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Queen Von Der Leyen e King Atomo

di Roberto
Musacchio

Chissà cosa ne pensano i Verdi europei che ancora la sostengono. Von Der Leyen ci dice che “abbiamo” sbagliato ad abbandonare il nucleare. E invece bisogna puntarci. Ora, subito. Perché c’è la guerra e si dimostrano le incertezze degli approvvigionamenti energetici. E perché, lo scopre evidentemente solo adesso, l’Europa non ha disponibilità proprie. Parla di fossili, naturalmente.
Francamente questa “svolta” è imbarazzante. Decenni di riflessioni ponderate sulla transizione energetica e sui problemi che il nucleare non risolve, ma pone, spazzati via da una dichiarazione. Che si autodichiara subito operativa.
È decisionista, Von Der Leyen. Sul riarmo e, ora, sul nucleare.
Naturalmente si parla di centrali piccole e di ultima generazione. Di ultima generazione si parla da 50 anni. Ma è un ever green. Anche di piccole. Tutte cose confutate da tempo, ma poco importa. Siccome la guerra non si può fermare, il mercato energetico segue la geopolitica militare e i mercati finanziari e non certo gli interessi pubblici, il diritto internazionale è ormai il passato occorre armarsi, in tutti i campi. E il ciclo nucleare, come si sa, va bene anche per la deterrenza militare che si sta avanzando sempre più spesso come necessaria. Poi che le centrali siano proprio un obiettivo in guerra, che creano più problemi di quelli che (non) risolvono, che l’Europa non è che manchi di fossili ma è in realtà ricca di fonti naturali e cicli più puliti fa parte del passato, come il diritto internazionale.
Un tempo il no al nucleare civile e militare legava pacifisti e ambientalisti. Ovunque. Dalla Germania all’Italia. È bene riprendere il discorso. Il 28 marzo si manifesta anche contro Queen Von Der Leyen e King atomo.

di Roberto Musacchio

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