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Comunicato studentə del Righi occupato

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Oggi, 21/11/2022, noi studentə del Liceo Righi, a seguito dell’assemblea straordinaria svoltasi il 18/11/2022, dichiariamo la sede del nostro Liceo occupata.
Le nostre analisi, critiche e richieste sulla scuola e sulla società in questo documento politico.

Viviamo in un Paese dove il futuro di noi giovani appare precario e sempre più a rischio. L’istruzione pubblica verte in condizioni critiche da anni a seguito dei continui tagli sull’istruzione e delle scelte politiche dannose e pericolose applicate dagli ultimi governi. Il tasso di dispersione scolastica in Italia è fra i più alti in Europa. La distanza delle istituzioni da noi studentə e dalla popolazione non è mai stata così grande, come dimostrato dalle ultime elezioni politiche. A questo si aggiunge un neoeletto governo di estrema destra che mette a rischio i nostri diritti, la lotta al cambiamento climatico, l’uguaglianza sociale e la democrazia. Grandi minacce come la crisi climatica, la guerra, gli autoritarismi e la crisi economica, incombono su noi giovani, da anni inascoltatə. Per questo abbiamo deciso di agire, per manifestare il nostro disagio e comunicare i nostri bisogni.
Con questo atto, unitə come studentə, intendiamo riprenderci la nostra scuola, ribaltare i rapporti di forza in un’istituzione scolastica che si sta estraniando dalle nostre necessità e costruire un modello di scuola che più ci appartiene. Da studentə, vogliamo creare all’interno delle mura del nostro edificio una scuola che sia davvero equa, che ci stimoli al confronto, al dibattito e alla socialità, che ci dia gli strumenti per essere davvero dellə studentə consapevolə, in grado di affrontare un futuro oggi più che mai incerto. Vogliamo inoltre manifestare alla scuola, al Ministero dell’Istruzione e al governo la nostra idea di scuola e di futuro e chiedere un confronto e una collaborazione seria e duratura con le istituzioni.

Scuola

Il futuro di noi giovani si prospetta precario, poco stabile economicamente e a rischio per la democrazia, l’ambiente, e la pace. In questo contesto è necessario che la scuola sia il luogo di formazione di nuovə cittadinə consapevoli e capaci di affrontare queste minacce.
Ciò risulta ad oggi estremamente difficile.
Crediamo per questo in un modello di scuola dove allə studentə sia insegnato come formare il suo pensiero critico, dove la valutazione numerica sia secondaria, dove l’apprendimento delle nozioni sia integrato alla riflessione e all’elaborazione, dove gli studenti siano supportati in ogni aspetto della loro crescita e dove la classe sociale d’appartenenza e le possibilità economiche non costituiscano un freno.
La panoramica della situazione scolastica attuale è però ben diversa. I trasporti pubblici malfunzionanti non permettono allə studentə di spostarsi in modo efficiente per la città, l’inefficienza di sportelli di supporto psicologico lascia gli studenti soli in un mondo dove questi disagi sono sempre più comuni, le classi pollaio ostacolano un percorso di formazione su misura dellə studentə
Metà degli edifici scolastici italiani non dispone del certificato di collaudo statico, di agibilità e di prevenzione incendi. Quasi metà delle scuole italiane necessita manutenzioni urgenti che non vengono fatte per mancanza di fondi.
Esigiamo finanziamenti destinati a ogni aspetto della vita scolastica, che portino noi studentə a vivere in aule adeguate, a utilizzare mezzi pubblici funzionanti, gratuiti ed ecologici, a sentirci parte attiva della comunità scolastica e a sentirci prontə, una volta terminato il percorso di studi, a muoverci consapevolmente nella realtà in cui viviamo. Vogliamo interfacciarci con un’istituzione scolastica aperta, accogliente e pronta all’ascolto di chi ogni giorno vive la scuola.
Chiediamo fondi che combattano il caro-libri (conseguenza dalla ricerca di profitto delle case editrici), che annullino il divario di qualità dell’istruzione tra le grandi scuole di centro e quelle di periferia e di provincia, e che mirino all’assunzione con contratti a tempo indeterminato di nuovə docenti, e che aumentino infine lo stipendio dellə professorə, rendendolo adeguato al fondamentale ruolo che rivestono nella società, essendo coloro che si occupano di formare lə futurə cittadinə del Paese.
Ci teniamo a sottolineare l’inadeguatezza con cui viene trattata la salute mentale nelle scuole. Vi è la necessità di un supporto specifico e professionale che, se ricercato nel privato, raggiunge costi esorbitanti. Per questo chiediamo che siano potenziati gli sportelli di supporto psicologico nelle scuole, che questi siano gratuiti, efficienti e facilmente accessibili a tuttə coloro che vivono la scuola. Chiediamo che tuttə lə docenti siano formati per gestire e aiutare (per quanto possibile) lə studentə in difficoltà. È inoltre la pressione a cui ogni studentə è sottoposto a peggiorare le condizioni di salute mentale. Non accettiamo un sistema scolastico che si fonda sulla meritocrazia in un contesto in cui le differenze sociali ed economiche giocano ancora un ruolo importante. Non accettiamo che il Ministero dell’Istruzione sia diventato il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
La scuola deve essere un luogo di apprendimento e formazione, non di valutazione e competizione. Proprio per questo chiediamo che vengano apportate delle modifiche al sistema di valutazione che portino a ridurre l’importanza della valutazione numerica della nozione lasciando spazio al percorso di apprendimento e crescita personale e culturale.
Esigiamo una riforma dei programmi scolastici che preveda: rendere i programmi di ogni materia più attuali, incentrati sullo sviluppo di competenze e non unicamente sulla memorizzazione di nozioni; abrogare l’insegnamento della religione cattolica istituito dai Patti Lateranensi e sostituire questa materia con un’ora di formazione sulle differenze culturali e religiose dei popoli della Terra; inserire nelle materie curricolari l’educazione sessuale e all’affettività; riformare l’educazione civica, rendendola una materia al pari delle altre, insegnata da unə docente appositamente formatə e assuntə; integrare al programma scolastico l’educazione ambientale in modo da rendere noi studentə consapevoli e capaci di far fronte alla crisi climatica.
Infine, riteniamo necessario soffermarci sui PCTO (progetti per le competenze trasversali e l’orientamento). Nell’ultimo anno sono morti tre studenti durante degli stage previsti dal pcto. Pretendiamo l’abolizione immediata di questi percorsi obbligatori volti all’aziendalizzazione della scuola e chiediamo l’organizzazione di un tavolo con noi studentə per ideare un progetto che garantisca la sicurezza degli studenti e che sia finalizzato all’apprendimento dei diritti sul lavoro.

Governo

Il neoinsediato Governo Meloni, in circa un mese, ha già avuto modo di dimostrarci il pericolo che costituisce per il nostro futuro. Dalle nomine di personaggi politici antidemocratici ai primi provvedimenti attuati, lo scenario è preoccupante.
Chiediamo come prima cosa l’abolizione immediata del decreto legge approvato con urgenza che ha introdotto l’articolo 434-bis al codice penale. Questo rappresenta un serio attacco alla libertà di espressione e di dissenso. La sua forma generale, che peraltro non nomina neanche una volta i rave party, lascia libera interpretazione alle autorità giudiziarie che potrebbero sanzionare con pene spropositate spontanee iniziative di dissenso.
Riteniamo che l’accoglienza alle persone in fuga da situazioni disastrose, di cui anche l’Italia è responsabile, non possa essere negata. Le recenti tensioni nei porti per gli arrivi delle navi di soccorso umanitario delle ONG ci preoccupano. Il governo ha espresso la sua intenzione di ostacolare l’operato di queste organizzazioni con multe elevate e il sequestro delle navi.
Crediamo che la parità di genere, i diritti delle donne e della comunità lgbtq+ non debbano essere messi in discussione in un’Italia che invece ancora discrimina e ghettizza. La nomina di Roccella, a Ministra della Famiglia, Natalità e delle Pari Opportunità, suggerisce scenari disastrosi che potrebbero rendere inaccessibile il diritto per tutte all’aborto sicuro. Se a questo integriamo l’analisi del resto delle nomine di questo governo possiamo facilmente vedere come si stia delineando un futuro buio per i diritti civili. Noi studentə riteniamo necessario difenderli e ampliarli.
Reputiamo le politiche ambientali proposte da questo governo inadeguate per una seria lotta al cambiamento climatico. Ci rifacciamo al documento #AgendaClimatica di Fridays for Future Italia, che si articola in 5 punti (trasporti e mobilità, energia, lavoro, edilizia e povertà energetica, acqua). Ci opponiamo anche a politiche economiche come la flat tax, che altro non fanno che aumentare il divario fra ricchi e poveri nella nostra società.
Crediamo necessario perciò lottare per un paese davvero equo e libero, che protegga ed ampli i diritti civili e ci permetta di avere un futuro.
È per queste ragioni, per questa idea di scuola e di società che abbiamo occupato il nostro liceo. Crediamo in quest’azione politica, che attua all’interno dei nostri spazi le lotte che ogni giorno portiamo avanti. È in questo spazio che noi studentə applichiamo l’idea di scuola alternativa che desideriamo, è qui che la nostra individualità può esprimersi liberamente ed è qui che abbiamo intenzione di iniziare a creare la comunità che desideriamo e di cui abbiamo bisogno. È da questa occupazione che può nascere un contenuto politico e un nuovo percorso di lotta. Con quest’azione chiediamo di essere ascoltatə dalle istituzioni, chiediamo la creazione di un tavolo con il Ministero dell’Istruzione.
Oggi, noi studentə ci riprendiamo la nostra scuola, proponendo un’alternativa. Pretendiamo che questa venga ascoltata.

Oggi, 21/11/2022, noi studentə del Liceo Righi, dichiariamo la sede del nostro Liceo occupata.

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