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Dall’idea al progetto, dal progetto all’agricoltura di prossimità

di Domenico
Pedroni

Una cosa appare chiara, fra le tenebre di questa tempesta che ci ha colpito così all’improvviso, quando tutto questo sarà finito, dovremo avere la capacità di costruire un mondo nuovo, diverso, più solidale. Non è uno slogan è la verità vera di chi sa guardarsi dentro ed ha capito che il mondo in cui vivevamo non poteva più reggere. Ce lo diceva l’egosimo imperante, lo preannunciava il cambiamento climatico, un’agricoltura troppo industrializzata, l’utilizzo di risorse come se fossero infinite in un mondo finito…

Ma, siamo ancora in tempo per cambiare? Ma, soprattutto abbiamo capito come cambiare? Perché il “come” cambiare è importante, anzi è fondamentale. Il primo cambiamento che noi vediamo è quello di agire come se il mondo fosse una gigantesca impresa sociale, che deve raggiungere degli obiettivi di sostenibilità. Deve agire come una azienda profit, senza fare profit, quindi agire per il bene comune, per il rispetto del clima, con grande attenzione all’ecologia, all’agricoltura di prossimità, alla solidarietà, al superamento delle diseguaglianze.

Lo vedo nei vostri occhi, Voi non ci credete…

L’esperienza della Fondazione Castello di Padernello

Allora vi racconterò questa storia vera di un piccolo paese chiamato Padernello. (A proposito a Padernello è tutto vero, anche la storia del fantasma della Dama Bianca). Un piccolo borgo di 76 persone, situato nella bassa più bassa, della Bassa Bresciana. Una Chiesa, un Castello e cinque grandi cascine, le più delle quali degradate ed abbandonate. Il Castello è abbandonato dagli anni sessanta del millenovecento. Nel 2005, dopo più di quarant’anni di abbandono, la sua sorte sembra segnata. Invece una grande alleanza fra pubblico e privato, permettono l’acquisto del Castello e nasce una feconda Fondazione di partecipazione denominata Fondazione Castello di Padernello, che mettendo nuovamente insieme 11 soci fondatori, sempre tra pubblico e privato, riesce ad invertire la rotta ed a diventare un modello paradigmatico per la salvaguardia dei beni comuni.

Ma, partiamo dall’inizio. Padernello è una bellissima operazione generativa, che nasce dal basso, dalla passione, dalla forza, dalla lungimiranza di alcune persone che credevano che si potesse restaurare un castello in grande parte caduto e farlo diventare un sistema culturale, motore in grado di creare valore per la propria terra.

Sostanzialmente, viaggiare su un doppio binario parallelo dove da una parte la Fondazione di partecipazione appositamente creata procede nei restauri architettonici e dall’altra la stessa avvia iniziative culturali, progetti di economia territoriale, di agricoltura sostenibile sociale, parla di filiere corte, costruisce mostre per promuovere luoghi ed artisti del territorio, diventa luogo di presentazione di libri, di spettacoli teatrali, di incontri filosofici.

Il Castello di Padernello rimane ormai aperto più di 300 giorni all’anno, con 220 giorni di apertura con manifestazioni in corso, da quelle che durano sei mesi, a quelle che durano un giorno. Fra le più importanti la creazione del “Mercato della Terra Slow Food di Padernello”. Un piccolo grande esempio di economia territoriale, dove 35/40 produttori portano a far conoscere e degustare i loro prodotti a circa 30 mila persone all’anno, nel concetto del buono, pulito e giusto.

È un’azione fondamentale far capire e conoscere che si può fare una diversa economia territoriale, che è possibile fare un’agricoltura che rispetta i tempi delle stagioni, che torna a fare le rotazioni, che mette colture diverse. Il Mercato della Terra è una piccola grande scuola, dove attraverso laboratori, si insegna a fare il pane con il lievito di pasta madre, a fare le confetture, a riutilizzare tutti i prodotti, senza fare scarti.

Inoltre, la Fondazione organizza spettacoli musicali e teatrali, presentazione di libri, giornate dedicate al mondo artigiano per una complessiva presenza di circa 60 mila visitatori annui. Aggiungiamo a questo che nel piccolo paese sono sorti 4 ristoranti che ospitano altre 50/55 mila persone. La Fondazione ha assunto 5 dipendenti. Tutto questo partendo da un Castello in gran parte caduto: non male credete!

Ma, come è stato possibile fare tutto questo? Applicando una semplice regola: sognando con i piedi per terra. Ovvero essere in grado da una parte di bilanciare creatività e genialità e dall’altra la sostenibilità.

Tre parole chiave

Tre sono le parole chiave che hanno contraddistinto l’operare della Fondazione Castello di Padernello.

La prima: la bellezza. Chi ci muove? La bellezza. Ecco noi diciamo che la bellezza non può più essere solo un valore estetico. La bellezza deve diventare un valore etico, morale, patrimoniale da ascrivere nei nostri cuori, nelle nostre coscienze.

La seconda: le cose si possono fare. Padernello insegna una cosa sola che le cose si possono fare. Certo occorre avere la capacita la forza, la passione, la costanza, la perseveranza, la lungimiranza. Allora tutte le cose si possono fare ed un mondo migliore diventa possibile.

La terza: la buona gestione. La Fondazione Castello di Padernello è stata in grado di dimostrare che bisogna costruire una sostenibilità economica attraverso quattordici anni di bilanci con piccoli avanzi di gestione. Infatti, la Fondazione è un’impresa, un’impresa culturale, un’impresa di relazioni, ma sempre un’impresa e come tale deve operare non esiste il profit o il non profit.

Attraverso queste tre parole chiave la Fondazione Castello di Padernello è stata capace di reperire fondi, attraverso iniziative, contributi e partecipazione a bandi, per strutturarsi, per dotarsi di un piano di comunicazione strategico e di una governance che potesse affiancare il grande indispensabile lavoro dei volontari. Oggi, la Fondazione può contare su circa 70 volontari, su 5 dipendenti, su 1.300 soci sostenitori.

Costruire progettualità condivisa con il territorio

Consolidata l’operatività nel e per il Castello, la Fondazione ha valutato ormai da qualche anno che bisognava uscire dal Castello e lavorare fuori dal Castello per spingere al restauro delle cascine, nell’ottica di creare un Borgo Rurale ed Artigiano. Ecco allora la nascita del progetto ”Verso Il Borgo”. Un patto quinquennale sottoscritto con l’Associazione Artigiani di Brescia del Presidente Bortolo Agliardi ed un accordo con il Centro di Coordinamento degli Istituti Professionali. Il progetto prevede di inserire nelle cascine restaurate delle botteghe artigiane, delle scuole botteghe, stanze per l’Albergo Diffuso, aule per l’alta formazione. Il progetto gode del grande sostegno della Camera di Commercio di Brescia, della Provincia di Brescia, del patrocinio della Regione Lombardia.

Ecco l’acquisto della cascina Bassa a Padernello era il pezzo mancante per chiudere il cerchio di questo fantastico progetto che vede al centro l’idea di un ritorno all’agricoltura che possa mantenere biodiversità, rotazioni e creare lavoro con e per i giovani. Infatti, ormai il lavoro non si deve più cercare, ma bisogna crearlo e quindi chi meglio degli artigiani che lavorano ancora con mani, testa e cuore potevano essere i protagonisti del Borgo. Ritrovare gli antichi mestieri della tradizione, ma dandogli la forza dell’innovazione.

La Cascina Bassa è un’immobile di grandi dimensioni con più di 4.500 metri quadri di immobili e con una vastissima aia interna ed un piccolo campo agricolo che si estende sul lato sud ed ovest, acquisita da tre proprietà. Un terzo della cascina è stato acquistato da un gruppo di imprenditori che gestiscono ristoranti e locali per giovani per inserire un Agribirrificio, un’attività che può spingere anche ad un benefico cambio di colture nelle nostre attività agricole, con coltivazione di farro, orzo, monococco. La seconda parte è stata acquisita dalla Falco Nero di Natale Gallia, proprietario dei ristoranti di Padernello, che inserirà una enoteca dei vini bresciani e delle botteghe per salumi e formaggi, quindi con la promozione dei prodotti bresciani e dei prodotti del mercato della terra Slow Food. La terza parte è stata acquisita dalla Immobiliare Sociale Bresciana che la destinerà alla creazione di un Albergo Diffuso, con circa 10 stanze, alla creazione di spazi per botteghe artigiane, a stanze per l’alta formazione per un’agricoltura che torni ad essere protagonista delle nostre campagne, nel rispetto del tempo, dei semi, della biodiversità, della fauna, delle piante. Qui potranno inoltre partire nuove attività artigianali, coordinate da artigiani docenti, si creeranno posti di lavoro, nella certezza di avere a fianco nella cascina attività consolidate, che potranno dare sicurezza e concretezza ed essere anche una spinta allo sviluppo del turismo esperienziale. Sotto la guida della Immobiliare Sociale Bresciana e con la collaborazione della Fondazione Castello di Padernello è stato già avviato il progetto di ricerca fondi per l’avvio del restauro.

L’impresa Sociale che è stata costituita a Febbraio del corrente anno si chiama “Connessioni Srl – Impresa Sociale”. Questa avrà il compito di mettere in atto la nascita del Borgo Artigiano e della gestione delle attività che in esso nasceranno, con il precipuo scopo di creare lavoro per i giovani, creare coesione sociale, bene comune, dare sostegno ai progetti di agricoltura di prossimità, sviluppare sinergie positive per tutta la Comunità.

Diventa quindi fondamentale concentrarsi, sul progetto di agricoltura di prossimità. È infatti intenzione della nostra Fondazione creare un’alleanza con il Comune di Borgo San Giacomo, che metterebbe a disposizione dei terreni e poi, con la Condotta di Slow Food della Bassa Bresciana, iniziare dei progetti virtuosi in agricoltura.

Con l’aiuto dei nostri ricercatori storici e di alcuni produttori di semi antichi, si vuole sperimentare la produzione di alcuni cereali ed alcune verdure che potrebbero essere vendute nel locale della cascina Bassa ed inoltre vendute ai ristoranti di Padernello, creando di fatto una filiera corta, a kilometro zero, che darebbe prodotti di qualità e con piena sostenibilità ambientale, anche grazie alla nascita di una scuola per la panificazione.

Il progetto prevede anche un allevamento di maiali allo stato semibrado. All’interno della Cascina Bassa sarà anche attivata una scuola di norcineria, al fine di chiudere il cerchio della filiera, ovvero si allevano maiali allo stato semibrado, che vengono macellati e poi insaccati direttamente in Cascina e qui venduti nel locale cantina dei vini bresciani ed inoltre serviti nei ristoranti di Padernello.

Lo scopo inoltre del progetto è di essere di esempio agli agricoltori, mostrando la possibilità di mettere colture diverse, redditive, mantenendo la biodiversità. Il progetto è inoltre fortemente replicabile anche nelle Terre Basse, una Comunità in fase di decollo dove già dieci Comuni hanno deciso di eleggere Padernello come loro capofila. Dieci Comuni, dove dieci Sindaci hanno deciso di imboccare una via diversa, alternativa, una via che vede nell’agricoltura di prossimità un grande mezzo per la lotta allo spopolamento dei paesi, per condividere con i giovani la loro voglia di tornare all’agricoltura, alla natura, a progetti di boschi di pianura.

Il progetto è inoltre la scintilla per poter far decollare delle “Comunità di Supporto Agricolo” ovvero aiutare i giovani ad iniziare un’attività agricola, sotto forma di start up ed aiutarla a crescere. A Padernello c’è lo spazio, c’è la voglia, c’è la determinazione, c’è la consapevolezza che cambiare è indispensabile e bisogna iniziare a cambiare dalla terra.

Il futuro del Castello è fuori dal Castello, è nel borgo. È nel borgo rurale ed artigiano di Padernello. È nei borghi delle Terre Basse. BorgoDiPadernello diverrà un marchio di qualità, di biodiversità, di filiera corta, di scuola bottega, di alta formazione. BorgoDiPadernello sarà un marchio depositato, un brand assolutamente riconoscibile che verrà dato agli Enti, alle aziende che vorranno identificarsi con la filosofia di Padernello.

Il BorgoDiPadernello sarà un borgo pedonale, con un turismo di qualità, con prodotti legati al concetto del buono, pulito e giusto, dove si potrà dormire in stanze arredate con mobili originali, frutto delle donazioni delle persone. Il BorgoDiPadernello sarà un grande luogo di bellezza, di comunità e di socialità, dove le idee ed i progetti partono del basso e generano valore economico per il territorio. Il BorgodiPadernello sarà un grande luogo di relazioni attive, dove il Comune di Borgo San Giacomo metterà a disposizione dei terreni, e i terreni verranno coltivati da giovani con colture che saranno utilizzate nei ristoranti di Padernello, venduti nel Mercato della Terra Slow Food, utilizzati per la vendita ai turisti che frequenteranno Padernello e le Terre Basse. Il BorgoDiPadernello, oltre che un luogo del cuore dovrà diventare “Uno dei Borghi più belli d’Italia”.

Padernello si avvia quindi al suo prossimo futuro con la certezza che la strada per l’impresa sociale è aperta, senza paura, sapendo che da un Castello caduto si è stati in grado di far decollare un esempio concreto e virtuoso, segnalato nei 100 casi della generatività italiana. Sognare con i piedi per terra si può, anzi si deve.


Presidente Fondazione Castello di Padernello

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