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Clima: tassonomia finanziaria sostenibile

Nella riunione del 27 settembre 2021, la Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare del Parlamento Europeo (ENVI) è stata chiamata ad esprimersi su tre Proposte di Risoluzione, tutte e tre contenenti obiezioni al testo di un Regolamento Delegato, derivato cioè da un altro Regolamento. I Regolamenti Delegati seguono una specifica procedura che prevede che la Commissione Europea, dopo un impegnativo iter di consultazione, sottoponga un proprio testo al vaglio del Parlamento Europeo. Il Regolamento Delegato in questione fissa “i criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un’attività̀ economica contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici o all’adattamento ai cambiamenti climatici e se non arreca un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale”.

Il Regolamento Delegato modifica il precedente regolamento 2020/852 sulla “Tassonomia finanziaria sostenibile”. Quest’ultimo prende spunto dalla Comunicazione della Commissione dell’8 marzo 2018 (COM 2018/97) “Piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile”, che ha lanciato una strategia globale sulla finanza sostenibile. Uno degli obiettivi fissati nel Piano d’azione è il riorientamento dei flussi di capitali verso investimenti sostenibili finalizzato al raggiungimento di “una crescita sostenibile e inclusiva”. Il Regolamento sulla Tassonomia istituisce un sistema di classificazione per le attività sostenibili e costituisce l’azione più importante e urgente prevista dal Piano d’azione.

Il nuovo Regolamento contiene due corposi allegati relativi ai criteri che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un’attività economica contribuisca in modo sostanziale all’adattamento o alla mitigazione dei cambiamenti climatici, non arrecando un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale

Tutte e tre le Proposte di Risoluzione in votazione suggeriscono, con motivazioni diverse e, per alcuni contenuti, contrapposte, di non approvare il nuovo Regolamento. La prima , sottoscritta da tre deputati di Renew e uno del PPE, è quella, forse, più significativa per comprendere le posizioni delle lobby dell’energia e delle attività produttive. Oltre a segnalare preoccupazioni per gli eventuali carichi amministrativi e per le PMI, sostanzialmente manifesta preoccupazioni sul rischio che vengano definiti criteri troppo selettivi per definire “sostenibili” alcune attività. Ad esempio: invita la Commissione “a prevenire un’espansione della tassonomia alle cosiddette attività dannose poiché ciò ostacolerebbe gli sforzi di trasformazione delle imprese”, o “a non stabilire criteri che escludano dall’accesso settori specifici al capitale necessario per la loro transizione sostenibile, … in modo che agli attori dei mercati finanziari non può essere impedito di fornire capitali ai settori colpiti da tassonomie”.  Insomma, c’è un invito esplicito a tenere aperti il più possibile i cancelli”.

La seconda, presentata dalla finlandese Silvia Modig, del Gruppo della Sinistra-GUE/NGL, si muoveva da preoccupazioni opposte ma con le stesse conseguenze pratiche. Infatti, respingeva anch’essa il testo della Commissione ma sottolineava i rischi delle indicazioni riguardanti i criteri che classificherebbero come positivi quelle attività rientranti sotto la voce “bioenergia” (esempio la silvicoltura per ottenere legname da bruciare). Da qui la richiesta di un nuovo atto delegato che “si basi sulle più recenti conoscenze scientifiche e tecniche e sia coerente con l’accordo di Parigi e il principio ’non arrecare danni significativi’ del Regolamento (UE) 2020/852”. La terza, presentata da Joëlle Mélin, deputata lepenista del Gruppo Identità e Democrazia (I&D), fa capire, sebbene per contrasto, quali siano gli aspetti positivi del documento della Commissione Europea, ritenuti, peraltro, insufficienti dalla deputata della Sinistra. Infatti, questa proposta, partendo dalle consuete rivendicazioni sulla conculcazione della sovranità degli Stati membri, mirava soprattutto a includere nella tassonomia l’energia nucleare e il gas naturale.

Le votazioni hanno bocciato tutte e tre le Proposte di Risoluzione. La prima e la terza hanno ricevuto voti soprattutto dalle destre. La seconda è stata votata dai deputati della Sinistra (eccetto Malin Björk che si è astenuto) ma anche da quelli di I&D, con evidenti motivazioni strumentali. 

Il rigetto della proposta della Commissione Europea e la comune richiesta di rielaborare la Proposta, contenuti nelle proposte bocciate, avrebbero potuto significare un rinvio ulteriore dell’entrata in vigore del Regolamento e il mantenimento della lacunosa normativa attuale, proprio nel momento in cui i Governi nazionali debbono compiere scelte di finanziamento in base ai Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza.

Il Regolamento Delegato dovrebbe andare in aula in una delle sessioni plenarie di ottobre 2021.

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