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YPG/YPJ International chiede di agire contro gli attacchi turchi

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[traduzione a cura di redazione transform] –

YPG/YPJ International chiede di agire contro gli attacchi turchi al nord-est della Siria.

“Chiediamo alle persone di tutto il mondo che apprezzano la democrazia, l’uguaglianza e la libertà delle donne di far luce su ciò che sta accadendo in Rojava e di agire per mettere far pesare ai governi mondiali la responsabilità della loro complicità nei crimini della Turchia”.

Domenica 20 novembre 2022, 12:33

YPG/YPJ International ha rilasciato una dichiarazione in cui denuncia gli attacchi turchi di ieri sera contro il Rojava e promette di difendere la rivoluzione a tutti i costi. La dichiarazione rilasciata domenica include quanto segue:

“La scorsa notte lo stato fascista turco ha iniziato una serie di pesanti attacchi aerei in tutto il nord e l’est della Siria, colpendo la storica città di Kobane, così come altri obiettivi tra cui Shehba, Dêrik e Zirgan. Questi attacchi ostili rappresentano una chiara escalation, poiché la minaccia di una grande invasione continua a incombere sulla regione.

La scelta degli obiettivi da parte della Turchia dimostra la natura sinistra delle loro intenzioni, attaccando i villaggi che ospitano migliaia di rifugiati provenienti da Afrin occupata dai turchi, così come Kobanê, il sito della storica resistenza del Rojava contro l’ISIS. Attaccando Kobanê, la Turchia attacca il simbolo più potente di questa rivoluzione – della sua forza e resistenza; della resilienza della sua gente; della sua vittoria contro ogni previsione. Attaccare Kobanê significa attaccare il cuore e l’anima di questa rivoluzione. Nel momento in cui scrivo, le bombe continuano a piovere sulla città, mentre i funzionari turchi usano Internet per vantarsi dei loro crimini. Hanno annunciato la loro nuova operazione come un “tempo di vendetta” per un recente attentato dinamitardo a Istanbul, che attribuiscono infondatamente (e opportunamente) al movimento di liberazione curdo. In effetti, prove emergenti indicano il probabile coinvolgimento o la conoscenza dello stesso Stato turco.

Il vero obiettivo di questi attacchi non sono le SDF, ma la società stessa qui – le persone e il loro movimento per l’autonomia democratica. Il loro obiettivo non è solo la vittoria militare, ma una politica di genocidio intesa a terrorizzare le comunità locali e dominare la regione attraverso l’espansione di un impero neo-ottomono. A tal fine, la scorsa notte hanno bombardato non solo obiettivi militari ma anche villaggi civili, un impianto di grano e persino un ospedale.

Questi attacchi aerei non avrebbero potuto essere effettuati senza la tacita approvazione sia della Russia che degli Stati Uniti, che controllano rispettivamente lo spazio aereo della regione. In questo contesto, assume un tono particolarmente sinistro la dichiarazione del consolato americano che, un giorno prima dell’attacco, avvertiva i cittadini statunitensi di “evitare le zone di confine” a causa di una “potenziale azione militare turca”. Ancora una volta, gli Stati Uniti stanno dimostrando che è solo in Siria a perseguire i propri interessi – felici di utilizzare le SDF come partner contro l’ISIS, ma pronti a voltare le spalle a questi stessi “alleati” mentre affrontano i brutali attacchi e l’occupazione del suo prezioso partner NATO, la Turchia. Mentre il presidente Biden potrebbe voler prendere le distanze dal ritiro delle truppe di Trump nel 2019, la sua approvazione passiva dell’aggressione turca lo rende altrettanto responsabile delle violenze che seguiranno. Ironia della sorte, come prima, le prevedibili conseguenze di un’invasione turca saranno un dono per l’ISIS, sottraendo inevitabilmente le nostre risorse alle operazioni antiterrorismo per difendere il confine settentrionale dalla Turchia.

Mentre l’Ucraina continua a ricevere un’ondata di attenzione, simpatia e sostegno da tutto il mondo, il mondo rimane in silenzio mentre la Turchia, membro della NATO, conduce la propria guerra di aggressione contro l’amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale e tutto il Kurdistan. Questa ipocrisia non ci sfugge. Non dimenticheremo.

Il Rojava non deve essere lasciato solo. Chiediamo alle persone di tutto il mondo che apprezzano la democrazia, l’uguaglianza e la libertà delle donne di far luce su ciò che sta accadendo in Rojava e di agire per ritenere i governi mondiali responsabili della loro complicità nei crimini della Turchia. Oggi, il Rojava rappresenta una prima linea globale contro il fascismo, dove i paradigmi di dominio e liberazione si fronteggiano in una battaglia per il futuro dell’umanità. Quelli di noi sul campo come internazionalisti faranno tutto il necessario per mantenere la linea. Nello spirito dell’internazionalismo, difenderemo la rivoluzione a tutti i costi!

Biji berxwedana Rojava! Lunga vita alla resistenza del Rojava!

Jin, Jiyan, Azadî! Donne, Vita, Libertà!”

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