intersezioni femministe

Di dialoghi sul presente e di un liberatorio NO

di P. Guazzo,
N. Pirotta

Comincia oggi pomeriggio, 18 marzo, una serie di webinar che abbiamo voluto organizzare su questioni che ci sono sembrate ineludibili all’interno di un contesto, nazionale ed internazionale, che alimenta insicurezza e genera inquietudini.

Nel webinar di oggi affrontiamo la vicenda Epstein. Una vicenda sulla quale è bene tenere accesi i riflettori perché può essere considerata esemplare delle attuali forme di dominio e potere.
Le accuse di violenza e sevizie che coinvolgono una classe dirigente – bianca ricca, maschile e anche colta in certi casi – non sono una devianza del sistema capitalista ma il suo volto più espressivo. Il caso, forse sottovaluto specie in Italia, è al contrario rivelatore del patriarcato nell’epoca dei re e dei tiranni. E’ bene dunque discutere e approfondire.
Con l’introduzione di Nicoletta Pirotta e il coordinamento di Giuliana Beltrame dialogheranno Paola Guazzo, Tania Toffanin e Stefano Zanella.

Nel mese di aprile, esattamente nelle giornate di mercoledì 8, 15 e 22, si terrà un ciclo di tre incontri da remoto dal titolo “Dialoghi contro l’economia di guerra. Un punto di vista femminista”.
Nei tre webinar dialogheranno fra loro docenti e ricercatrici/ricercatori, differenti per generi e generazioni, affrontando di volta in volta, sulla base delle loro specifiche conoscenze e competenze, i nodi sollevati dall’attuale modello capitalista che ha individuato nell’economia di guerra lo strumento per provare a superare, specie in Occidente, le contraddizioni che lo attraversano.

Ci teniamo a ringraziare in particolare Marcella Corsi e la rivista In Genere per la loro disponibilità a lavorare con noi mettendo a disposizione conoscenze e contatti preziosi.
Il ciclo di webinar è organizzato da transform!Italia-Intersezioni femministe, dalla rivista In Genere e dal collettivo femminista di IFE Italia.

Nel mese di maggio, precisamente mercoledì 20, grazie alla disponibilità di due ricercatrici presso la Facoltà di diritto dell’Università di Rotterdam, si terrà un webinar che, con sguardo critico, affronterà due temi attualissimi e assai spinosi: la normalizzazione dello “stato di eccezione” e gli ultimi sviluppi del Gaza Board of Peace. Due aspetti che hanno molto a che vedere con i venti di guerra che soffiano sempre più impetuosi travolgendo in particolare il diritto internazionale e fragilizzando ulteriormente le democrazie occidentali, già da tempo in declino.

Come si può notare i 5 webinar tratteranno ciascuno di temi specifici.
Temi però fortemente intrecciati fra loro perché espressioni di quell’intersezione fra sistemi di potere senza avere contezza della quale si stenta a comprendere la complessità dell’attuale sistema mondo.
I webinar potranno essere seguiti dal canale YouTube o dalla pagina FB di transform!Italia.
Ci permettiamo di dire che siamo molto soddisfatte del lavoro sin qui svolto e delle preziose relazioni che ne sono nate o che si sono consolidate.

Oltre a segnalare i nostri prossimi appuntamenti ci preme sottolineare l’importanza della scadenza elettorale di domenica e lunedì prossimi, 22 e 23 marzo. Crediamo infatti che il voto sul referendum non riguardi “solo” la riforma della giustizia, già di per sé questione importantissima.
Con questo voto si può provare ad impedire che l’esecutivo, dopo essersi praticamente “mangiato” il potere legislativo, si “mangi ” anche quello giudiziario.
Si tratta, cioè, di dire NO al disegno eversivo che le destre fasciste stanno portando avanti in Italia e a livello internazionale. Gli esponenti di queste destre non sono folli o ignoranti, benché facciano di tutto per sembrare tali, al contrario perseguono con lucida perfidia un preciso modello di società fondato su una casta di uomini (con qualche donna non solo in ruolo ancillare) potenti e ricchi che porta all’estremo il carattere predatorio di un capitalismo feroce e ripropone un immaginario e forme di dominio patriarcale fondate sulla violenza e la subordinazione di chi è ritenuto inferiore o diverso o non conforme.
Un NO al referendum magari non ferma questa pericolosa deriva ma invia un preciso segnale: sappiamo chi siete e non stiamo per nulla al vostro gioco, anzi lotteremo per contrastarlo!
Un NO dunque liberatorio e altamente energetico.
Buon voto.

Paola Guazzo e Nicoletta Pirotta

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