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A Roma la Conferenza Internazionale sul Confederalismo Democratico

di Tommaso
Chiti

di Tommaso Chiti –
La sinistra europea sembra aver da tempo tralasciato ogni velleità rivoluzionaria e spesso stenta a capirne dinamiche e potenzialità anche là dove simili moti si manifestano in modo più tangibile.
Un caso emblematico è appunto quello del Rojava, il cantone nord-occidentale del Kurdistan siriano, dove la guerra al regime di Assad ha aperto un varco per l’applicazione concreta del processo di autodeterminazione dei popoli, sulla scorta dei principi di pluralismo, convivenza di etnie e religioni, uguaglianza fra generi ed ecologismo.
Questo modello di ‘Confederalismo Democratico’ teorizzato nel 2005 dalla ‘Dichiarazione di Confederazione Democratica in Kurdistan’ dal leader del PKK, Abdullah Ocalan, è al centro della Conferenza Internazionale in programma a Roma il 5 e 6 ottobre. A promuovere l’iniziativa è l’Ufficio Informazione del Kursistan in Italia (UIKI), che intende fare il punto sulla situazione di quei territori e non solo, a circa otto anni dall’avvento delle primavere arabe.

L’aspetto più dirompente, di superamento dello ‘stato-nazione’ tendenzialmente omogeneo a livello culturale, come risultato dagli accordi post-coloniali di Sykes-Picot (1916), permette di declinare il municipalismo e la democrazia partecipata anche oltre l’esperienza del Rojava, parlando a movimenti che portano avanti analoghe rivendicazioni di emancipazione, autodeterminazione ed ecologismo.

Per questo da sabato al teatro Palladium (Roma Tre) si sussegono una serie di incontri a partire da quello che succede nel nord della Siria e nel Medio-Oriente, dove l’avanzata di sovranismi dinastici e di integralismi religiosi settari ha determinato una reazione tesa allo sviluppo di forme di resistenza inclusive e solidali, per la convivenza pacifica di quei popoli.

L’evento sarà animato dai protagonisti diretti della rivoluzione in Rojava, ma anche di lotte e movimenti di altri territori, con rappresentanti di associazioni e del mondo accademico, oltre che di varie formazioni politiche.

Nell’UE senza alternative apparenti ai sovranismi nazionali a trazione neoliberista, l’apertura di una discussione su modelli di lotta e condivisione radicali a questo sistema istituzionale può rappresentare un riferimento per la prospettiva di un nuovo municipalismo europeo.

FONTI:
https://www.confederalism.eu/
http://www.freemedialibrary.com/index.php/Declaration_of_Democratic_Confederalism_in_Kurdistan
https://www.dinamopress.it/news/rojava-confederalismo-democratico-movimenti-internazionali-conferenza-roma/?fbclid=IwAR11A6VtoSAhQ0a303aCFjcQDVoggHhpnfwU5cqse6LtUxFXVXAq9IhiMC
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