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Pensare alternativo

di Roberto
Morea

Per transform! italia e transform! europa il lavoro non manca, come dopo un terremoto ci si rimbocca le maniche e si comincia a scavare e se non si hanno pale e cariole si fa a mani nude.

Ed in effetti la sensazione di essere di fronte alle macerie, in questo caso della area politica della sinistra, è una metafora che calza a pennello.

Per anni si è pensato, o meglio si è fatto credere, che la costruzione di un “argine” alla destra fosse l’imperativo da seguire. Questa perenne e sempre più scivolosa ricerca, ha messo una deriva che passo dopo passo, ha portato a pensare che persino chi fa accordi con la Libia e con Erdogan sia un interlocutore, anzi sia opportuno sottrarre argomenti alla destra, facendoli propri, per dirla alla Crozza, “non si può lasciare il fascismo ai fascisti”.

Così è stato per il Titolo V, voluto dal centro sinistra a guida D’Alema, che ha creato le condizioni in cui ci troviamo, assegnando ruoli e competenze alle regioni che di fatto hanno ancor più creato uno squilibrio tra Nord e Sud. Anche oggi presidenti di Regione del centro sinistra chiedono ancor maggiori poteri in nome del “prima noi…” abbracciando la riforma richiesta di autonomia differenziata promossa da leghisti e destra.

Oggi quel piano inclinato, porta il partito democratico non solo a stare al governo con il “banchiere anti Grecia” e soprattutto anti Syriza, ma anche e soprattutto ad eleggere con una maggioranza bulgara Enrico Letta a segretario, invocando come salvatore un neo liberista comprovato da anni di militanza.

Con l’esperienza de l’Altra Europa con Tsipras, abbiamo promosso una coalizione che mettesse un freno a questo scivolamento politico e culturale e legasse la costruzione di una lista per le europee alla presa di distanza da quel modello politico che il PD rappresenta.

Lo abbiamo fatto allora in nome del disegno politico tracciato da Altiero Spinelli a Ventotene, di una Europa sociale e solidaria, continuiamo a farlo ora a maggior ragione, visto dove le regole dei trattati ci hanno portato e come l’Unione Europea sta affrontando la crisi.

Per questo come transform! italia siamo impegnati nella costruzione di iniziative che rimettano al centro l’opposizione alle politiche liberiste e insieme l’alternativa, prima di tutto sul piano culturale, al sistema economico politico dominante.

Dal Global Health Summit che si terrà a Roma nell’ambito degli appuntamenti del G20, per ribadire la nostra indignazione su come i grandi della Terra e soprattutto USA e UE, stanno gestendo la questione sanitaria. Da ultimo rifiutando di acconsentire la produzione dei vaccini agli Stati per arginare l’espandersi della pandemia, utilizzando una clausola prevista persino nei trattati internazionali, a difesa degli interessi delle Big Pharma e contro gli interessi dei propri cittadini e cittadine.

Lo facciamo anche nel campo della ricerca e della inchiesta, promuovendo progetti di ricerca sulle condizioni di vita e di lavoro in diversi paesi, per dare voce a donne e uomini impiegati, precari e senza lavoro in Francia, Italia e Germania. Con la convinzione che solo ripartendo dalle condizioni reali delle persone, si possa ricostruire una prospettiva politica che sappia immaginare una via di uscita.

Lo facciamo anche nel campo dei media. Strumento principale del dominio culturale a cui siamo sottoposti. Provando a dare forza e sostegno a tutti i giornali e le pagina web che fanno riferimento alla sinistra in Europa ed ai partiti della sinistra europea. Promuovendo il 7 maggio prossimo proprio in occasione della giornata dell’Europa e del percorso per la conferenza sul Futuro dell’Europa, un incontro con redattori e direttori delle testate della sinistra in Europa, da Neues Deutchland a l’Humanitè, da Esquerda.net a Solidaire, da Avgi a Left, da Epohi a Stajk.

Una battaglia per la riconquista di una propria autonomia che in molti anche a sinistra sembrano aver smarrito

Un primo piccolo passo sulla luna del debito condiviso
SofaGate

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