Il 14 febbraio si è aperta una sessione del Laboratorio nazionale per la Riconversione Industriale di Pace, una sessione nella quale lo sviluppo dell’industria delle armi a Colleferro e nella Valle del Sacco è stata collocato e contestualizzato nella tendenza alla guerra, del processo di riarmo a livello globale, nazionale ed europeo.
L’incontro è stato introdotto da Carlo Cefaloni.
“Sono Carlo Cefaloni, laboratorio nazionale per la riconversione economica industria di pace e siamo contenti di aprire questa sessione qui su Colleferro, è un luogo emblematico, strategico e questa iniziativa parte su spinta della rete italiana pace e disarmo che ha questa declinazione che mette insieme un gruppo di lavoro di più associazioni, i centri studi a livello nazionale, ma anche con legami di carattere internazionale sicuramente europeo.
Per quanto riguarda lo scenario che ci troviamo a vivere ormai da tempo, alcuni dicono in maniera molto realistica siamo in guerra, siamo in guerra il nostro continente, c’è un piano di riarmo a livello europeo che viene promosso grazie anche ad una psicosi bellica ormai diffusa e al fatto che non è più controvertibile di una spinta decisiva da parte di quello che viene chiamato, viene definito ormai da tempo il complesso militare industriale, cioè interessi da parte dei grandi gruppi industriali di armamenti che spingono verso questo tipo di investimento con anche con la chimera della creazione di posti di lavoro, del ritorno da punto di vista di quelle che sono la ricerca di quello che sono gli investimenti sui territori e così via, la solita retorica che sappiamo da sempre e contro la quale in maniera molto solitaria, voglio dire anche molte volte anche incompresa all’interno dei movimenti e delle associazioni; qualcuno ha messo in evidenza da tempo perché il piano di riarmo è partito già da parecchio tempo quindi la corsa di armamenti partita già da parecchio tempo, adesso questa trasformazione esplicitata dell’economia in aspetto di guerra sta prendendo sempre più piede e quindi bisogna per essere incredibili indicare che c’è un’alternativa, c’è un’alternativa nel senso quali sono i settori dove investire per i ritorni che ci possono essere sul territorio per quanto riguarda la creazione di buoni posti di lavoro, quanto riguarda una visione di bene e comune, una visione diversa relativamente alle scelte strutturali. Esiste un libro verde sulla politica industriale del Ministero del Made in Italy, così come viene chiamato, ci sono tanti documenti di questo genere, stasera avremo anche due sigle sindacali, i rappresentanti di due sigle sindacali che entrano nel merito di questo argomento e noi vogliamo poi entrare nel merito partendo da un’analisi e l’analisi, innanzitutto vi invito a conoscere e a andare a consultare il sito del Laboratorio sulla riconversione industriale, lo trovate digitando questi tre nomi su internet dove abbiamo già una mappa ben dettagliata grazie a un lavoro che ha fatto Gianni Arioti dell’Osservatorio sul traffico delle armi dei Mediterraneo nel Porti Europei, sindacalista storico, punto di riferimento del cammino sulla riconversione in Italia, quindi abbiamo una mappa della situazione su Roma, qua siamo sul Roma anche se la Valle sappiamo fin dove arriva e qual è la prospettiva che coinvolge anche questo territorio.”
La registrazione dell’intero incontro è disponibile su YouTube1 e sulla pagina Facebook di Disarmiamoli Valle del Sacco2
Colleferro è una città di fondazione nasce con la fabbrica di esplosivi nel 1912, diventa comune nel 1935. Erede della produzione di esplosivi è la Simmel Difesa diventata poi KNDS, la stessa KNDS sta allargando il suo ciclo produttivo allo stabilimento ex-Winchester di Anagni ed ha presentato il progetto per 4 nuovi depositi nel comune di Artena3.
Lo stabilimento di Anagni è finanziato dal programma ASAP, parte dell’European Defence Fund (EDF).
Il programma ASAP – The Act in Support of Ammunition Production4 – mira a incrementare la capacità di produzione di munizioni in tutta Europa, aiutando così gli Stati membri a riempire le loro scorte e a consegnare munizioni all’Ucraina, anticipando strozzature e carenze nelle catene di approvvigionamento della difesa. Il programma ha attualmente individuato progetti con un bilancio superiore a € 500 milioni per stimolare la produzione di munizioni nei seguenti settori:
- Esplosivi con un portafoglio di progetti dell’ordine di 124 milioni di euro;
- Polveri con un portafoglio di progetti dell’ordine di 248 milioni di euro;
- Shells [cioè granate, proiettili di artiglieria – NdR] con un portafoglio di progetti dell’ordine di 90 milioni di euro;
- Missili con un portafoglio di progetti dell’ordine di 50 milioni di euro;
- Certificazione di collaudo e ricondizionamento per circa 2 milioni di euro.
È questo il programma di cui siamo venuti a conoscenza, quando si è sparsa la notizia della realizzazione di uno stabilimento di produzione bellica nel sito che era della Winchester nel comune di Anagni. Il sito di Anagni è uno dei 32 previsti dal programma ASAP5.
Lo stabilimento produrrà nitrogelatina, sarà la Società KNDS Ammo Italy SpA, capofila del progetto RALLO6 che finanzia cinque società per un complesso di 41 .388. 025,99 euro, al progetto italiano vanno 24. 599. 570,98 euro. È interessante contare come al progetto RALLO partecipino, oltre alla KNDS AMMO Italy e France, le altre tre società siano in Norvegia, Finlandia e Lettonia.
La KNDS Ammo Italy SpA ha il suo principale sito a Colleferro, conosciuta come Simmel Difesa SpA prima di essere acquisita dalla KNDS, dove verrà utilizzata la nitrogelatina prodotta nello stabilimento di Anagni. Il programma ASAP è parte dell’European Defence Fund (EDF)7. La KNDS riceve in Europa finanziamenti in base all’EDF per altri due progetti8 come KNDS France
Partendo dal progetto di Anagni-Colleferro si risale a una rete di iniziative per lo sviluppo di armamenti, che potremmo definire di piccola taglia se ci facciamo abbagliare dall’ipotesi di stanziare 800 miliardi di euro nei prossimi anni per lo sviluppo dell’industria bellica nell’Unione Europea. I 500 milioni del regolamento ASAP, gli investimenti previsti dall’EDF ci raccontano una storia ben precisa. Lo sviluppo dell’industria militare, dal rimpinguamento degli arsenali tradizionali per quanto riguarda polveri, esplosivi e proiettili, allo sviluppo innovativo del già citato progetto riguardante i cannoni a propulsione magnetica (Technology for ElectroMagnetic Artillery ) mostra una vera e propria ragnatela di progetti e filiere tecnologiche in cui viene coinvolto il più ampio spettro di tecnologie disponibili, spingendone sempre più avanti il dual use, dove il fattore abilitante per ogni filiera di armamenti, dai sistemi d’arma alle strutture di comunicazione, comando e controllo, fino alla gestione complessiva del campo di battaglia, è l’ecosistema delle tecnologie digitali, con il ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale.
Leopoldo Nascia di Sbilanciamoci nel suo intervento ha sottolineato come la produzione di proiettili, di nitrogelatina sia una produzione matura dal punto di vista tecnologico; se ciò è vero, come abbiamo appena mostrato, essa è parte di una rete di investimenti che prevede la realizzazione di nuovi sistemi d’arma ad alta tecnologia.
Del resto a Colleferro l’Avio conosciuta per la produzione del vettore Vega, specializzato nel portare satelliti in orbita bassa, si apre alla produzione di propulsori a scopo bellico, vedendo nell’apertura al settore militare una grande occasione di profitto, secondo le affermazioni del suo amministratore delegato10.
Partendo dalle osservazioni di Nascia, nella prospettiva dell’incremento stratosferico delle spese militari dell’Unione Europea si prospetta una concorrenza tra aziende, nazioni e territori per acquisire le filiere produttive belliche a più alto valore aggiunto, a più alta tecnologia. La trasformazione tecnologica dei sistemi d’arma, dei sistemi di coordinamento, comando e controllo11 -come si usa dire- della forma della guerra segue l’evoluzione tecnologica dell’insieme delle filiere produttive; è il trionfo del ‘dual use’, dell’uso duale delle tecnologie. Un abbraccio mortale che non fa che esaltare le contraddizioni del modo di produzione capitalistico in tutte le sue versioni. Gli stati Uniti sono in modo del tutto evidente al cuore delle contraddizioni, dei processi di crisi intrecciati che attraversano e sconvolgono la formazione sociale globale, il cuore dello sviluppo digitale con i giganteschi investimenti da parte delle Big Tech e il bilancio del Pentagono che si avvia a raggiungere i 1.500 miliardi di dollari nel 2027 da circa 1000 nel 2026; una vera e propria singolarità se si aggiunge la demolizione totale delle politiche di contrasto al riscaldamento globale12 e di difesa dell’ambiente in tutti i suoi aspetti.
“Giovedì il presidente Trump ha annunciato che avrebbe cancellato le teorie scientifiche secondo cui il cambiamento climatico mette in pericolo la salute umana e l’ambiente, ponendo fine all’autorità legale del governo federale di controllare l’inquinamento che sta riscaldando pericolosamente il pianeta. L’azione è un passo fondamentale per rimuovere i limiti all’anidride carbonica, al metano e ad altri quattro gas serra che, secondo gli scienziati, stanno alimentando ondate di calore, siccità, incendi boschivi e altri eventi meteorologici estremi.”
Se guardiamo a ciò che accade nel nostro paese, nei nostri territori, a Colleferro e nella Valle del Sacco in particolare, ci rendiamo conto come le scelte a livello territoriale acquistano significato in prospettiva se cogliamo la straordinaria instabilità dei rapporti sociali di produzione a livello globale, il convergere delle crisi, come l’innovazione tecnologico-digitale non vada nella direzione di operare la transizione ecologico-energetica, mentre alimenta l’escalation tecnologico-militare. Si pone allora una alternativa radicale a tutti i livelli dai singoli territori alla formazione sociale globale. Un rapporto di forza che appare ormai sproporzionato per essere rovesciato richiede che le alternative che si giocano a livello globale siano comprese a livello locale, in tutta la loro drammaticità, senza pensare di salvarsi prevalendo in una competizione di tutti contro tutti.
Il territorio della Valle del Sacco ha già pagato un prezzo straordinario in termini di una feroce contaminazione delle matrici ambientali, nel ciclo di industrializzazione del secolo scorso. Il territorio gravato dai 7.300 ettari contaminati del Sito di Interesse Nazionale ‘Bacino del fiume Sacco’ richiede un vero e proprio rivolgimento che non può essere affidato agli investimenti di qualche multinazionale come la Catalent -che ha rinunciato ad investire avendo ricevuto in uso praticamente gratuito un insediamento industriale andato in disuso in Gran Bretagna- o la Novo Nordisk che ha preso possesso dello stabilimento e delle maestranze di Catalent che ha deciso di più che dimezzare i propri investimenti13.
Posso riportare la conclusione del mio intervento al convegno, con la sintassi irregolare del parlato, in cui confluiscono le riflessioni e le pratiche di lotta in quel di Colleferro e Valle del Sacco e le riflessioni condivise nella redazione di Transform.
“Ci poniamo il problema di confrontare il diritto di determinare il futuro di un territorio vasto a fronte di processi globali che invece tolgono ogni capacità di decisione, addirittura a livello nazionale. Quindi questo è il livello delle problematiche: noi possiamo resistere contro il singolo impianto, possiamo nelle fabbriche, i sindacati, gli operai, i lavoratori possono avere rivendicazioni, quindi momenti di lotta puntuali, mentre il problema è la capacità di intervenire su un processo di transizione, siamo in una situazione di instabilità generale, cioè in termini sistemici, l’orizzonte imprevedibile degli eventi è molto vicino.
Le prospettive … quale utilizzo del territorio, la logistica per esempio che notoriamente divora territorio, ma dà un numero di posti di lavoro assolutamente limitato, certo non trascurabile per chiunque ottenga un posto di lavoro. Per il territorio non è una prospettiva, poiché noi siamo oggi in una fase in cui c’è il problema della transizione energetica e climatica, in cui c’è una rivoluzione tecnologica straordinaria e qui la chiudiamo, dove le enormi prospettive delle tecnologie non vengono utilizzate né per la giustizia sociale, né per una transizione climatica. In questa situazione, partendo dalla situazione in cui siamo, dobbiamo riuscire a collegare, quindi federare socialmente i territori; se si parla tanto di crisi delle istituzioni, noi abbiamo bisogno di federare i territori in termini sociali, in termini di progetto, perché in questo momento la salute ambientale, la giustizia sociale, il futuro di ogni singolo territorio è legato al fatto che questo tipo di federazione del conflitto sociale, dell’organizzazione sociale, della volontà dell’autodeterminazione, è un qualcosa che va a determinare un futuro che altrimenti si presenta come radicalmente instabile.
Quindi il problema che noi abbiamo come futuro di decenni di lotte è a questo livello. E evidentemente non siamo soli, il problema è che è una fase di lotta di lungo periodo, la mia generazione si è riempita la bocca delle lotte di lungo periodo. Oggi ci abbiamo questa prospettiva e è anche una fase enorme di apprendimento perché ognuno deve uscire dal suo guscio e nessuno di noi, come dire, ha la soluzione in tasca.
Fare un laboratorio per la riconversione significa oggi questo, significa aprirsi al futuro in una situazione locale stagnante e globale assolutamente instabile e pericolosa nella quale la tendenza alla guerra, dentro queste instabilità e mancanze di democrazia, sembra essere l’ultimo sbocco. Quindi questo è l’interrogativo che noi poniamo dal nostro piccolo, però il nostro piccolo che si confronta con questo grande.”
Questo laboratorio, a partire da una condivisione delle conoscenze e dei saperi attorno alla critica della guerra, della corsa agli armamenti, propone una riflessione sulla costruzione di una alternativa radicale all’attuale modello di sviluppo. Non si tratta di costruire un centro di documentazione. Il prossimo appuntamento del laboratorio nazionale sarà a Roma, faremo i conti con Leonardo con una fitta rete di imprese e centri di ricerche. Parlare di federare socialmente i territori, federare i luoghi del conflitto non significa evocare una mistica del territorio; la dimensione globale delle crisi e delle transizioni in corso impone la costruzione di lungo periodo di livelli di cooperazione ad oggi tutti da progettare. Lo slogan ‘blocchiamo tutto’ evoca la capacità di generalizzare il conflitto, gli scioperi generali che fermano veramente ogni attività, un passaggio necessario, ma non sufficiente e certo per ora non raggiunto. L’articolazione del conflitto deve andare di pari passo con livelli di cooperazione e di progetto in grado di porre al centro le alternative radicali che le crisi e l’instabilità globale impongono.
Roberto Rosso
- https://www.youtube.com/watch?v=Q9Ozpk70vVo&t=52s [↩]
- https://fb.watch/Fkzk27omuz/ [↩]
- https://www.laspunta.it/artena-knds-depositi-esplosivi-variante/ [↩]
- https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/asap-boosting-defence-production_en [↩]
- https://defence-industry-space.ec.europa.eu/regulation-support-ammunition-production-asap-aims-reinforcing-and-ramping-ammunition-production_en [↩]
- PROduction of ModuLar charges with TripLe and Double base PrOpellant https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/projects-details/44181033/101172125/EDF? isExactMatch=true&frameworkProgramme=44181033&order=DESC&pageNumber=NaN&sortBy=title. [↩]
- https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/programmes/edf [↩]
- ] https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/how-to-participate/org-details/892662580.)):
- Technology for ElectroMagnetic Artillery((https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/projects-details/44181033/101121409 [↩]
- https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/projects-details/44181033/101168095 [↩]
- https://www.rid.it/shownews/6940/avio-guarda-al-militare-parola-all-rsquo-ad-giulio-ranzo https://www.avio.com/it/comunicati-stampa/avio-rafforza-collaborazione-con-le-forze-armate-statunitensi [↩]
- https://electronics.leonardo.com/it/command-and-control [↩]
- https://www.wri.org/insights/endangerment-finding-repeal-explained https://www.nytimes.com/2026/02/12/climate/trump-epa-greenhouse-gases-climate-change.html [↩]
- https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/novo-nordisk-taglia-investimento-anagni-p59zcecn [↩]
