Sabato 22 agosto, dalle 17.45, saremo in Piazza Italia a Colleferro per un’assemblea pubblica. Questa volta vogliamo esserci tutti: cittadine e cittadini, istituzioni e amministrazioni.
Siamo ovviamente sollevatə che non ci siano state vittime nell’esplosione del 13 agosto, ma l’assenza di vittime non cancella la gravità di quello che è successo, né i rischi che abbiamo corso. Ed è proprio per questo che, a incidente avvenuto, abbiamo il dovere di fermarci, capire cosa è successo e chiederci seriamente cosa sarebbe potuto accadere.
Per fortuna non ci sono state vittime. Ma la fortuna non può essere l’unico piano di sicurezza proposto.
Quella che abbiamo fatto finora non è stata una campagna di allarmismo ma informazione. Ci siamo incontrat3 in diverse piazze della Valle del Sacco, alle manifestazioni, di fronte ai cancelli di KNDS a Colleferro e Anagni. Abbiamo raccontato i rischi, posto domande, presentato osservazioni e abbiamo provato a mettere tutt3 davanti a una realtà che spesso si preferisce non guardare. Ma oggi quelle domande sono ancora più urgenti.
Cosa sarebbe successo se fosse esplosa la nitrogelatina (nitroglicerina stabilizzata), materiale altamente esplosivo, con una produzione di circa 150kg ogni ora? Cosa sarebbe successo se l’esplosione avesse coinvolto quella produzione che potrebbe trovarsi a soli 300 metri dall’autostrada A1? Cosa sarebbe successo al bosco adiacente con un incendio che avrebbe potuto propagarsi rapidamente? Non è uno scenario apocalittico ma sono i rischi potenziali che esistono quando si produce materiale esplosivo, e proprio per questo i rischi devono essere prevenuti, controllati e affrontati prima che sia troppo tardi.
Non basta più sostenere che è andata bene. È andata bene questa volta.
Ma non è possibile costruire il futuro della Valle del Sacco aspettando ogni volta di scoprire quanto siamo statə fortunatə.
L’esplosione di Colleferro deve essere un campanello d’allarme. Deve obbligarci a guardare anche a quello che sta succedendo ad Anagni.
Di quanto rischio ancora deve farsi carico questo territorio?
La Valle del Sacco ha già pagato un prezzo altissimo. Abbiamo un territorio che aspetta ancora bonifiche, una situazione ambientale che non può essere dimenticata, infrastrutture che non sono adeguate a gestire scenari di emergenza complessi e un rischio di incendio boschivo che non può essere trattato come un dettaglio. E invece di affrontare tutto questo con serietà, si continua a parlare di nuovi progetti industriali come se il punto principale fosse semplicemente trovare altro spazio.
Serve una vera riconversione industriale della Valle del Sacco, serve la bonifica del territorio, servono infrastrutture adeguate per gestire le emergenze. Ma soprattutto c’è bisogno di un’applicazione rigorosa della legge Seveso, senza scorciatoie, senza minimizzazioni e senza aspettare che sia un’esplosione a ricordarci perché esiste.
Le norme sulla sicurezza non servono quando l’incidente è già successo. Servono prima.
Poteva succedere. Ed è successo.
Sabato 22 agosto, dalle 17.45, Piazza Italia, Colleferro. Venite a partecipare. Venite a discutere. Venite a chiedere risposte.
Il prossimo “per fortuna” potrebbe non bastare.