I NO che fanno crescere

di Alfonso Gianni –

Il “Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione sulla riduzione del numero dei parlamentari” si è costituito il 15 gennaio 2020 con regolare atto notarile presso il notaio Atlante di Roma. Come da Statuto approvato e in calce all’atto costitutivo, il Comitato è promosso dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale – già protagonista della consultazione referendaria vittoriosa contro la legge di modifica della Costituzione Renzi-Boschi – e opererà in stretta collaborazione con quest’ultimo. Il primo Consiglio Direttivo del Comitato è costituito dai firmatari dell’atto, poi successivamente allargato, sulla base di adesione individuale e non di organizzazione, ad altri membri che ne hanno fatto richiesta. Il Comitato è presieduto da Massimo Villone, affiancato da quattro vicepresidenti, di cui uno Alfiero Grandi in qualità di vicario: Silvia Manderino, Domenico Gallo e Mauro Beschi. Il tesoriere è Antonio Pileggi, responsabile della comunicazione Alfonso Gianni.

Nella sua prima riunione il Consiglio direttivo ha approvato altre integrazioni. Ha incontrato un gruppo giovanile denominato Nostra! che si impegnerà attivamente nella campagna sulla base di un documento pubblicato su il manifesto del 5 febbraio.

A Roma, nella mattinata del 4 febbraio, nella sala Isma del Senato, si sono riuniti i parlamentari che aderiscono alla campagna del NO al referendum costituzionale del prossimo 29 marzo. I parlamentari hanno deciso di prendere in carico i territori di rispettiva competenza per strutturare le iniziative regionali e locali.

A seguire, nel pomeriggio, si sono riuniti i comitati nazionali per il NO al referendum costituzionale. L’incontro, promosso dal Coordinamento Nazionale dei Comitati noiNO.eu, con il suo coordinatore Andrea Pruiti Ciarello, ha visto la partecipazione del Comitato per il NO promosso dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, presieduto da Massimo Villone; del Comitato Popolare per il NO al Taglio dei Parlamentari, presieduto da Piero Pirovano e coordinato da Ivo Tarolli; del Comitato Popolare per il NO al referendum sulla riforma costituzionale, presieduto da Giuseppe Gargani e del Comitato Giovanile per il NO al referendum costituzionale NOstra, portavoce Jacopo Ricci.

Durante l’incontro, i vari comitati nazionali hanno affrontato le tematiche di fondo della campagna referendaria ed hanno condiviso una unitaria strategia di comunicazione e coordinamento, per fornire l’informazione più corretta ai cittadini elettori, a partire dal tema della rappresentanza politica.

Si è deciso di costruire  un rapporto di collaborazione politico-organizzativa anche per rendere più incisiva la attuazione della par condicio (ancora si attendono le disposizioni degli organi istituzionali preposti alla regolazione delle presenze audiotelevisive) da parte dei media e per rafforzare la azione di propaganda nazionalmente e nei territori. E’ ovviamente decisiva l’iniziativa sul piano locale, dove si possono raggiungere i cittadini spiegando i veri motivi di questa controriforma e le ragioni del no al taglio dei parlamentari che per quanto riguarda il Comitato per il No presieduto da Villone, si accompagnerà ad una campagna in favore di una legge elettorale proporzionale pura, ovvero non inquinata da quote di maggioritario che la stravolgerebbero. Viene quindi sollecitata la costituzione di comitati per il No negli ambiti territoriali e il collegamento con l’azione nazionale del Comitato per il No.

La pagina Facebook del Coordinamento per la democrazia costituzionale accoglierà comunicati, articoli, messaggi, annunci di iniziative del Comitato Per il No.

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2 Commenti. Nuovo commento

  • M. Gabriella Cetroni Ciraolo
    6 Febbraio 2020 6:35

    Sono x la legge elettorale proporzionale pura.

    Mentre per quanto possa apparire demagogica ritengo utile anzi doveroso approvare il taglio delle poltrone dei parlamentari.

    Rispondi
  • Claudio Bellini
    6 Febbraio 2020 11:27

    State raccogliendo le firme contro al referendum? …in caso di referendum io inviterei a disertare le urne perché se no molto probabilmente il si vincerebbe

    Rispondi

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