ’70 lavorando in particolare sulle analisi lesbiche, in particolare quelle delle lesbiche nere, e sulle analisi economiche marxiste e anticapitaliste.

L’originalità del Manifesto sta nell’aver voluto sviluppare una teoria femminista nera indagando l’intreccio fra sessismo, razzismo, colonialismo, economia ed eterosessualità.

Il manifesto è forse il primo documento femminista che parla di intersezionalità.Nel proporre una politica di trasformazione si svelano le oppressioni multiple che segnano la vita di tutte e di ciascuna. Oppressioni che non vanno classificate o separate perché , nel definire identità personali e collettive, esse agiscono simultaneamente.Da questo punto di vista il Manifesto è critico verso ogni approccio essenzialista sul genere o sulla differenza sessuale.Così come è critico verso l’idea di una sorellanza globale fondata sull’oppressione di genere.Se è vero che il potere maschile opprime tutte le donne non è altrettanto vero che le donne vivano tale oppressione in egual misura.Prima di parlare di sorellanza fra donne è necessario mettere in discussione le asimmetriche relazioni di potere fra donne che ancora non sono superate.

La lucida radicalità di pensiero e di pratiche che contraddistingue il lavoro del Collettivo Combahee River ci è parso meritasse di essere ricordata e  diffusa.
Perché di lucida radicalità abbiamo bisogno in un contesto come quello attuale nel quale si fanno sempre più minacciose forme di dominio maschile, insieme ad un capitalismo predatorio, che rafforzano l’immaginario simbolico del patriarcato e rendono sempre più complicato il percorso di liberazione ed autodeterminazione delle donne e non solo.

Buona lettura.

Paola Guazzo, Nicoletta Pirotta
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