La sede parlamentare è quella preposta

Redazione

Transform Italia è impegnata dal primo momento in una campagna sul covid che abbiamo chiamato “verità e giustizia”. Vogliamo che il covid venga combattuto con tutte le forze necessarie e rimuovendo e cambiando ciò che lo ha favorito. Ora pensiamo che alla luce di ciò che è accaduto e accade, come in Francia, sia necessaria una commissione d’indagine parlamentare sul covid. Bisogna uscire dallo “scontro” tra “negazionisti” e “giustificazionisti” e capire cosa è successo e cosa bisogna fare. E la sede parlamentare è quella preposta.

1) Cosa è successo? Noi abbiamo un piano antipandemico dal 2003 in quanto da inizio 2000 l’Oms ha avvertito sul rischio pandemie da spillover. È stato seguito? Eravamo attrezzati a seguirlo? Il piano prevede l’individuazione precoce da sintomi (quali polmoniti anomale), la messa in sicurezza del sistema sanitario in modo da non “infettarlo”, la chiarezza e la trasparenza  delle scelte e delle comunicazioni. Poi ci sono le domande che emergono anche dai verbali su modi e tempi di zone rosse e lockdown. E tante altre.

2) Il Sistema sanitario era/è adeguato? Pare evidente che no. Tanti tagli e tanta privatizzazione. Spezzettamento “regionalistico” criticato anche dalla UE. Personale più anziano di tutta la UE. Tanti medici “specialistici” e troppo pochi generali. Piuttosto che fare le campagne pro Mes bisogna dire come si ricostruisce un Servizio sanitario nazionale pubblico adeguato, riqualificato, ringiovanito, potenziato, territorializzato. Cioè quello previsto dall riforma sanitaria 833 e duramente picconato in questi 30 anni sciagurati.

3) Il quadro istituzionale è adeguato? A noi non pare proprio. Invece che seguire l’impianto della riforma sanitaria, potenziando le relazioni tra competenze scientifiche e decisionalità politica e le interrelazioni tra sanitario, sociale e ambientale e tra territorio e prevenzione si è andati in una direzione opposta e confusa. Già negli anni ’80 si provò a smantellare il quadro complesso della riforma sanitaria inserendo il cosiddetto Ente grandi rischi che era connesso alla realizzazione del nucleare in Italia. Ricordiamo che si combatté con una battaglia contro questa logica tecnocratica e riduzionistica. Battuto il nucleare e l’Ente, i problemi sono rientrati con la legge sulla protezione civile che ne ha riproposto in modi confusi la logica. Intanto si smantellavano il Servizio sanitario nazionale, le competenze ambientali delle provincie, i servizi tecnici nazionali.

Così mentre la Germania ha un sistema sanitario simile alla nostra 833 e una legge quadro sulle pandemie che lo interseca noi abbiamo affrontato il covid come se fosse un evento di protezione civile. Con mancanza di connessioni adeguate, incertezza delle figure scientifiche e istituzionali. Io penso che questo assetto non sia adeguato e occorra ripristinare il Servizio sanitario nazionale pubblico e trasformare il piano antipandemico in legge quadro come in Germania magari chiedendo una direttiva europea. La protezione civile invece va ricondotta al pronto intervento nelle emergenze.

Queste sono solo alcune delle considerazioni che porteremmo in un dibattito istituzionale. 

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Un Paese da ripensare e rifondare

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