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Support Art Workers

di Roberto
Morea

Durante i giorni della pandemia e dell’isolamento domestico, la necessità di colmare la distanza sociale e di sentirsi uniti è stata più volte espressa cantando o suonando dai balconi e dalle terrazze degli edifici in cui siamo stati costretti, a dimostrazione di quanto siano essenziali espressione e comunicazione per l’individuo e la vita sociale. Quelle canzoni di quei momenti ci hanno fatto capire il valore della sfera culturale e di quanto sia importante ridefinire la scala delle priorità nelle nostre vite.

“Non si cresce solo mettendo cibo nello stomaco” era una battuta di vecchio film con Peter Sellers, questa frase mi sembra la migliore definizione per chiederci: come si cresce? Di che cosa abbiamo bisogno? 

Le nostre vite raccolgono e riformulano idee e immagini che sono frutto di un lavoro continuo ed incessante, fatto da attori, pittori, scenografi, costumisti, sceneggiatori, giocolieri…

In tutti i paesi europei la crisi del virus ha portato alla chiusura di molte attività che prevedono la presenza di persone in luoghi chiusi. Oggi, con la ripresa della curva di contagio, riaprono le attività produttive e commerciali. La spinta di grandi interessi non ha mai veramente fermato completamente i sistemi di produzione, spesso con gravi conseguenze per la salute dei lavoratori.

In molti paesi rimangono chiusi teatri, cinema e luoghi della cultura con una colpevole indifferenza della politica nei confronti di tutti quei lavoratori che, in forme diverse, sono impiegati a vario titolo nel settore culturale. Nonostante vi siano differenze tra Paesi nel trattamento di questi posti di lavoro, è chiaro che, a livello europeo, la salvaguardia di questa sfera della vita sociale e dell’economia, che aveva già subito una grave riduzione del sostegno pubblico prima della crisi sanitaria, non viene presa in considerazione. Il mantra della sostenibilità economica delle attività culturali in base alle leggi di mercato e i continui tagli al finanziamento pubblico per queste attività, deve finalmente messo in discussione.

In deversi paesi sono state avviate campagne per interventi pubblici che supportano questi lavoratori e ci sono state mobilitazioni e manifestazioni che chiedevano di essere ascoltati.

Per questo transform! europe promuove un incontro web ( https://www.transform-network.net/webinars/detail/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=9363&cHash=2358f0ae35d30e2b97d352cca39f03bd )il prossimo 4 settembre a cui parteciperanno attori e attivisti da Austria, Grecia e Inghilterra. Insieme per capire quali sono le diverse situazioni e quali sono le possibili iniziative da promuovere a livello europeo.

Un contributo che vorremmo mettere a disposizione del percorso del Forum delle Alternative che si terrà ad Atene il 27, 28 e 29 Novembre.

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