Lavoratori dello spettacolo, unitevi!

di Roberto
Morea

transform! europe ha promosso insieme al Gruppo di Lavoro sulla Cultura del Partito della Sinistra Europea, un webinar sulla condizione dei lavoratori dello spettacolo in Europa, a cui hanno partecipato Eva Brenner, dall’ Austria, Antony Keigher Irlanda del Nord/Inghilterra e Margarita Syngeniotou Grecia.

L’incontro è stato molto utile non solo per capire le varie situazioni nazionali e le differenti / simili condizioni in cui in ogni paese i lavoratori e in generale la cultura stanno affrontando la crisi, ma anche e sopratutto per capire su quale terreno costruire una azione politica per rimettere al centro la cultura e il lavoro ad essa collegata.

I nodi principali su cui si è focalizzato l’incontro sono a mio avviso:
la marginalizzazione delle esperienze “libere” di arte performativa fuori dai circuiti mainstream, avvenuta già da molto tempo prima della pandemia in tutti i paesi, con indirizzamento dei fondi pubblici solo a grandi istituzioni che spesso fanno riferimento a circoli legati a poteri reazionari. Anche con la chiusura delle sale e dei teatri, infatti, una garanzia di funzionamento è stata garantita infatti solo a queste istituzioni culturali.

La crisi del lavoro dal vivo che, sopratutto nel periodo estivo, in molti paesi rappresenta una fonte di introito molto importante, in Grecia ad esempio questo è persino maggiore di quello del Turismo e la diffidenza verso le forme di performance online che non possono sostituire né artisticamente né economicamente quelle dal vivo.

La natura sindacale della battaglia dei lavoratori, a cui molto giustamente ha fatto riferimento Margarita, che da rappresentante sindacale dei lavoratori greci, ha posto la questione in termini chiari e ponendo la basi per una approfondimento della definizione del supporto ai lavoratori.

Infine l’utilizzo della crisi per cancellare e privatizzare ulteriormente spazi e luoghi dedicati alle attività culturali aperti e pubblici.

In generale credo che sia stato un buon passo in avanti verso l’integrazione di questo tema da parte della Sinistra Europea e della possibilità di sensibilizzare il Partito verso la battaglia culturale che, credo, non possa prescindere da chi la pratica sul terreno della arte figurativa e performativa.

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