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Diseguaglianze sociali, finanziarizzazione della vita e orizzonti di crisi negli USA

di Roberto
Rosso

Nelle analisi del contesto globale si pone spesso l’accento sul livello di indebitamento degli Stati Uniti che si aggira sui 39.000 miliardi di dollari1 superando di molto il prodotto interno lordo2. Non si parla è invece dell’indebitamento dei cittadini statunitensi che costituisce un indice molto preciso della crescita esponenziale nel paese delle diseguaglianze, soprattutto se messo a confronto con l’arricchimento dei signori del digitale che godono dell’esplosione dei valori borsistici delle loro società, come Musk3.
L’aspetto più drammatico dell’indebitamento personale e familiare è il cosiddetto ‘survival debt’, il debito per sopravvivere.
“Molti americani non hanno altra scelta che indebitarsi per sopravvivere: per accedere alle cure mediche necessarie, un’istruzione di base, trasporti essenziali e coprire altri bisogni fondamentali in mezzo a una crisi di accessibilità abitativa. E una volta che si sono indebitati, molti trovano quasi impossibile uscirne. Uno su tre adulti americani ha un debito che è stato girato a un’agenzia di recupero crediti. Attualmente sono in sospeso oltre 1,7 trilioni di dollari in prestiti studenteschi. La metà degli americani ha debiti per cure mediche, e più della metà (57%) con debiti sanitari deve almeno 1.000 dollari.
Ma invece di cambiare priorità per garantire che gli americani possano cavarsela senza ricorrere al credito, i legislatori continuano a sostenere l’indebitamento per poi punire i mutuatari quando faticano a rimborsare. La lobby del credito ha convinto il Congresso a erigere barriere all’alleggerimento del debito per famiglie e famiglie che hanno “debiti al consumo” basandosi sul mito che le persone accumulino debiti strategicamente sulle loro carte di credito, acquistino beni di consumo frivoli e poi “abusino” del sistema fallimentare.
Nel frattempo, molti credono ancora che se si prendono solo “debiti positivi” ed evitano i “debiti scorretti” si possano evitare insolvenze e collasso finanziario. Questi miti si basano tutti sulla convinzione libertaria che i debitori siano solo individui che esercitano il loro libero arbitrio in un libero mercato. (…) 
Storicamente, gli interventi governativi hanno aiutato in modo sproporzionato istituzioni finanziarie e aziende; quando il governo estendeva aiuti alle famiglie, le famiglie bianche ne beneficiavano in modo sproporzionato e le famiglie nere venivano spesso esplicitamente escluse dai benefici. Ad esempio, a seguito della crisi finanziaria del 2008, il governo ha salvato le istituzioni finanziarie piuttosto che le famiglie. Milioni persero le loro case, e le famiglie nere persero più del doppio della ricchezza delle famiglie bianche.
Un altro esempio: milioni di proprietari immobiliari americani, per lo più bianchi, possono far risalire la loro ricchezza all’Homestead Act4 o ai prestiti sovvenzionati della Federal Housing Administration, entrambi esclusi per afroamericani e altri americani emarginati5.
La concessione di credito nei programmi governativi USA ha avuto un ruolo fondamentale.
“Quando si tratta di programmi governativi, il supporto creditizio è spesso più economico e meno controverso rispetto alle spese dirette. Capendo questo, si può capire perché i funzionari governativi abbiano l’incentivo a definire ogni tipo di problema sociale come finanziario6. (…)
Il governo federale degli Stati Uniti riporta che nel 2017 possedeva 1,3 trilioni di dollari in prestiti e ne garantiva altri 2,5 trilioni tramite varie agenzie governative. Il totale del credito federale sale a 8,5 trilioni di dollari se si includono gli obblighi garantiti da Fannie Mae e Freddie Mac, e le partecipazioni di titoli garantiti da mutui della Federal Reserve. Secondo gli economisti Mariana Mazzucato e Randall Wray, circa un terzo di tutto il debito privato negli Stati Uniti è in qualche modo garantito dal governo federale. Mazzucato e Wray aiutano a inserire i programmi di credito nella storia più ampia del credito facile nell’economia politica statunitense. Lo stato può anche promuovere il credito attraverso tassi di interesse bassi, regolamentazioni permissive e spese fiscali come la detrazione del tasso di interesse ipotecario (…).
Non tutti i problemi sociali si risolvono al meglio tramite il credito. Considera la politica dell’istruzione superiore.  Una strada sarebbe definire l’istruzione come un bene pubblico o un bisogno sociale, il che potrebbe sostenere la gratuità delle tasse universitarie o il controllo dei prezzi. Oppure si potrebbe concludere che le famiglie abbiano bisogno di più reddito e scelgano di lottare per salari minimi più alti, trasferimenti in denaro più generosi alle famiglie bisognose o un reddito di base universale. In alternativa, si può definire il problema dell’accesso all’istruzione superiore in termini finanziari e concludere che le famiglie hanno bisogno di modi nuovi e migliori per prendere in prestito più soldi per pagare gli studi. Questo pone l’onere del pagamento direttamente sulle famiglie. E, infatti, le famiglie americane sono schiacciate dal peso dei prestiti scolastici, come hanno dimostrato studiose come Tressie McMillan Cottom e Caitlin Zaloom.
Più in generale, quando i governi misurano l’accesso ai beni sociali tramite il supporto dei prestiti, ciò genera debito per famiglie e comunità, e ricchezza per le banche e le società finanziarie che riscuotono gli interessi. Tali partnership e dipendenze possono erodere il controllo pubblico e la supervisione sulle risorse condivise, come hanno sostenuto Suzanne Mettler e Steven Teles. Quando i funzionari governativi diventano dipendenti dai mercati finanziari per risolvere i problemi, a loro volta dipendono dagli attori finanziari con cui hanno collaborato, come ha dimostrato Benjamin Braun. Questo può favorire l’espansione del credito fino al punto di crisi e instabilità.”
Siamo quindi in presenza di una finanziarizzazione delle politiche sociali, della possibilità di accesso ai servizi essenziali, dalla scuola alla sanità, alla casa. Il ‘survival debt’ costituisce l’aspetto più drammatico di questo aspetto dominante del processo di indebitamento, mentre l’intero processo e l’infrastruttura creditizia sono suscettibili di collassare nelle crisi economico-finanziarie. Fannie Mae (Federal National Mortgage Association) e Freddie Mac (Federal Home Loan Mortgage Corporation) sono due grandi società sponsorizzate dal governo degli Stati Uniti (government-sponsored enterprises GSE) che garantiscono e acquistano mutui per mantenere il mercato immobiliare liquido. Durante la crisi finanziaria del 2008, crollarono a causa dei pesanti investimenti in mutui subprime tossici, dando origine a un massiccio salvataggio federale.
Il caso delle due società è emblematico del ruolo di intermediazione del credito nel processo di riproduzione sociale negli USA e del suo potenziale coinvolgimento in crisi catastrofiche.
“L’imposizione delle tutele federali il 6 settembre 2008, verso la Federal National Mortgage Association e la Federal Home Loan Mortgage Corporation—comunemente conosciute come Fannie Mae e Freddie Mac—è stato uno degli eventi più drammatici della crisi finanziaria. Queste due imprese sponsorizzate dal governo svolgono un ruolo centrale nel sistema di finanziamento abitativo statunitense e al momento della loro presa in carico federale detenevano o garantivano circa 5,2 trilioni di dollari di debito ipotecario.
Le due aziende venivano spesso citate come esempi brillanti di partnership pubblico-privato -cioè l’utilizzo del capitale privato per promuovere l’obiettivo sociale di espandere la proprietà della casa. Ma in realtà, le strutture ibride di Fannie Mae e Freddie Mac erano destinate a fallire prima o poi, a causa della loro esposizione singolare al settore immobiliare residenziale e degli incentivi morali che derivavano dalla garanzia implicita delle loro responsabilità”7.
Nell’indebitamento personale e delle famiglie svolge un ruolo primario l’indebitamento per gli studi.
Il debito studentesco statunitense ha superato 177 mila miliardi di dollari, con più di 42 milioni di debitori federali. La crisi è caratterizzata da tassi di insolvenza alle stelle, con debiti federali in mora che hanno raggiunto i 171,4 miliardi dollari e oltre 3 milioni di mutuatari in default negli ultimi mesi. Le continue sfide legali ai piani di rimborso basati sul reddito hanno costretto milioni di mutuatari a cercare nuove opzioni di rimborso8.
Sul sito delle National Conference of State Legislatures leggiamo9.
“Circa 44 milioni di americani hanno un debito di prestiti studenteschi in sospeso e a livello nazionale i mutuatari devono più di 1,7 trilioni di dollari. Sebbene i livelli di debito varino a seconda del titolo di studio e della specializzazione, una particolare preoccupazione sono i quasi 4 milioni di studenti che hanno abbandonato l’università senza una laurea ma con debiti studenteschi. Il debito studentesco può influire sulla capacità del mutuatario di possedere una casa, avviare un’attività e risparmiare per la pensione.”
L’evoluzione di questa situazione nei prossimi mesi terrà conto indubbiamente della crescita dell’inflazione a livello globale e negli USA in particolare provocata dal blocco dei transiti e dei traffici nello stratto di Hormuz, a chiudere la tenaglia può intervenire una stretta creditizia da parte della FED contro l’inflazione, anche se l’attuale direzione è meno disponibile ad effettuarla. Una spirale indebitamento-inflazione è quello che ci si può aspettare. A fronte c’è la crescita ipertrofica  dei valori borsistici delle società del digitale che dominano il mercato dell’Intelligenza Artificiale, una vera e propria bolla finanziaria che si alimenta di sempre nuoci annunci e di Offerte Pubbliche di Acquisto con la quotazione in borsa di società come Anthropic10 il cui valore sfiora i 1.000 miliardi di dollari. SI va verso quotazioni in borsa per un ammontare di oltre 4.000 miliardi di dollari11, tra cui Anthropic, OpenAI e SpaceX che da sola dovrebbe valere 1.750 miliardi dollari.
Una bolla, si diceva, sorretta da annunci continui e da una circolarità di investimenti reciproci tra i protagonisti di questo processo, laddove in molti casi i ricavi non stanno dietro ai costi degli investimenti. I colossi dell’A.I. costituiscono il fattore trainante degli andamenti di borsa, della crescita dei listini. Sino a quando non si sa, ancora una volta le possibilità di previsioni attendibili sono pressoché nulle, salvo proiettare nel futuro l’andamento attuale, pratica che in passato è stata sempre smentita dall’emergere di crisi, radicate nei caratteri strutturali dei mercati borsistici e finanziari, a fronte degli andamenti della cosiddetta economia reale, se ancora si può usare questo termine.
Il motore di questa ipercrescita finanziaria è lo sviluppo dell’ecosistema tecnologico dell’Intelligenza Artificiale nel quale il tasso di innovazione conosce ritmi di crescita e diversificazione su una base che potremmo quantificare sommariamente come mensile se non settimanale. L’impatto economico e sociale si fa sempre più pervasivo e profondo, penetra in quella materia sociale che -sempre parlando di Stati Uniti- vive quella condizione di precarietà e dipendenza dall’indebitamento che abbiamo sommariamente descritto.
Siamo quindi in presenza di una situazione in cui crescono le diseguaglianze sociali e aumenta l’instabilità complessiva della formazione sociale centrata sulla finanziarizzazione dei processi di produzione, riproduzione e innovazione; tralasciamo per una volta le conseguenze della crisi climatica nei cui confronti l’amministrazione Trump ha dismesso ogni pratica di mitigazione e adattamento, orientando in questo senso la riconversione in corso della formazione sociale a tutti i livelli, in particolare l’uso delle tecnologie emergenti che vengono orientate pesantemente verso i settori della difesa e della sicurezza, con imponenti livelli di indebitamento dell’amministrazione federale che andranno ad aggravare il già spropositato deficit federale.
Si tratta di vedere sino a quando il motore dell’innovazione digitale, dell’AI trainerà il sistema prima di provocare una crisi di dimensioni sconosciute con l’esplosione della bolla finanziaria. Cetto non è la prospettiva della crisi catastrofica e palingenetica ciò a cui possiamo affidare l’avviarsi di un nuovo ciclo di scontro di classe nella massima potenza capitalistica, le crisi vengono per lo più pagate da chi già pagava i costi di mantenimento del regime economico dominante. Al di là degli esiti delle elezioni di midterm, sulla base del comportamento reattivo degli elettori al peggioramento delle proprie condizioni materiali, dobbiamo chiederci noi a livello di analisi, e le forze sociali e politiche negli USA nel concreto dell’azione in quali modalità possa esprimersi un conflitto di classe all’altezza delle contraddizioni che il sistema capitalista presenta. 

Roberto Rosso

  1. https://it.tradingeconomics.com/united-states/government-debt.[]
  2. https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-il-crescente-debito-pubblico-americano.[]
  3. https://www.forbes.com/profile/elon-musk/.[]
  4. https://dsl.richmond.edu/panorama/homesteading/map/text/introduction.[]
  5. https://lpeproject.org/blog/a-dignity-based-approach-to-debt/.[]
  6. https://lpeproject.org/blog/when-all-social-problems-become-financial-problems/.[]
  7. https://www.aeaweb.org/articles?id=10.1257/jep.29.2.25.[]
  8. https://educationdata.org/student-loan-debt-statistics.[]
  9. https://www.ncsl.org/education/student-loan-debt-series.[]
  10. https://www.hwupgrade.it/news/mercato/anthropic-prepara-l-ipo-da-965-miliardi-e-punta-a-battere-sul-tempo-openai_154275.html.[]
  11. https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/teleborsa/economia/ipo-le-piu-attese-dell-anno-da-openai-a-space-x-pronta-al-record-77_2026-06-03_TLB.html.[]
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