editoriali

Maccartismo nell’Europa Reale

di Roberto
Musacchio

Da una breve ricerca in rete:
“Le vittime del maccartismo includevano numerose persone del mondo dello spettacolo, della politica e dell’intellettualità, tra cui i coniugi Julius ed Ethel Rosenberg (condannati a morte per spionaggio), Charlie Chaplin (costretto a lasciare gli USA), e i “dieci di Hollywood” (sceneggiatori come Dalton Trumbo e John Lawson), che subirono la lista nera e il licenziamento a causa di presunte simpatie comuniste.
Julius ed Ethel Rosenberg: Condannati a morte e giustiziati nel 1953 per aver passato segreti sulle armi nucleari all’Unione Sovietica, in un caso che suscitò sdegno e controversie internazionali.
Charlie Chaplin: Accusato di attività antiamericane e la sua re-entry negli Stati Uniti fu negata dall’FBI nel 1952.
I “dieci di Hollywood”: Nove sceneggiatori e un regista (tra cui Dalton Trumbo, Herbert Biberman e Lester Cole) che si rifiutarono di testimoniare davanti alla Commissione per le attività antiamericane e furono messi sulla lista nera, venendo costretti a lavorare sotto pseudonimo.
Altri: Molti altri attori, sceneggiatori, registi e intellettuali (come Orson Welles, John Huston, Humphrey Bogart e Katharine Hepburn) furono colpiti dalla repressione e dalle accuse.”
La ragione per cui richiamo questa Storia che pure si ritrova nei libri e nei film è lo sdegno e l’allarme che sento.
Se si arriva a censurare uno studioso affermato, con una lunghissima partecipazione alla costruzione della democrazia, come Angelo d’Orsi c’è veramente da essere preoccupati. Non solo per d’Orsi, cui va la mia solidarietà, e a cui la Storia riconoscerà il valore, ma per la “nostra” democrazia.Considerare normale disquisire sulla esistenza del genocidio e non sulle ragioni della guerra e come arrivare alla pace non è posizione che rientri nei canoni di una democrazia. Almeno il maccartismo istruiva processi e esibiva prove, presunte tali.
Il maccartismo sta dentro peraltro ad una visione dell’Europa che è contro i suoi valori storici. Il “caso d’Orsi” è avvenuto in contemporanea con una “vicenda” che mi ha lasciato scosso, nel merito e nelle “espressioni”.
“,,,, Viaggiare in Europa è un privilegio, non un diritto acquisito,,,”
Ho letto queste parole di Kallas, alta autorità agli esteri della UE. Pur dando conto del contesto, cioè la restrizione dei visti ai cittadini russi motivata con la guerra, le trovo comunque aberranti.  A parte il fatto che la UE è già una fortezza negata ai migranti in modi francamente ipocriti e disumani. Veramente qualcuno si sente il padrone  della possibilità di visitare l’Europa? L’Europa, che non è la UE, ma Storia, Cultura, Natura, che fa parte del Pianeta e della Umanità. Che, per altro, ha visto e vede i suoi abitanti girare per il Mondo. Da turisti. Da emigrati. Ma anche da esportatori di colonie, guerre, schiavismo, saccheggio e distruzione ambientale. Kallas decide chi può venire a visitare la mia casa? O la Cappella Sistina? Naturalmente grazie alle tecnologie si potrà, forse, continuare a vedere la Pietà di Michelangelo. Dall’europarlamentare De Masi, autore di una interpellanza con cui chiedeva a Kallas, che si era detta stupita da chi attribuiva meriti a Cina e URSS per la sconfitta del nazifascismo, apprendiamo che nella sua risposta l’alta autorità riconosce, bontà sua, che la Cina ha lottato per la propria libertà ma non si trova menzione dei 27 milioni di morti sovietici (di tutte le nazionalità). Mai come adesso l’Europa è stata rapita. Non da Giove ma da Kallas.

D’altro conto fa fino in fondo la sua parte Von Der Leyen, Presidente della Commissione europea. Ecco la sua difesa da una mozione di sfiducia di poco tempo fa.
“… Ci troviamo in un’epoca di conflitto fra la democrazia e dei regimi liberali. Vediamo le minacce crescenti in arrivo dai partiti estremisti che vogliono polarizzare le nostre società inondandole di disinformazione: c’è ampia evidenza che molti sono sostenuti dai nostri nemici e sostenuti dalla propaganda in Russia e altrove. Sono movimenti alimentati da cospirazioni e complottismi, che fanno apologia di Putin e basta guardare i firmatari di questa mozione per comprenderlo”, dice la presidente del Parlamento europeo in plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
Ora bisognerà ricordare a Von Der Leyen che neanche col maccartismo si arrivò mai ad attaccare genericamente ed allusivamente il Congresso. Ci furono singoli membri per cui scattarono quelle che formalmente erano procedure legali. Fossi stato ancora parlamentare europeo avrei probabilmente chiesto conto formalmente alla presidente delle sue affermazioni, allusive e inaccettabili. Sta di fatto che fonti giornalistiche attribuiscono a Von Der Leyen l’idea di diventare capo della sicurezza europea. Con quale base giuridica, per non dire Costituzionale, sarebbe bene saperlo per capire cosa possa succedere a noi cittadini.
Da parlamentare europeo mi capitò di andare a contestare il G8 a San Pietroburgo quando Putin era amico di lorsignori. Eravamo pochi europarlamentari del GUE e trovammo un gruppo di giovani asserragliati e circondati da cavalli di frisia e cani in un piccolo stadio. Furono molto contenti del nostro arrivo. Qualcuno era stato anche a Firenze al forum europeo.
Anche per questo non tollero il maccartismo in salsa UE. È una cosa che distrugge dalle fondamenta le basi dell’Europa che sono antifasciste.
Transform Italia è impegnata da tempo in una battaglia culturale e politica a difesa della democrazia europea dal revisionismo storico, dalle censure e dallo svilimento dei valori antifascisti. Per questo metteremo grande impegno contro il nuovo maccartismo.

Roberto Musacchio

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