Contro i Re, per la libertà. La convergenza tra movimenti, dal pacifismo all’antiautoritarismo, si trova a Bologna il 24 e 25 di questo mese dandosi questo titolo. Da svolgere. Se penso a ciò che è successo negli USA con l’abbattimento di una donna per mano di un “servitore del Re” il tema della discussione, e della mobilitazione, appare chiaro ed urgente. Il “Potere assoluto” è teorizzato, apertamente, da Trump. In modi che vanno addirittura contro il primo freno dato loro, ai Re, l’Habeas Corpus.
Confesso che non sapevo che la capa della sicurezza interna della amministrazione Trump in una audizione parlamentare avesse mostrato prima di non sapere cosa è l’Habeas Corpus e poi l’avesse rimodulato sulla base di un presunto diritto a sospenderlo. Mi ha colpito perché stavo ragionando che di questo passo saremmo arrivati li. Dalla distruzione del diritto internazionale, alle guerre. Dalle guerre civili interne, alla fine dei diritti individuali costituzionali. L’Habeas Corpus nasce nel 1200 in Inghilterra e sancisce il diritto del prigioniero alla difesa e l’obbligo per chi lo imprigiona di tutelarlo e motivare e dimostrare l’accusa. Nel mondo anglosassone è un architrave del futuro costituzionalismo. La contemporaneità tra il rapimento di un Presidente e l'”abbattimento” di una cittadina dice molto. Ormai la violenza del dominio agisce sull’alto e sul basso. Le guerre continue dopo il 1989 hanno fatto a pezzi il diritto internazionale. Ma ormai le ideologie suprematiste, da quella neo-con a quella Maga, a tutte le versioni che si vanno consolidando tra nazionalismi e funzionalismi, stanno stracciando gli impianti costituzionali e alimentando guerre civili a bassa intensità, per ora. Sui social non si esprimono più solo frustrazioni ma una gestione organizzata dell’odio e delle verità orwelliane, sul presente ma anche sul passato. Basta vedere l’aggressione a soggetti democratici come la Cgil. Contraltare, ma in realtà complemento, sono i sedicenti “scudi democratici” che sono un mix tra maccartismo e intervento nella “vita degli altri”. Ci sono Stati che ormai agiscono oltre ogni limite interno ed esterno. E entità, come la UE, che vivono da 34 anni con un trattato ordoliberale e senza Costituzione. Chi governa risponde sempre più a entità ademocratiche piuttosto che alle Costituzioni. La rottura tra capitalismo e democrazia appare profondissima. Infatti arriva all’Habeas Corpus. Già da tempo, ma ora in modi strutturali. Per questo, perché veramente c’è da avere paura per tutti e per ciascuno, abbiamo bisogno di risvegliare e unire gli elementi democratici più larghi. Unità democratica e radicalità nella lettura della realtà che ci dice che il capitalismo e questo modo di stare sul Pianeta stanno alimentando la nostra e la sua distruzione. La prospettiva indispensabile è un Habeas Corpus universale per le Persone e per la Terra, una Costituzione universale. È bene che Gustavo Petro l’abbia ripresa da Luigi Ferrajoli che la porta avanti dall’Italia.
Ma questa prospettiva chiede che rinasca anche una prospettiva socialista.
La rottura tra democrazia e capitalismo non è affrontabile, per le cose che dicevo, col “campismo”. E, purtroppo, è diventata così drammatica dopo la crisi del “socialismo reale”. Chi, come anche io nel mio piccolo, viene da una storia comunista che cercava di liberare il Socialismo dal suo “reale” sa bene quanto sia importante che ci si batta contro il Capitalismo e l’Imperialismo ma anche per una prospettiva di liberazione. L’anticomunismo ha cercato, e cerca, di uccidere la Rivoluzione. Ma il socialismo reale non l’ha salvata. E il campismo di oggi la ignora. E ignorandola non si può dire che stia risolvendo i problemi del Mondo, vista la situazione sempre più drammatica. Certo si possono vedere tutte le ambiguità e le strumentalizzazioni delle cosiddette rivoluzioni colorate. Ma non ci si può non chiedere perché non ci sono Rivoluzioni Socialiste.
Tutto ciò per cui mi sono battuto contro lo scioglimento del PCI si è purtroppo realizzato. Anche questa gigantesca rimozione, tragica perché priva il futuro di una possibilità. D’altronde bastava seguire il pensiero di Berlinguer ad esempio sulla sciagura per l’Europa di trasformarsi in potenza militare e non sociale per sapere che sarebbe andata così. Purtroppo l’americanismo che definirei infantile di alcuni dirigenti del PCI e poi del Pd si è adeguato al suprematismo neo con. Ora sono travolti dalla forza del pensiero maga che ha connesso il suprematismo alla esasperazione del basso che non ha speranza se non nell’odio. Io ho in me tutta la rabbia per il disastro fatto. E per come insistono nel disastro. Tuttavia mi faccio forza. Dobbiamo battere la nuova destra radicale. Non ci riusciranno mai i vedovi neoconservatori. Ma non ci si può certo affidare alla lotta tra I dominanti. Stare con i dominati, sempre. Rifiutando sempre di essere pedine del gioco altrui. Per ricostruire una prospettiva altra che abbiamo chiamato socialista.
In fondo non è poi così difficile. Chi vuole una Rivoluzione Socialista non si affida né alla Nato né alle religioni. E pensa che l’Habeas Corpus sia dalla parte dei dominati perché così nasce e perché gli sterminati della Storia sono sempre loro. L’Habeas Corpus per il Socialismo è la bussola con cui mi oriento ovunque, dalla Ucraina alla Russia, dagli USA all’Iran, in Europa.
di Roberto Musacchio
