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Il caldo torrido e le politiche di adattamento a livello locale

di Riccardo
Rifici
Mentre queste lunghe settimane di caldo torrido che sta sfiancando l’Europa, rendendo, ormai, inconfutabili, gli effetti del cambiamento climatico, quale è la risposta della politica internazionale e locale a questa terribile realtà?
A livello internazionale, a parte forse la Cina, che pur con i suoi problemi, sta impostando delle serie politiche, a medio e lungo termine, per contrastare il cambiamento climatico (fonti energetiche sostenibili, piantumazione di miliardi di alberi, ecc…), gli altri principali attori istituzionali, se pur non negano il problema (come fanno quelle che, in qualche modo, fanno capo all’area “MAGA”) , hanno rallentato o rinviato molte delle iniziative già programmate (vedi ciò che sta accadendo nella UE sotto la pressione delle lobbies delle fonti fossili). Tutto ciò, mentre ai problemi causati dalle consuete politiche energetiche e produttive, si aggiungono quelli provocati dalle guerre in corso!
Ma, tralasciando, le grandi questioni “globali”, vorrei soffermarmi su delle questioni di carattere locale, che riguardano il modo con cui i nostri amministratori si fanno carico delle politiche che riguardano il cosiddetto “adattamento”.
Porto come esempio ciò che accade da tempo in due grandi città del nostro Paese: Milano e Roma, entrambe amministrate da sindaci del centro sinistra.
Come è noto tra i principali problemi che caratterizzano la vita della città, in particolare nei periodi estivi, vi è quello dell’“isola di calore” che colpisce maggiormente le aree urbane a causa della cementificazione scriteriata delle superfici che da un lato accumulano calore e dall’altro impediscono l’assorbimento delle acque piovane nei terreni.
Il primo esempio riguarda Milano, in particolare una zona che è stata nel passato parte della mia esperienza di vita e di politica.
Si tratta dell’area ad ovest della città che va da via Primaticcio a Baggio e al quartiere Olmi, (oggetto di una forte urbanizzazione partita dagli anni ’60 fino ad oggi). In questa zona nel 1974 ho fatto il primo mese del servizio militare nella caserma di artiglieria Perucchetti, e li si andava a fare le esercitazioni nella vicina vasta “piazza armi” (una quarantina di ettari di verde, alberi cespugli e prati, senza alcuna costruzione o strada asfaltata). Accanto a questa area vi erano e vi sono alcuni depositi dell’esercito e l’Ospedale militare. Ricordo in proposito il netto effetto di maggiore frescura quando, in estate, percorrendo con il tram via delle Forze armate si coglieva un forte senso di frescura, quando si oltrepassava questa area vede (un paio di gradi in meno!).
Ma adesso, sembra ormai partito un progetto di “valorizzazione” immobiliare dell’intera area. Naturalmente accanto agli edifici (sicuramente non popolari) non faranno mancare qualche bel giardinetto! Tutto in ossequio alle politiche che le giunte milanesi (di destra e di sinistra) hanno portato avanti in questi decenni!
Con quali effetti sulle condizioni di vita da punto di vista sociale ed ambientale? Sicuramente non positivi.
Eppure non fu sempre così. Ricordo, infatti che alla fine degli anni ’70, l’allora municipio (governato da una coalizione PCI, PSI, DP, in cui ero anche io presente come consigliere per DP) si impegnò per portare avanti una seria riqualificazione ambientale di un’area abbandonata (che era stata oggetto di cave di sabbia). Quell’area (il cosiddetto “parco delle cave”), in cui non è stato costruito nessun edificio, è ancor oggi una delle più belle e grandi aree verdi del comune di Milano, ce sicuramente ha migliorato le condizioni di vita di chi ci abita intorno.
Secondo esempio molto simile al primo: Roma, l’area degli ex mercati generali tra via Ostiense e via Benzoni.
Anche qui un progetto di “valorizzazione immobiliare” dell’area affidato a “fondi di investimento” (sembra anche israeliani), dove si procederà alla cementificazione con diversi edifici (si parla di “studentati” di lusso) e naturalmente con qualche giardinetto! Il progetto andato avanti con il silenzio (imbarazzato?) del presidente del Municipio VIII di area Verdi-Sinistra!
Questo progetto ed altri interventi già portati avanti dalla giunta Gualtieri, ricadono nella solita impostazione scelta per il governo delle città: valorizzazione delle rendite immobiliari e di alcune attività commerciali (turismo, ristorazione, ecc.), a scapito dei problemi ambientali e delle condizioni di vita dei ceti più deboli. Insomma: i problemi ambientali vanno sempre di pari passo con quelli sociali. E di questo anche gli esponenti del centro sinistra sono oggettivamente corresponsabili!
Riccardo Rifici
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