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Clima: riduzione delle emissioni di metano

Il 27 settembre 2021, la Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare del Parmamento Europeo (ENVI) ha adottato una Relazione contenente una Proposta di Risoluzione d’iniziativa sulla Strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano.

La riduzione delle emissioni di metano, in particolare quelle legate all’energia, fa parte delle misure previste nel Green Deal Europeo, presentato dalla Commissione l’11 dicembre 2019. Dopo aver avviato una procedura di consultazione pubblica, il 14 ottobre 2020, la Commissione Europea ha presentato una Comunicazione sulla Strategia per ridurre le emissioni di metano. Il documento, di cui il Think Tank del Parlamento ha redatto un’efficace sintesi, si concentra sulle azioni intersettoriali all’interno dell’UE, elabora gli impegni nei settori dell’energia, dell’agricoltura, dei rifiuti e delle acque reflue all’interno dell’UE ea livello internazionale per ridurre le emissioni di CH4.

Il settore energetico è l’unico per il quale è prevista una nuova normativa derivante direttamente da questa strategia. Nel documento strategico è presente anche la volontà di legiferare sul rendere obbligatorio il miglioramento del rilevamento delle perdite e la riparazione delle perdite su tutte le infrastrutture di gas fossile, nonché su qualsiasi altra infrastruttura che produce, trasporta o utilizza gas fossile, anche come materia prima. Per il settore agricolo, la strategia prevede la creazione di un gruppo di esperti per analizzare le metriche delle emissioni di metano del ciclo di vita. I contenuti della Comunicazione dovranno tener conto dei contenuti del “pacchetto” Fit for 55 che prevede lo sviluppo di nuova normativa secondo nel secondo trimestre del 2021.

È a questo punto che si colloca l’iniziativa del Parlamento Europeo con una Risoluzione d’iniziativa, affidata alla Commissione ENVI. Al Progetto di Relazione, presentato dalla relatrice, la greca Maria Spyraky del Gruppo del Partito Popolare (PPE), sono stati presentati ben 380 emendamenti, di cui una parte consistente da parte del Gruppo della Sinistra-Gue/NGL. Successivamente, I Gruppi PPE, Socialisti e Democratici (S&D), Renew, Verdi/ALE e Sinistra hanno raggiunto un accordo per la presentazione di 22 emendamenti di compromesso che sono stati tutti approvati a larga maggioranza. Di particolare rilevanza le richieste di obiettivi vincolanti per la misurazione e la riduzione delle emissioni di metano, nonché di assegnare maggiore attenzione e rigore all’agricoltura e all’allevamento, responsabile della quota maggiore di queste emissioni, rilevando, a tale proposito, l’incoerenza di recenti proposte della Commissione relative alla politica agricola.

Gli emendamenti di compromesso sostituivano solo una parte (circa un terzo) degli emendamenti presentati; gli altri sono stati sottoposti, uno per uno, a votazione. Gran parte degli emendamenti presentati dalla Sinistra e dai Verdi non sono stati approvati mentre numerosi sono stati gli emendamenti passati con i voti della Sinistra; soltanto 14 quelli approvati senza i suoi voti.

Nel voto finale sulla Relazione e la Proposta di Risoluzione emendata, 61 sono stati i voti a favore, 10 i contrari, 10 anche le astensioni. Hanno votato a favore tutti i votanti del PPE e di Renew, tutti i S&D meno un astenuto, tutti quelli della Sinistra meno un’astenuta (l’olandese Anja Hazecamp), tutti i Verdi meno 3 astensioni (l’italiana Eleonora Evi, il francese Yannick Jadot e la lussemburghese Tilly Metz). Hanno votato a favore anche quattro deputati di Identità e Democrazia (I&D), tra cui l’italiana Simona Baldassarre (Lega). Gli altri deputati delle destre (I&D ed ECR), ad eccezione di una astensione, hanno votato tutti contro la Proposta di Risoluzione.

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