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Svezia: vince l’opposizione malgrado la socialdemocrazia

di Franco
Ferrari

Al momento di scrivere non sono ancora noti i risultati definitivi delle elezioni parlamentari in Svezia. Manca ancora il conteggio di voti espressi all’estero o di schede consegnate in municipi diversi da quelli di residenza. Comunque meno di 300.000 schede che sulla base dei dati storici non dovrebbero capovolgere il vantaggio minimo conquistato dal blocco di opposizione. Formato da Socialdemocratici, Centristi, Verdi e Sinistra, può contare sul 49,5% contro il 49,1% dei quattro partiti del blocco di destra (Conservatori, Liberali, Cristianodemocratici, estrema destra xenofoba).
Cinque anni fa il vantaggio della destra fu dello 0,7% che determinò la conquista di 3 seggi. Questi 3 seggi vanno oggi a premiare il blocco di centro-sinistra e indicano come lo spostamento elettorale tra i due campi sia stato minimo, mentre più significativi sono le variazioni interne agli schieramenti.
I Socialdemocratici, col 28,1% arretrano del 2,3%. Per ritrovare un risultato peggiore occorre risalire al 1908. L’appiattimento sulle politiche di destra in materia di immigrazione, l’adesione alla NATO e altre scelte politiche che hanno aumentato le diseguaglianze, in contrasto con la tradizione socialdemocratica, hanno accelerato la tendenza al declino della socialdemocrazia. L’obbiettivo ora è di garantire la nomina di Magdalena Andersson alla guida del governo, ma non è detto che questo avvenga con un governo di coalizione condiviso con le attuali forze di opposizione. Diversi leader socialdemocratici hanno dichiarato apertamente di essere pronti a trattare con tutti i partiti, tranne l’SD di estrema destra.
Le altre forze di opposizione sono cresciute. Il Partito di Sinistra sale all’8,2% con un + 1,5. Aveva avanzato la propria candidatura a far parte di un futuro governo di coalizione, non accontentandosi più dell’appoggio esterno. Sono cresciuti di un punto i Verdi che salgono al 6,1% e i Centristi che ottengono il 7,1%, +0,3.
Crescono, seppur di poco, tutti i partiti che componevano il governo uscente, mentre subiscono una netta sconfitta i Democratici Svedesi, formazione che al di là del nome ha le proprie origini in gruppi neonazisti, che sosteneva il governo dall’esterno. Anche se ha cercato di ripulire la propria immagina, resta un partito fortemente xenofobo. Se la destra avesse vinto, per la prima volta sarebbe entrato nel governo, dato che l’unico partito che aveva sollevato obiezioni, quello liberale, ha rimosso il proprio veto a ridosso delle elezioni. L’estrema destra (SD) ha ottenuto il 17,6% con un meno 3,0%. Il quasi certo passaggio all’opposizione non produrrà, molto probabilmente, un’inversione di tendenza sulle politiche di chiusura della Svezia sulle quali nel corso degli anni si sono allineate tutte le maggiori forze politiche. Questo dipenderà anche dall’influenza che potranno avere il Partito della Sinistra e i Verdi se ci sarà un accordo con i socialdemocratici.
Franco Ferrari

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