editoriali

25 ottobre, il lavoro contro la guerra

di Roberto
Musacchio

Sabato prossimo, 25 ottobre, sarò in piazza per la manifestazione promossa dalla Cgil. Sono sicuro che saremo tantissimi e vorrei che ci fossero tutti coloro che da alcuni mesi hanno ridato una speranza a questo nostro Paese. Dalle manifestazioni di primavera a quelle di fine estate c’è stato un crescendo. Noi di transform, in Europa e in Italia, abbiamo cercato di contribuire a far convergere temi, no alla guerra, al genocidio, al riarmo, alla repressione, e movimenti, forze sindacali e politiche, persone, generazioni. Unità e radicalità è il binomio che, come sempre nella Storia, costruisce convergenza, forza, convincimento. E ce n’è quanto mai bisogno. Pensare che tutto questo, che coinvolge milioni di persone, sia ascrivibile a piccoli progetti politici sarebbe miope e dannoso. Serve un grande fronte contro le destre e contro la guerra, contro il tecno feudalesimo, la banalità del male, questa fase oscurantista del capitalismo. E, come sanno i comunisti, c’è bisogno di una lotta sociale e non solo ideale. Per questo una manifestazione come quella della Cgil è fondamentale. Con tutti i limiti e i ritardi la Cgil è, quasi, l’unico grande sindacato d’Europa in campo contro il genocidio (qui la compagnia è più larga per fortuna) ma anche contro il riarmo. E lo fa da solo anche rispetto alle altre due Confederazioni. Subendo attacchi forsennati. D’altronde la partita è storica.
La gara al rialzo sulle spese militari prevede una corsa a chi la spara più grossa. L’ultimo rilancio è di Von Der Leyen che arriva a 6800 miliardi. Oltre gli 800 originali ma anche i 6 mila della NATO. Inserendo la parola pace nella ennesima nuova rinomina del suo piano. Orwell insegna. A cascata i bilanci europei e nazionali vengono rimodulati. Tutti i fondi ordinari europei potranno essere riallocati in direzione del militare. Quelli tecnologici assumono questa priorità. Il semestre europeo, quello che con la austerity ha commissariato i bilanci nazionali, avrà al centro le deroghe per le spese militari. In realtà sarà una forma attraverso cui si salderanno le priorità antisociali della Commissione Europea alla ricostruzione dei poteri nazionali intorno al riarmo. Le destre vanno in questa direzione. Ed hanno la totale egemonia. È difficile avere dagli “europeisti reali” la capacità di capire dove si sta andando a parare. Dovrebbero mettere in discussione 30 anni di accompagnamento di processi che ci hanno portato in questa situazione. Che è quella ampiamente prevista da Berlinguer addirittura nel 1984. Militarizzazione e fascistizzazione stanno insieme. Maastricht, austerità, ora riarmo come tappe del funzionalismo ademocratico. Dalla Jugoslavia alla Palestina il doppio standard come prassi ordinaria. Gli allargamenti fatti a rincorsa tra NATO, neo nazionalismi e interessi geopolitici. Il totale abbandono dello spirito di Helsinki, certificato dall’aver sputato in faccia a Gorbaciov. Che il riarmo sia efficace a difendersi dalla Russia è l’ultima acquiescenza alla narrazione dei dominanti. Se prevalesse infatti la guerra faciliterebbe solo che essa si faccia in Europa con una Russia che ha la totale supremazia nucleare. Altrimenti lascia fare tutto a Trump. Che ormai le destre dimostrano di avere in mano tutta l’iniziativa. Mentre gli europeisti reali accompagnano i dominanti europei nella loro nazionalistica ricerca di un posto al sole. Per questo le mobilitazioni sociali contro il passaggio dal Welfare, la vera forza dell’Europa nata dalla lotta al nazifascismo, al Warfare che nasce dal ripudio di quella lotta, sono importantissime. D’altronde senza il movimento operaio già nel ‘900 i “liberali” avrebbero ceduto al fascismo.
La manovra di bilancio presentata dal governo Meloni è del tutto interna alla filosofia e alla lettera delle scelte dominanti. Chi diceva di essere contro la legge Fornero sulle pensioni, ora addirittura la peggiora. E si riempiono gli arsenali mentre si svuotano i granai.
Per questo il 25 ottobre è una manifestazione da fare grande grande.
P. S. Arriva la notizia che l’incontro tra Trump e Putin in Ungheria non si dovrebbe fare, per ora. Merita un cambio di articolo? Mi dico di no. Di guerra permanente il movimento dei movimenti parla da 30 anni. La Pace è sostituita dalle tregue dentro il fluire delle guerre. La UE cerca il posto al sole, come scrivo da tempo. I dominanti sono i nuovi tecno feudatari. Ci vediamo in piazza.

Roberto Musacchio

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