editoriali

Dazi: un accordo da respingere in Italia e in Europa. Meloni e von der Leyen vanno sfiduciate

di Roberto
Musacchio

Penso che i dazi siano l’altra faccia degli accordi di libero scambio e che con la finanza, le armi, l’uso del debito siano da 35 anni la cassetta degli attrezzi che le borghesie usano nella lotta di classe rovesciata. Sui dazi, con il contorno di acquisti di energia ed armi dagli USA, la convergenza tra von der Leyen e Meloni è emblematica e vergognosa.

Vorrei che in Parlamento italiano e in quello europeo si presentassero risoluzioni per bocciare l’accordo di affari tra “lorsignori” fatto da von der Leyen e Trump. E si chiedessero, questa volta da sinistra, le dimissioni di von der Leyen. Ora, prima che sia troppo tardi.

Continuo a vedere definizioni geopolitiche sull’accordo Trump-von der Leyen. Hanno vinto gli USA ecc. Come se fossimo nel passato e la UE fosse una “nazione” tra le altre. E comunque con un linguaggio e una visione aclassisti. Ho già detto, e lo ripeto, che non mi convince. La UE è una funzione delle borghesie europee impegnate da 30 anni a riprendersi ciò che il movimento operaio aveva tolto loro. Come le borghesie italiana ma anche francese hanno pagato a quella tedesca per garantirsi l’ordoliberalismo funzionale a questo piano, ora la UE, che ha scelto come conflitto geopolitico prioritario quello con la Russia, e lo usa dopo e con l’austerity per continuare a gestire il potere, si paga dagli USA armi e relazioni “post-ideologiche”. Tanto paghiamo noi.

Chi ancora va a cercare gli Olivetti ha sbagliato, per me, secolo.

Suggerisco per capire la vicenda dazi tra UE e USA di tenere sempre a mente questo concetto espresso da Luciano Gallino per definire la lotta di classe rovesciata:
“La lotta di classe dopo la lotta di classe è un’espressione che si riferisce alla persistenza e alla trasformazione del conflitto sociale, non più limitato alla tradizionale contrapposizione tra borghesia e proletariato, ma esteso ad una lotta ‘dall’alto verso il basso’. In questa nuova fase, le classi dominanti, individuate come “vincitrici”, intraprendono una lotta attiva per mantenere il proprio potere e controllo, limitando lo sviluppo di potenziali classi antagoniste”.

Ecco, da Maastricht in poi la UE è il contesto in cui questo concetto si attua. È la rottura del compromesso del modello sociale europeo con la ripresa del potere da parte delle borghesie. Esse si accordano intorno alla egemonia del modello neoliberale tedesco, compresi i suoi surplus esportativi e dunque pagando prezzi per garantirsi di mantenere il potere. Ora avviene lo stesso con Trump e i dazi. Scelta la guerra dopo l’austerity come modello di controllo ci si accorda con uno degli imperatori di questo nuovo feudalesimo tecnologico. Il dominus, intoccabile per tutti, è il capitalismo finanziario globalizzato. Ma rendita e dazi ci sono, eccome. Non si può parlare solo di resa perché siamo ad un accordo per il potere e perché a pagare non saranno loro, i dominanti, ma noi, i dominati. La UE non ha nessuna “funzione nazionale” ma è una “funzione del capitalismo” che usa guerra e nazionalismi. Questa è la borghesia oggi, globale e feudale insieme. Marx ci aveva detto che il socialismo poteva solo essere una rivoluzione mondiale.

Certo colpisce che dopo 30 anni e più in cui il liberoscambismo è stato un dogma ora ci sia la guerra dei dazi. In realtà non è così. Il liberoscambismo era solo l’apparenza che mal celava l’imposizione di un mercato dei forti. Dei surplus tedeschi, della rapina delle materie prime dei Paesi poveri, dei dumping di ogni tipo, sociali ed ambientali, del protezionismo dei forti.

Nella fase attuale neo-medievale torna il tallone di ferro dei dazi. Che, naturalmente, non riguardano la finanza. Che, naturalmente, vengono pagati dai poveracci. Che, naturalmente, serviranno a rafforzare il potere dei dominanti. Dazi e liberoscambismo sono due spalle per il fucile del capitalismo. Personalmente ricordo un aneddoto della mia vita da europarlamentare in cui mi trovai a contestare, da comunista, i dazi che la liberista allora ministra Bonino ragionava di proporre per la Cina. Proponevo invece clausole sociali e ambientali. Ecco, una diversa economia non vive di liberoscambismo o dazi ma di regole di valorizzazione dell’ambiente e del lavoro, di finalità delle produzioni per i bisogni e non per i profitti e tantomeno per le rendite. Prendiamo l’agricoltura. Deve essere di sussistenza, cioè per mangiare bene e salvaguardare l’ambiente. Ma se usi la parola sussistenza ti guardano come un matto. Prendi le città. Devono servire a far vivere le persone e non a produrre rendite urbane e finanziarie. Ma vallo a dire a “quelli di Milano”.

È proprio vero che o il socialismo è un’altra cosa o non è. E senza socialismo la barbarie dilaga.

Ma torniamo alla “partita” USA UE. Sono in tanti, e diversi, a dire che hanno vinto gli USA. Vedremo se saranno conseguenti. Però io ho sempre il tarlo del cui prodest. La borghesia tedesca non è né stracciona né venduta. Ha gestito l’unificazione privatizzando tutto l’Est, esaltando a dismisura la rendita in città come Berlino (Milano va a ruota), facendo 30 anni di surplus esportativi in Europa. L’Italia ha fatto il record delle privatizzazioni e della decrescita dei salari. L’Europa, per lor signori, è una miniera. Di pubblico accumulato, di sanità, scuole, pensioni, acqua da privatizzare e finanziarizzare. Di risparmi privati da rastrellare. Di rendita urbana da promuovere. Se Putin è, a suo modo, l’erede delle privatizzazioni di Eltsin; se Trump vuole farsi pagare la potenza accumulata: forse la borghesia UE vuole copiare un po’ da entrambi. Mai sottovalutare l’avversario di classe.

Roberto Musacchio

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2 Commenti. Nuovo commento

  • Maria Teresa
    30/07/2025 19:02

    Sono d’accordo bisogna sfiduciare Won der Lyen, Meloni et al. Il parlamento europeo deve mobilitarsi io non ci sto! Aumentare la spesa bellica, aumentare i dazi,affamare i Palestinesi! Ma quando ci vogliamo dare una mossa! Io non sopporto questo silenzio, questa passività, rassegnazione, facciamo decidere a Von der Lyen, io non sono d’accordo e come milioni di persone sono contro la guerra, le armi, il genocidio per leccare i piedi a un incapace arrogante di nome Trump! Basta! O facciamo qualcosa di serio contro questo scempio o andrà a finire molto male! Non esportiamo più in US le nostre specialità ce le teniamo noi tanto loro non apprezzano neanche la bontà delle nostre prelibatezze!
    Maria Teresa

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  • Roberto Musacchio
    06/08/2025 16:00

    Grazie di questo contributo utile. Se hai la pazienza di leggere anche il nuovo numero continuiamo a cercare di costruire riflessione e iniziativa.

    Rispondi

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