editoriali

Per un 2022 di lotta rosso verde

di Roberto
Musacchio

Praticamente era da poco scoccata la mezzanotte del nuovo anno quando la Commissione Europea emetteva il suo primo comunicato datato 2022 per annunciare che comincia la consultazione degli esperti degli Stati membri per inserire il nucleare, e il metano, tra le fonti “decarbonizzanti” da aiutare con la tassonomia “verde”, cioè l’uso ambientale della finanza.

Sembrava che il governo del semaforo tedesco vista la presenza dei Verdi potesse opporsi. Ma il primo ministro Scholz ha preannunciato una astensione che non frena quello che sembra un classico accordo di scambio con la Francia e cioè la messa insieme di nucleare e metano. Materia di ulteriore riflessione per chi pensa che il verde abbia più potere di persuasione del rosso!

Una conferma che è bene cominciare l’anno con una mobilitazione. Transform la propone a tutte e tutti, in Italia e in Europa. Sappiamo che già in tanti sono in campo contro questa idea nefasta. Noi chiediamo di unirci. Contro la proposta della Commissione Europea. Perché il governo italiano dica no come dovrebbe essere d’obbligo essendo impegnato da ben due referendum.

Il mercato verde è una contraddizione in termini, lo diciamo da sempre. Peggio dello sviluppo sostenibile che, come spiegava Latouche, è una sorta di ossimoro. Sviluppo, diceva giustamente, è diventata una parola tossica che non si disinquina con la sostenibilità. Peggio ancora il mercato che non misura il valore sociale ma la profittabilità delle cose. Ciò che solo può disintossicare e disinquinare è la rottura col capitalismo, che ormai, come mostra il bel film Don’t look up, pensa di fare soldi anche con la cometa che ci distruggerà.

Chiuso il 2021 con il record di arricchimento dei top ten men del capitalismo che hanno accresciuto i loro profitti di oltre 400 miliardi di dollari e con il record di contagi da varianti Covid provenienti da luoghi cui il vaccino è precluso per avidità suicida, si apre il 2022 con il nucleare.

Testa di ponte di questa follia la fa la UE che è alle prese per altro con un caro bollette che colpisce tutto il continente. L’Italia fa il record di aumenti. È il Paese che ha tutto privatizzato e liberalizzato, arrivando ad avere una capacità produttiva elettrica installata che supera enormente le necessità dei picchi produttivi spinta dagli incentivi speculativi dati assimilando fonti tradizionali a quelle rinnovabili,  ma non controlla le bollette. Storia cominciata con Draghi direttore del Tesoro e che ora fa pagare questo ulteriore prezzo salatissimo ai cittadini con Draghi Presidente del Consiglio. Autori tutti i partiti con menzione particolare al PD e antecedenti. Ebbene questa UE tutta mercato ora riaprirebbe al nucleare!

Abbiamo sentito celebrare i vent’anni dell’Euro. Un bilancio che se si usassero le verifiche fake che in Europa si usano per gli altri ma non per le veline della governance non potrebbe essere certo felice. Non solo perché c’è la pandemia. Ma perché siamo arrivati al punto che la Danimarca deporta propri carcerati in Kosovo. La Danimarca con Presidente del Consiglio una socialista e non l’Ungheria di Orban. Ne parliamo sdegnati in questo appuntamento settimanale del nostro sito. Dove rilanciamo anche la raccolta di firme per il salario minimo e dignitoso e per i diritti per chi lavora nelle piattaforme. Salari e diritti, come equità fiscale, welfare e molto altro sono le vittime non di una moneta ma di una follia ideologica quale è il neoliberalismo depositato come dogma in Maastricht.

No al nucleare, sì a salario e diritti, dunque. Per un 2022 di lotte rosso verdi!

fonti energetiche, nucleare, tassonomia europea
Articolo precedente
Attualità e continuità
Articolo successivo
Debito e redenzione. L’eterno ritorno

1 Commento. Nuovo commento

  • Mario Viola
    05/01/2022 22:08

    Il liberalismo sfrenato ci porterà sempre più alla rovina, in ciò favorito dalla connivenza dei cosiddetti democratici, vera testa di ponte del potere borghese

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.