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Pace

di Roberto
Musacchio

Pace. Potrebbe finire qui. Ripetere 100, 1000 volte questa parola.

Cosa posso aggiungere?

Ha ancora senso replicare a chi ripete da mesi che c’è un aggredito e un aggressore, che bisogna dirlo a Putin, che Putin è il nuovo Hitler, che siamo alla nuova resistenza?

Mi pare che ormai dovrebbe essere evidente che gli eroici proclami accompagnano un escalation dove la possibilità atomica viene sempre più apertamente contemplata.

Che dovrebbe essersi palesato il dubbio che non tutto è così lineare in questa vicenda tragica, che non è un film western, che non è il Vietnam ma semmai Hiroshima e Nagasaki.

Fa niente. Continuate pure.

Quello che diventa impellente è che chi ha in sé il paradigma della pace, che è un’altra modo di approcciarsi al Mondo, ai suoi conflitti, alle nostre responsabilità di specie si faccia sentire.

Contro Putin, la NATO e tutti i signori e, purtroppo, le signore della guerra. Che sono tanti.

L’8 ottobre Papa Francesco va ad Assisi. Il luogo natale di San Francesco. Quello che per deporre le armi, si rese povero e si spogliò nudo. Quello che parlava agli uccelli e, soprattutto, al lupo. Oggi sarebbe chiamato pazzo.

Armi e ricchezza. La ricchezza di chi le fabbrica. Vero allora. Verissimo oggi.

Noi dove e quando andiamo?

Noi “sinistre”, “democratici”, sindacati, movimenti, persone, donne e uomini.

A Roma. In tutta Italia. In tutta Europa. Ovunque. E sarebbe opportuno che in Parlamento qualcuno proponesse lo stop alle armi e una iniziativa diplomatica.

Da sempre, in Parlamento con ManifestA, nel Paese e nelle elezioni lo fa Unione Popolare. Manifestiamo per la pace dei popoli contra la guerra dei governi, ha lanciato l’appello Del Magistris.

Ho letto oggi l’intervista di Conte all’Avvenire  e in particolare il punto sulla guerra. A me pare articolata, naturalmente ambigua, tanto più visti i numerosi voti dei Cinquestelle per l’invio di armi. Ma dal suo punto di vista cerca di essere efficace.

Sulla guerra punta tutto sulla spinta al negoziato. Elude il tema armi ma è contro escalation. Bisogna vedere come voteranno ora i Cinquestelle in Parlamento. Però il riferimento è la posizione del Papa.

Sull’energia è interessante che sia contro il price cap e invece per gli acquisti comuni. Contro extraprofitti e borsa di Amsterdam. Certo poi bisognerebbe essere conseguenti. Tassare al 90% i primi. Togliere i contratti spot dalla Borsa. Sulla Germania, l’accusa di usare i propri spazi fiscali ma con la proposta di acquisto comune dell’energia. Anche qui c’è da risalire al perché con l’euro ci siano valori diversi della stessa moneta.

Sulle bandiere dice che è disponibile ad andare senza. Non mi pare però che indica lui e detti regole.

È  importante, e non da oggi e da questa intervista, che si esprimano tutti per una grande manifestazione che per me deve essere per la Pace, la trattativa e contro le armi. Penso ai sindacati, ai pacifisti, a Santoro. Naturalmente le sinistre di opposizione che da sempre sono contro la guerra e che da tempo chiedono ci si mobiliti.

Mi fermo qui.

Il resto è pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace, pace…

Roberto Musacchio

Roberto Musacchio

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3 Commenti. Nuovo commento

  • Maria Teresa
    05/10/2022 22:08

    Finalmente Pace! Pace, basta con le armi bisogna bandirle definitivamente e per farlo non bisogna più produrle! L’ipocrisia è tanta andiamo a occupare le fabbriche dove si producono le armi! Basta con il profitto, il mondo appartiene a tutti se continuiamo così arriveremo all’ annichilimento!
    AD MAIORA
    Maria Teresa Punzo

    Rispondi
  • Luigi Porro
    10/10/2022 9:54

    In tutta questa confusione genetata dai media di regime. Pare che nessuno si ponga delle domande su cosa avverrà dopo, quando finalmente taceranno le armi. Quali saranno gli scenari, non solo sul futuro dei contendenti, ma anche dei rapporti tra governanti ucraini, ma anche tra le stesse popolazioni che bene o male da secoli sono condannati a convivere. Ci vorranno diverse generazioni, prima che si sopiscano gli odi reciproci causate da questa dannata guerra.
    Temo anche che ucraini e russi, quando tutto sarà finito presenteranno il conto dei danni, non solo materiali ma anche morali al resto d’Europa.

    Rispondi
  • Luigi Porro
    10/10/2022 13:58

    Da almeno 10 mesi, ancor prima che iniziasse questa guerra, tutti i mass media ci hanno propinato le loro presunte verità. Ora più passa il tempo la situazione si ingarbugliata creando confusione e instabilità nel mondo intero.
    Nessuno però pensando al dopo, quando cesseranno le armi sa immaginare gli scenari futuri. Non solo i rapporti futuri tra governanti russi e ucraini, ma anche tra le popolazioni dei due popoli che dopo questa guerra saranno avvelenati da odi reciproci. Forse ci vorranno almeno due generazioni per sopire i reciproci rancori. Non solo, penso anche che gli ucraini e i russi presenteranno il conto dei danni materiali e morali a noi europei.
    Alcuni giorni fa parlando con alcuni ucraini che vivono qui da noi da alcuni anni, mi hanno detto testualmente:
    “Noi ucraini stiamo combattendo i russi anche per voi, anche se voi ci aiutate poco e ci date poche armi”.

    Rispondi

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