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Prodotti a base di soia e granoturco geneticamente modificati

Il 7 luglio il Parlamento Europeo ha approvato due Risoluzioni sui progetti di decisione di esecuzione della Commissione che autorizzano l’immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata e da granoturco geneticamente modificato. Si tratta di prodotti destinati all’alimentazione animale, in particolare per gli allevamnti intensivi di bovini, suini e avicoli.

Le due Risoluzioni chiedono alla Commissione di ritirare i progetti di decisione di esecuzione sulla base di diverse motivazioni:

  • la mancata valutazione dei residui di erbicidi (glifusinato), metaboliti (la tossicità dei prodotti di degradazione) ed effetti combinati;
  • le questioni ancora in sospeso relative alle tossine Bt (con effetti collaterali in grado di incidere sul sistema immunitario);
  • le questioni relative agli effetti su organismi non bersaglio e all’aumento della resistenza alle tossine Bt a seguito dell’uso delle colture Bt geneticamente modificate;
  • le numerose osservazioni delle autorità competenti degli Stati membri presentate all’EFSA durante i tre mesi del periodo di consultazione;
  • il rispetto degli obblighi internazionali dell’Unione (obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, dall’accordo di Parigi sul clima e dalla convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica);
  • il processo decisionale non democratico. Il 17 maggio 2021 il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all’articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato senza esprimere un parere e pertanto l’autorizzazione non ha ottenuto il sostegno della maggioranza qualificata degli Stati membri. Inoltre, la stessa Commissione ha riconosciuto come problematico il fatto che le decisioni sull’autorizzazione degli OGM continuino a essere adottate dalla Commissione senza una maggioranza qualificata di Stati membri favorevoli. Infine, nel corso dell’ottava legislatura il Parlamento Europeo ha approvato in tutto 36 risoluzioni che sollevavano obiezioni all’immissione in commercio degli OGM a fini di alimentazione umana e animale (33 risoluzioni) e alla coltivazione degli OGM nell’Unione (tre risoluzioni); che, nella sua nona legislatura, il Parlamento europeo ha già adottato 18 obiezioni all’immissione in commercio di OGM; che non è stata raggiunta una maggioranza qualificata di Stati membri favorevoli ad autorizzare tali OGM; che le ragioni per cui gli Stati membri non sostengono le autorizzazioni includono il mancato rispetto del principio di precauzione nel processo di autorizzazione e preoccupazioni scientifiche relative alla valutazione del rischio.

Il Parlamento Europeo ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003 e reputa che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione non sia coerente con il diritto dell’Unione, in quanto non è compatibile con l’obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell’ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l’efficace funzionamento del mercato interno.

Inoltre, sollecita la Commissione affinché non autorizzi colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi finché i rischi sanitari associati ai residui non siano stati esaminati in modo approfondito caso per caso, il che richiede una valutazione completa dei residui da irrorazione di tali colture geneticamente modificate con erbicidi complementari e una valutazione dei prodotti erbicidi di degradazione e di eventuali effetti combinatori, anche con la pianta GM stessa.

Invita la Commissione a non autorizzare l’importazione, destinata all’alimentazione umana o animale, di alcuna pianta geneticamente modificata che sia stata resa resistente a una sostanza attiva a effetto erbicida il cui utilizzo non è autorizzato nell’Unione.

Infine, il Parlamento esorta l’EFSA ad intensificare ed ampliare le sua attività di ricerca in questi campi, con particolare attenzione alle valutazioni del rischio, ribadisce il suo invito alla Commissione ad attuare una strategia europea per la produzione e l’approvvigionamento di proteine vegetali che consenta all’Unione di dipendere in misura minore dalle importazioni di soia GM e di sviluppare filiere alimentari più corte e mercati regionali.

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