“E se fosse da Macron a Di Maio?”

Mentre in tanti si affannano a mandare in onda il film dell’epico scontro tra “euroliberisti” e “euronazionalisti”, con tanto di evocazione di improbabili cartelli “da Macron a Tsipras”, dalla realtà arrivano segnali diversi. I Cinquestelle vogliono a tutti i costi il “loro” reddito di cittadinanza ( che è poi di etnia visto che è solo per italiani, con buona pace di Costituzione e norme europee). Anche Macron propone un reddito universale. Entrambi i redditi minimi, per come sono concepiti rischiano di essere per moltissimi anche i massimi. Macron vuole sforare il deficit per tagliare 19 miliardi di tasse alle imprese (e qualcosa alle famiglie ma pagato con tagli alle pensioni e di lavoratori pubblici). Di Maio dice che anche l’Italia è sovrana e si può sforare (per il reddito sì ma molto per la flat tax). Se due indizi sono un segnale vedremo se arriverà un terzo per farne una prova. Sta di fatto che mentre Salvini ha una sua postazione europea (con le destre delle Nazioni), e da quella muove con Orban e Visegrad per fare alleanze che spostino a destra i popolari e si prendano la UE, i Cinquestelle non hanno casa certa in Europa. Ma i loro voti sono appetiti. E siccome vorranno farli contare o si mettono in proprio ma devono trovare alleanze in base alle regole (25 parlamentari di 7 Paesi per fare un gruppo) oppure potrebbero giocare un’altra partita. Difficile governare la UE senza la Francia. E se Le Pen sta con Salvini forse per i Cinquestelle è meglio una Francia con Macron. Anche perché che vinca Le Pen non è detto. E poi se si va d’accordo sul reddito di cittadinanza e su sforare il deficit…
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