Pubblichiamo oggi una poesia di Dorothy Parker, poeta dalle idee apertamente socialiste e dal “sarcasmo spregiudicato e pungente”.
Una poesia che vuole essere un inno alla libertà, alla ribellione e al contempo la critica al vivere superficiale, senza pensieri, che spesso si associa al periodo vacanziero. Un periodo, che fuori dal romanticismo che lo accompagna, a volte tende a riportare sulla scena stereotipi misogini e figure femminili caricaturali.
Con l’intensità di questi versi la rubrica ” Intersezioni Femministe” si prende un periodo di pausa.
A presto con nuovi percorsi e intriganti progetti.
Paola Guazzo e Nicoletta Pirotta
Agosto
di Dorothy Parker*
Quando i miei occhi saranno erbacce,
E le mie labbra petali, che vorticano
Nel vento che nasce
Dove i faggi contorti cominciano
In una frangia di giunchi salati;
Quando le mie braccia saranno sambuchi,
E il selvatico lillà spingerà
Verso l’alto, verso l’alto, attraverso il mio cuore;Estate, fai del tuo peggio!
Accendi la tua luna d’orpello, e invoca
Le tue stelle rampanti a cadere
A capofitto nel tuo cielo di carta;
Non sarò mai più maledetta
Da una sfrontata e amorosa sgualdrina,
Con il motivo dei suoi pizzi impolverati
Che si trascina mentre mi passa accanto.
E le mie labbra petali, che vorticano
Nel vento che nasce
Dove i faggi contorti cominciano
In una frangia di giunchi salati;
Quando le mie braccia saranno sambuchi,
E il selvatico lillà spingerà
Verso l’alto, verso l’alto, attraverso il mio cuore;Estate, fai del tuo peggio!
Accendi la tua luna d’orpello, e invoca
Le tue stelle rampanti a cadere
A capofitto nel tuo cielo di carta;
Non sarò mai più maledetta
Da una sfrontata e amorosa sgualdrina,
Con il motivo dei suoi pizzi impolverati
Che si trascina mentre mi passa accanto.
(Trad. Libreriamo)
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